Meloni all’attacco dell’Ue per evitare di rispondere sui salari: “Bruxelles faccia meno e meglio”
All'assemblea di Confindustria, Meloni non risponde su salari ed energia. La premier attacca Bruxelles per non prendersi responsabilità.
Attaccare l’Ue e non prendersi mai una responsabilità. Evitando così di rispondere al tema chiave, sollevato da Confindustria: i salari. La strategia di Giorgia Meloni non cambia neanche di fronte all’assemblea degli industriali. Il messaggio della presidente del Consiglio è nient’altro che un attacco a Bruxelles: “L’Europa faccia meno e meglio”
Meloni non offre nessuna risposta concreta sul tema sollevato dagli industriali, quello dei salari. All’opposto cerca di far felici gli industriali attaccando l’Ue, sulla scia di quanto fatto su alcuni aspetti da Confindustria. E anche sul caro energia, nessuna risposta concreta ma solo una presa di posizione contro l’Ue.
Meloni all’attacco dell’Ue per non prendersi nessuna responsabilità
Per Meloni, “la principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici”. Insomma, la presidente del Consiglio se la prende con l’incapacità di agire e reagire dell’Ue, con la sua difficoltà nel rispondere di fronte alla necessità. Un po’ un controsenso se pensiamo che queste parole arrivano da chi, in Ue, si oppone alla fine del diritto di veto di un singolo Stato che spesso paralizza l’Unione.
Per la presidente del Consiglio, “l’Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune, ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale”. E anche rispetto a queste parole viene da obiettare proprio sulla posizione italiana nell’ultimo periodo, sempre schiacciata su quella di Stati Uniti e Israele e completamente irrilevante in ogni crisi globale, dai dazi al Medio Oriente.
I salari ignorati
Per il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, il problema dell’Europa esiste, certo, ma ci sono anche e soprattutto altre urgenze. Le scarse risorse investite sulla sanità e la scuola, sicuramente, ma anche e soprattutto i salari troppo bassi. La vera emergenza in Italia. Meloni non offre, però, grandi risposte, oltre a rivendicare il salario giusto, i cui effetti sono tutti da valutare.
A sottolineare la mancata risposta di Meloni è anche il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’assemblea degli industriali: “La presidente del Consiglio ha parlato dei salari, ha detto che sono bassi, ma non ha detto come fare ad alzarli. Oggi c’è un’emergenza e l’aumento dei salari significa cancellare le forme di precarietà nel lavoro, significa fare una riforma fiscale degna di questo nome e mettere in campo dei veri aumenti salariali. Questo a me sembra un tema fondamentale che oggi non ha trovato soluzione”.

