15/03/2026
da il Manifesto
Palestina Ieri nuovo attacco dei coloni nel villaggio della Cisgiordania
I coloni avevano già più volte invaso Qusra, un villaggio della Cisgiordania occupata a sud di Nablus. È una storia che va avanti da anni, a causa della presenza degli insediamenti israeliani illegali che proliferano nell’area, con il benestare del governo di Tel Aviv. Il 27 febbraio, armati di spranghe, in quindici avevano attaccato gli abitanti palestinesi e gli attivisti internazionali che tentavano di documentare l’assalto. Tre dei volontari feriti facevano parte dell’associazione israeliana Mistaclim, «Guarda l’occupazione negli occhi», che denuncia le violenze sui palestinesi della Cisgiordania. Due di loro, in serie condizioni, sono stati trasportati in ospedale con un elicottero. Questa volta tra le vittime c’erano cittadini israeliani e alcuni tra gli aggressori sono stati arrestati, ma dopo pochi giorni erano già a piede libero.
Le forze armate di Tel Aviv, che occupano a migliaia i territori palestinesi, non sono rimaste a sorvegliare l’area. Così i coloni, forti della totale impunità consentitagli dalle istituzioni, sono tornati solo tre giorni dopo. Il 13 marzo hanno assalito violentemente un palestinese già piegato a terra e con le mani alzate. Lo hanno fatto in quattro, davanti agli occhi dei suoi bambini, con pugni e ginocchiate, dopo aver alzato i cappucci e indossato le maschere. Si coprono quasi sempre il volto, ormai, come fanno tutti i banditi. Una precauzione che serve più a giustificare il totale disimpegno della polizia e dell’esercito israeliani che a proteggerli da eventuali azioni legali.
D’altro canto, le automobili che utilizzano durante i raid, i potenti e agili Quad, sono finanziati e assegnati spesso direttamente dal ministero degli Insediamenti e delle missioni nazionali. Nel 2025 il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha consegnato gli Atv Polaris Ranger a 59 insediamenti illegali, con tanto di cerimonia ufficiale. Li usano sempre più spesso perché consentono loro di scendere dalle colonie lungo i terreni ripidi e fangosi delle colline, e di sorprendere gli abitanti.
Ieri sera sono tornati ancora una volta. Hanno fatto irruzione nelle case, distrutto ciò che trovavano e quando i palestinesi di Qusra hanno provato a fermarli, hanno sparato, decine di colpi, come si sente dai filmati. Ameer Motasem Odeh, di 25 anni, è morto e altre tre persone sono state ferite, tra cui il padre di Ameer, trasferito con gli altri in ospedale. In tre settimane i coloni hanno ammazzato sette palestinesi. E Tel Aviv ha aumentato la pressione militare ai checkpoint e nei centri abitati, come forma di punizione collettiva. Ieri al posto di blocco di Beit Iksa le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro un uomo di 43 anni e aggredito brutalmente suo figlio ventenne mentre a Dura, nei pressi di Hebron, un’operazione di demolizione punitiva ha costretto all’evacuazione circa venti famiglie.
Sempre più difficile anche la situazione a Gaza, colpita ieri da una tempesta di sabbia che si è abbattuta contro le tende degli sfollati. L’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto sapere che nonostante la riapertura del valico di Karem Abu Salem – era stato chiuso da Tel Aviv dopo l’attacco lanciato contro Teheran – le forniture che entrano a Gaza non sono sufficienti.
Soprattutto quelle mediche. Dal 3 febbraio le Nazioni unite sono riuscite a recuperare solo 295 pallet di materiale medico e solo perché si trovavano già all’interno della Striscia. Centinaia di carichi rimangono bloccati in Egitto e in Cisgiordania, mentre la metà degli ospedali rimane fuori uso. La carenza di farmaci essenziali ha raggiunto livelli critici e le scorte di attrezzature diagnostiche e di laboratorio sono quasi azzerate, rendendo difficile il monitoraggio delle malattie infettive.
Secondo l’Ufficio media di Gaza, dall’inizio della guerra contro l’Iran, nella Striscia entra solo il 10% degli aiuti essenziali. Mentre viene impedita l’uscita ad oltre 18.500 pazienti che necessitano di cure urgenti non disponibili localmente. E non si fermano gli attacchi israeliani: ieri hanno fatto un’altra vittima nel campo profughi di al-Mawasi, dove i militari hanno sparato sulle tende, uccidendo una donna di 54 anni, Asma Hussein al-Sa’idi.

