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Non solo Trump a colpi di dazi: quelli europei contro la Cina

Non solo Trump a colpi di dazi: quelli europei contro la Cina

Non solo Trump il cattivo. “Le esportazioni cinesi di veicoli elettrici verso l’Unione Europea -scrive il South China Morning Post di Hong Kong- hanno subito un rallentamento a causa delle barriere commerciali che sono state rafforzate rispetto allo scorso anno”. Una notizia che sembra anonima e lontana, ma che deve fare riflettere i cittadini europei sulla politica economica ‘di blocco’ senza pietà, dall’Unione. Dazi sino al 45 per centro. E per ora

Classico protezionismo commerciale

Una purissima dottrina di protezionismo commerciale europea (attuata con mille distinguo, per carità), che teoricamente non si discosta molto dall’atteggiamento assunto, urbi et orbi, dalla Casa Bianca. Ma mentre contro Trump si è scatenata (giustamente) la guerra mondiale “dei dazi doganali”, l’Unione Europea verso la Cina li applica, invece, da lungo tempo. Due pesi e due misure? Per l’appunto. Funziona così, e in particolare proprio a carico del concorrente più temuto. Quindi, basta piagnistei in salsa moralistico-commerciale: ognuno sta cercando di fare i suoi interessi, alla faccia di conclamate alleanze politiche. Non solo, ma gratta gratta, forse esistono Paesi che, forti di una “diplomazia parallela”, dentro l’UE non giocano tutti per una vera strategia economica comunitaria.

Transizione energetica verso il Green

Il caso della transizione energetica verso il ‘green’ sta diventando focale, per l’Europa. Nessuno ne contesta gli obiettivi, assolutamente condivisibili. Ma i tempi e le modalità di attuazione, quelli sì, perché stanno mettendo in ginocchio una parte significativa dell’industria europea. E della sua società. Il punto debole? Nessuno dei pianificatori di Bruxelles sembra avere idea delle trappole, che si celano dietro le cifre (pensate a tavolino) di ogni ‘step’ passaggio di piano. Vediamo cosa dice ancora il Post di Hong Kong per illuminarci: “Se le esportazioni di veicoli ibridi plug-in (con alimentazione termica ed elettrica separate e integrabili) continueranno a crescere, affermano gli analisti, anche i veicoli ibridi potrebbero ritrovarsi nel mirino dei dazi.

Elettriche cinesi 2025

Secondo gli ultimi dati doganali dettagliati, nei primi due mesi dell’anno la Cina ha spedito nell’UE 50.383 unità di veicoli elettrici per passeggeri, con un calo di un terzo rispetto all’anno precedente. Il calo – prosegue il Post –  è in linea con un trend discendente più ampio iniziato a ottobre, dopo che l’UE ha aumentato i dazi sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese fino al 45%. Al contrario, le esportazioni di veicoli ibridi plug-in dalla Cina verso l’UE sono aumentate vertiginosamente nel bimestre, dell’892% su base annua, raggiungendo le 25.903 unità. Il valore delle esportazioni cinesi di veicoli ibridi ‘plug-in’ verso l’UE – conclude il giornale di Hong Kong – è aumentato del 561% su base annua, raggiungendo i 501,6 milioni di dollari, ovvero quasi la metà del valore delle esportazioni di veicoli elettrici nella regione. I veicoli ibridi plug-in sono diventati il ​​prodotto di esportazione cinese in più rapida crescita verso il blocco dei 27 paesi”.

Lezione commerciale cinese all’Europa

I dati sono una vera lezione per i burocrati UE e, contemporaneamente, possono anche un monito per centinaia di milioni di consumatori europei. Qualsiasi cosa faccia la Commissione di Bruxelles, per rendere artificialmente più alti i prezzi di beni durevoli provenienti dall’esterno del blocco (e in particolare dalla Cina) sarà destinata a essere sconfitta dalla ‘plasticità’ dei mercati. L’unico modo di resistere sarebbe quello di fare dell’Unione una fortezza protezionistica blindata, su tutto e contro tutti. Un po’ quello di cui oggi si accusa Trump. La verità è che l’UE lo sta già facendo da un pezzo. Ha cominciato in tempi non sospetti, con i beni alimentari, per salvaguardare l’agricoltura, in primis, della Francia. Facendo pagare ai consumatori europei prodotti agricoli a prezzi almeno doppi del loro valore. Ha continuato con la storia delle “politiche di convergenza”, obbligando i soci a comprare a prezzi molto più alti prodotti reperibili fuori dall’Unione. Ma ora i nodi vengono al pettine con la Cina, la cui economia è talmente competitiva rispetto a quella del Vecchio continente, da riuscire a produrre le stesse cose e a venderle sopportando (fino a un certo punto) anche i dazi imposti.

Economist Intelligence Unit

Secondo Xu Tianchen, economista cinese senior presso l’Economist Intelligence Unit, “l’aumento delle esportazioni di veicoli ibridi plug-in riflette uno spostamento dei consumatori globali dai veicoli elettrici a quelli ibridi, causato dalla difficoltà di espandere le infrastrutture di ricarica nei mercati chiave. I veicoli elettrici ibridi sono più graditi perché possono funzionare senza elettricità – scrive l’economista – e anche quando funzionano a benzina tendono a essere più efficienti nei consumi”. L’unica cattiva notizia la aggiunge il South China Morning Post – quando prevede che i veicoli elettrici ibridi plug-in “non sono completamente immuni alle minacce tariffarie”. E questo l’avevamo capito. Basta solo vedere quello che stanno combinando a Bruxelles.

26/03/2025

da Remocontro

Piero Orteca

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