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Nordio blinda Bartolozzi e regala un assist al No, ma ormai la fedelissima del ministro divide anche la maggioranza

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Politica italiana

14/03/2026

da la Notizia

Dopo le frasi contro la magistratura, il Guardasigilli continua a difendere la capo di gabinetto. Ma ormai sembra solo contro tutti

Carlo Nordio ieri l’ha voluta accanto a sé all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense al Parco della Musica di Roma. La prima uscita pubblica, dopo la rovinosa caduta mediatica che ha scatenato sulla capa di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, uno tsunami politico e mediatico.

Ieri Nordio ha voluto che si mostrassero insieme, per lanciare il messaggio che lui, il Guardasigilli della riforma della Giustizia, la sua capa di gabinetto, la “scuda” e la sostiene sempre e comunque. Contro tutto e tutti. Anche se la sua collaboratrice è stata attaccata dalla stessa maggioranza di centro-destra, dopo aver detto in televisione: “Votiamo sì per torglierci di mezzo la Magistratura, che è un plotone di esecuzione”.

Neanche Meloni riesce a scacciare Bartolozzi

Una frase molto più che improvvida che ha mandato su tutte le furie anche la premier Giorgia Meloni, al punto che retroscena di stampa parlano di un piano per sostituirla dopo il referendum. Ma l’uscita pubblica di ieri con la sua fedelissima parla più di mille parole. Nordio, del resto, l’aveva difesa anche dalla procura di Roma che indaga la stessa Bartolozzi per aver mentito ai pm sul caso Almasri. Pur di salvarla ha spinto la maggioranza a sollevare un conflitto di attribuzioni alla Consulta.

Renzi: “Cosa ha Bartolozzi nei cassetti?”

Tanto che ieri Matteo Renzi – interpretando il pensiero di molti – è arrivato a chiedersi in diretta su SkyTg24: “Perché la Bartolozzi è intoccabile? Che cosa ha Bartolozzi nei cassetti, che impedisce a un governo di dirle ‘hai esagerato’?”. “La vicenda Bartolozzi è vergognosa, è uno scandalo”, ha aggiunto il senatore di Rignano, “Ha gestito in modo scandaloso la più grande violazione del diritto internazionale, sulla vicenda Almasri. Ha definito la magistratura un plotone. Ha detto che se vince il sì, i cervelli all’estero torneranno. Quando il cervello che deve tornare è il suo…”.

Schlein: “Le scuse mai arrivate”

La segretaria dem Elly Schlein ha ricordato ieri che le scuse di Bartolozzi per le parole contro la magistratura “non sono mai arrivate, lei è ancora al suo posto, ma poi ha provato a mettere una toppa peggiore del buco”. “Ha provato a chiarire”, ha continuato Schlein, “e ha detto ‘quando ho detto plotone di esecuzione e quando ho detto con il sì ci togliamo di mezzo la magistratura, intendevo solo una parte della magistratura’, ma è proprio questo il problema: un governo che pensa di dover decidere chi può fare il giudice e chi non può farlo, magari a seconda che gli piacciano o meno le decisioni che i giudici prendono”.

“Il caso sarà chiuso solo quando se ne sarà andata”

“ll caso Bartolozzi sarà chiuso, quando si sarà dimessa, perché le sue dichiarazioni sono state di una tale gravità da non essere compatibili con la permanenza nel ruolo importantissimo che ha al Ministero della Giustizia”, ha detto invece Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di La7. “Meloni dovrebbe scegliere con più cura la sua classe dirigente, considerato anche che questa campagna elettorale è stata una lunga sequenza di dichiarazioni sbagliate, improvvide, gravissime, pasticciate, spesso e volentieri false di tutte le persone che sono intorno a alla presidente del Consiglio”, ha aggiunto l’Avs.

Ma anche la destra è in grande difficoltà

Ma neanche a destra, Nordio a parte, fanno a pugni per essere accomunati alla capa di gabinetto. “Non commento” le parole di Bartolozzi “perché io non devo stare a difendere o commentare alcunché o le parole che vengono espresse”, ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio nazionale forense (Cnf) Francesco Greco, il padrone di casa che ha ospitato la coppia. E a chi chiedeva se è opportuno che la ex magistrata resti al suo posto, Greco ha risposto spazientito: “Guardi, se io fossi ministro, potrei risponderle, ma non sono il ministro…”.

Zangrillo: “Dichiarazioni improvvide che si potevano evitare”

E di “dichiarazioni che sono delle scivolate che si potevano evitare”, ha parlato ieri anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, secondo il quale “certamente le espressioni utilizzate da Bartolozzi non rappresentano bene il suo valore. È evidente che ha utilizzato delle espressioni che non la rappresentano in modo corretto”. È evidente a tutti, ma è altrettanto evidente che la “Zarina” continua a regnare sul ministero di via Arenula. Con la protezione del Guardasigilli.

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