22/10/2026
da Remocontro
Domanda semplice risposta complessa: è l’inizio di una seconda crisi dell’Eurozona? Alcuni lettori ricorderanno che la prima crisi dell’Eurozona ebbe inizio nel 2009 con la crisi del debito sovrano greco, che, dopo aver svelato un deficit eccessivo tenuto nascosto, si estese poi ad altri Paesi europei.
Tra PIIGS e FROGS
L’acronimo storico PIIGS, maiali in inglese (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) viene oggi accostato o contrapposto al nuovo acronimo FROGS (French, oversized, government and social security), rane in inglese che identifica la Francia come il nuovo osservato speciale per debito pubblico e deficit eccessivo e con uno spread rispetto ai Bund tedeschi superiore a quello italiano. Da notare che il mondo anglosassone chiama i francesi “mangiatori di rane”, frogs appunto.
La fine ingloriosa di Macron
La Francia di Emanuel Macron al termine del suo mandato è teatro da giorni di gravi e violente proteste di piazza contro l’aumento dei prezzi del carburante e dei tagli alle spese per l’istruzione. Ma c’è una coincidenza inquietante, come ha scritto lo storico dell’economia, Niall Ferguson, tra proteste sociali, crisi politica e acuirsi della crisi del debito francese, seconda economia dell’eurozona. Se Parigi brucia rischia di appiccare il fuoco ad altri membri dell’Eurozona. Naturalmente ci sono i pompieri contro i piromani, ma anche gli speculatori sempre pronti a scommettere contro un paese in difficoltà.
Banca Centrale Europea
C’è a Francoforte la Banca Centrale Europea che ha il potere di ripetere ciò che avvenne nel 2011-2012, quando il governatore italiano Mario Draghi nel luglio 2012 disse a Londra in modo del tutto inatteso che era pronto a fare “whatever it takes” tutto il necessario per preservare l’euro”, e “credetemi sarà sufficiente”. Se i rendimenti dei titoli di Stato francesi dovessero salire ancora in modo significativo oltre un limite tollerabile rispetto alla modesta crescita transalpina la BCE di Christine Lagarde (ma non si sa fino a quando resterà al posto di comando della banca centrale) disporrebbe degli strumenti necessari per intervenire e stabilizzare la situazione.
Rischio ‘troika’
- Certo ci sarebbe l’opzione greca della troika (Bce, Fmi e Commissione europea) che dovrebbe costringere la Francia a firmare un memorandum e un difficile percorso di rientro dal debito e dal deficit con pesanti riforme strutturali in cambio di prestiti e sostegno finanziario, ma sarebbe una opzione molto complessa da accettare per Parigi.

