30/05/2026
da Remocontro
Il modello israeliano di interpretare la politica estera. Il cessate il fuoco di ottobre a Gaza diventa solo un ‘consiglio’, e il premier a rischi0 carcere per corruzione annuncia che Israele aumenterà la sua quota di controllo dell’enclave palestinese spingendosi molto oltre i limiti dettati dagli accordi di Sharm-el-Sheikh di cui s’era detto garante personalmente Trump. Portare al 70% il controllo della Striscia.
Guerra senza limiti a Gaza
Sempre nuove soglie e nuovi obiettivi, sfidando tutto e tutti. Gli accordi conclusi da Israele con la mediazione di Usa, Qatar ed Egitto prevedevano soglie di controllo territoriale molto più basse di quelle strutturate dall’Israel Defense Force negli ultimi sette mesi. Oggi Israele occupa poco meno di due terzi, il 64%, del territorio della Striscia di Gaza, ma non le basta. E la tregua sembra esistere, ormai, solo sulla carta. Al Jazeera ha registrato 2.400 violazioni del cessate il fuoco e al contempo aggiunge che se Netanyahu ordinasse di alzare la quota di territorio gazawi occupata da Israele la situazione umanitaria, già drammatica, peggiorerebbe ulteriormente:
Una perversa crudele ferocia
A causa dell’occupazione dell’esercito israeliano, i palestinesi non possono accedere a circa due terzi della Striscia di Gaza. Un’ulteriore annessione del territorio costringerebbe due milioni di loro, che già vivono in condizioni disastrose, a trasferirsi in un territorio ancora più ristretto, dopo aver sopportato due anni di guerra genocida. Ma la strapotenza di Netanyahu non fila liscia come lui vorrebbe. L’opposizione guidata da Naftali Bennet e Yair Lapid denuncia la marginalizzazione di Netanyahu in Iran e il mancato raggiungimento degli obiettivi strategici, mentre gli alleati nazionalisti di Netanyahu, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, si preparano al voto anticipato spingendo il premier a rendere sempre più feroce lo scontro in Libano. ad alzare l’asticella dello scontro sul fronte libanese, mentre per il leader del Likud resta lo scenario di Gaza come teatro dove provare a mostrare risolutezza ed energia.
A Gaza Pulizia etnica totale?
- Israel Katz, ministro della Difesa, che commentando l’eliminazione dell’alto comandante di Hamas Mohammed Odeh, ha ribadito che esistono piani per espellere centinaia di migliaia di palestinesi “al momento giusto e nel modo giusto”. Una rivendicazione del progetto di pulizia etnica dopo una guerra divenuta feroce rappresaglia prima e genocidio poi che viene fatta alla luce del sole, quasi trasparentemente. E non lascia presagire molto di buono per un conflitto che è formalmente frenato da un cessate il fuoco esistente di fatto solo sulla carta.

