04/02/2026
da Remocontro
Chi, in Europa, ostacola gli sforzi per raggiungere la pace in Ucraina, si assume una responsabilità formidabile. Prima tra tutte, quella di innescare una nuova possibile corsa agli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia. Il fallimento dei piani di pace proposti da Trump si ripercuote sul Trattato New Start, che scadrà domani, senza essere rinnovato. Questo può significare l’inizio di una nuova costosissima Guerra fredda, con gli scienziati che nel frattempo lanciano l’allarme: mai, come adesso, il pianeta è stato sull’orlo dell’apocalisse.

Così muore il Trattato Start
«Che la corsa agli armamenti abbia inizio». Annuncia in questo modo, il New York Times, con un titolo che sembra una rasoiata, la scadenza dell’ultimo patto contro la proliferazione nucleare, che aveva permesso alle due superpotenze atomiche per eccellenza (Usa e Russia) di controllarsi a vicenda. Senza bisogno di impegnarsi in una gara suicida, per sopravanzare l’altra nella realizzazione di nuove testate o degli indispensabili vettori di lancio. D’altro canto, la logica del ‘Nuovo Start’ era proprio quella di limitare gli arsenali di ogni parte contraente a 1.550 testate strategiche schierate. Si trattava, in sostanza, di armi a lungo raggio collocate su sottomarini, missili balistici intercontinentali e bombardieri. Naturalmente, la logica alla base del Trattato esigeva l’impegno a scambiarsi dati e notifiche (riguardati il numero e la disposizione delle testate) e inoltre imponeva la disponibilità ad assoggettarsi a controlli ispettivi con breve preavviso. W.J. Hennigan, analista del Times, scrive che «l’ultimo patto sul controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia è destinato a concludersi non con un botto, ma con un gemito. L’Amministrazione Trump non ha detto quasi nulla sulla scadenza del programma ‘New Start’, prevista per giovedì, giorno che segnerà la fine di mezzo secolo di collaborazione tra le due maggiori potenze nucleari mondiali. Né importanti legislatori del Congresso si sono pronunciati molto quest’anno sulla sua fine, nonostante l’incombente potenziale di una corsa agli armamenti a tre senza vincoli, con la partecipazione della Cina».
La crisi parte dall’Alaska
Il Trattato ‘New Start’ era stato denunciato da Putin nel 2023, ‘per ripicca’ verso Biden, anche se, di fatto, si era impegnato a continuare a rispettarlo. Il tema probabilmente faceva parte di un pacchetto di contenziosi diplomatici da risolvere tra Mosca e Washington, messi al centro del ‘meeting delle meraviglie’ avvenuto in Alaska, ad Anchorage, tra Putin e Trump. Solo che, in quell’occasione, il piatto forte era rappresentato da un’eventuale soluzione di pace (o di tregua) per il conflitto in Ucraina. Andato perso il vero motivo del vertice, anche il resto dei temi toccati è stato ridimensionato. Così, nella conferenza stampa congiunta tenuta alla base Elmendorf-Richardson, la questione degli armamenti nucleari è stata ignorata. Eppure, la CNN ha pubblicato un report eloquente sulle aspettative dell’Amministrazione americana: «Secondo quattro fonti a conoscenza dell’incontro in Alaska – dice la Tv Usa – il Consiglio per la sicurezza nazionale di Trump ha convocato una riunione con gli esperti di armi nucleari in vista del vertice tra Trump e Putin di agosto. L’ampia discussione ha incluso i potenziali benefici derivanti dall’estensione dell’attuale limite alle armi nucleari dispiegate, concordato tra Stati Uniti e Russia, l’opportunità o meno di ampliare le dimensioni dell’arsenale nucleare statunitense e lo status della triade nucleare statunitense. La Casa Bianca voleva essere preparata a qualsiasi possibile discussione sul nucleare tra i due leader dei più grandi arsenali nucleari del mondo. Ma l’incontro dei leader – sostiene in modo eloquente la CNN – si è concluso senza alcuno slancio verso la fine della guerra in Ucraina o l’annuncio di un accordo sulle armi nucleari». Insomma, una conferma del fatto che il sostanziale immobilismo diplomatico, riguardante un eventuale accordo tra Kiev e Mosca, ha comportato un conseguente disimpegno per il rinnovo del ‘New Start’.
Perché Trump non vuole la moratoria?
In questa storia emergono diversi aspetti poco chiari. Innanzitutto, le Cancellerie sanno che Putin aveva offerto a Trump la possibilità di accordarsi per una moratoria: prolungare la scadenza del ‘New Start’ di un anno e, nel frattempo, istituire delle commissioni miste di studio, per arrivare al rilancio di un nuovo trattato di non proliferazione. Migliorando tutti gli aspetti insoddisfacenti del ‘New Start’. Proposta sensata, che finora, però, Trump non ha accettato. O, meglio, alla quale non ha nemmeno risposto. Scrive il New York Times: «Il trattato è tutt’altro che perfetto. Non copre l’ingente arsenale russo di cosiddette armi nucleari tattiche, che hanno una gittata più corta, né le nuove e più esotiche armi nucleari russe, come il drone sottomarino Poseidon, capace di attraversare l’oceano. Ma ha comunque un valore. È strano che Trump non abbia accettato l’offerta di Putin di rispettare i limiti del trattato. Il Presidente americano lamenta da tempo i trilioni di dollari spesi collettivamente in armi nucleari dalle superpotenze mondiali. A volte, ha sfruttato il prezzo esorbitante per chiedere a Mosca e Pechino di unirsi e ridurre gli armamenti. L’Amministrazione Trump dovrebbe rispondere a Putin con una proposta di proroga di un anno e di ripristino delle ispezioni in loco. Ciò non solo riporterebbe i due Paesi ai termini originali del trattato, ma offrirebbe anche un po’ di tempo per costruire la fiducia e lo spazio diplomatico necessario per forgiare un nuovo accordo».
E il mondo rischia
- Senza trattato sulla Proliferazione strategica il mondo rischia. Prima di tutto per quella che si chiama ‘miscalculation’, cioè incidenti casuali innescati da false ecolocazioni o da guerra elettronica. L’aumento incontrollato delle testate poi, non essendo più monitorato, indurrà facilmente sempre più Paesi a cercare di procurarsi uno scudo atomico. La situazione è talmente malmessa, che il Bulletin of Atomic Scientists ha spostato le lancette del suo Orologio dell’Apocalisse di una tacca verso la mezzanotte: per loro mancano solo 85 secondi, prima di assistere alla scomparsa dell’umanità.

