12/03/2026
da La Notizia
Ha convocato il ministro degli Esteri Johann Wadephul a Gerusalemme per ribadirlo. «È cruciale che noi europei trasmettiamo questo messaggio insieme», ha dichiarato Merz a Berlino.
La parola errore presuppone una deviazione accidentale. Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze con delega agli insediamenti, aveva già risposto mesi prima che Merz parlasse. Nel 2025 aveva dichiarato: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo, non con slogan ma con azioni. Ogni insediamento è un altro chiodo nella bara di questa idea pericolosa». Non un errore. Un programma enunciato prima che Berlino aprisse bocca.
Ehud Olmert, premier israeliano dal 2006 al 2009, lo chiama con altre parole. Su Haaretz ha scritto che in Cisgiordania è in atto «un tentativo violento e criminale di pulizia etnica», con polizia, esercito e Shin Bet come complici. L’Ufficio dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani, nel rapporto del 19 febbraio 2026, solleva le stesse preoccupazioni: attacchi sistematici e trasferimenti forzati sembrano orientati a uno spostamento permanente della popolazione palestinese.
Nel 2025, secondo i dati ONU, l’espansione degli insediamenti ha raggiunto il livello più alto dal 2017. In Cisgiordania vivono 700.000 coloni israeliani tra 3 milioni di palestinesi. Il progetto E1 è già in gara d’appalto.
Merz chiede che Israele rinunci all’E1. Smotrich nel 2025 aveva già risposto alla domanda che nessuno gli aveva ancora posto: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan ma con azioni». La parola errore non era contemplata.
Per questo tutti gli occhi devono essere puntati su Gaza

