04/08/2026
da La Notizia
Dietro il padiglione ambulatoriale dell’ospedale dei Martiri di Al Aqsa, a Deir al Balah, c’era il magazzino dei farmaci del reparto di nefrologia.
Prima dell’alba del 1 agosto un attacco aereo israeliano lo ha raso al suolo. Munir al Bursh, direttore generale del ministero della Salute di Gaza, ha riferito ad Anadolu che il colpo è arrivato dopo preavviso. Due depositi su quattro distrutti del tutto, gli altri due danneggiati, le tende degli sfollati accanto in fiamme.
Al Bursh ha dato le proporzioni del resto: 51 per cento di carenza sui farmaci essenziali, 59 sui materiali di consumo, 22,5 per cento delle apparecchiature di laboratorio ferme. L’esercito israeliano ha detto ore dopo di aver colpito un nascondiglio di Hamas vicino all’ospedale. Già nell’ottobre 2024 la Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite parlava di una politica concertata di distruzione del sistema sanitario di Gaza e di crimine contro l’umanità di sterminio.
Il 2 agosto Nickolay Mladenov, inviato del Board of Peace, ha scritto su X che gli attacchi degli ultimi due giorni «hanno ucciso civili e distrutto forniture mediche da cui la popolazione dipende». È l’organismo nato dal piano di Donald Trump a mettere agli atti la violazione, tre giorni dopo l’annuncio dell’accordo sul disarmo. Nelle stesse ore Eli Cohen, ministro dell’Energia e membro del gabinetto di sicurezza, diceva a Radio Idf che nessun accordo per fermare gli attacchi esiste e che in gabinetto non se ne discute da 72 ore. Dal cessate il fuoco i morti sono 1.230, secondo fonti mediche citate da Wafa.
Oggi la Farnesina ospita il round negoziale fra Israele e Libano. Antonio Tajani ha chiamato Roma «capitale di pace» e ha precisato a Repubblica che nel Board of Peace l’Italia è «solo osservatore». Osserva un organismo il cui inviato deplora ciò che il governo italiano evita di nominare. A Deir al Balah il preavviso è arrivato puntuale. Dentro c’erano le medicine.
Per questo tutti gli occhi devono essere puntati su Gaza.

