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Occhi su Gaza, diario di bordo #307

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03/10/2026

da La Notizia

Giulio Cavalli

Oltre trecentoquaranta milioni di dollari. È la cifra che Affinity Partners, la società di Jared Kushner, genero di Donald Trump e suo inviato volontario per Gaza, ha incassato a luglio vendendo un quarto delle azioni di Phoenix Financial e restituendo ai soci l'intero investimento iniziale, mentre della società resta la prima azionista con il 7,4 per cento.

Giovedì la Cnn, incrociando i registri finanziari israeliani, ha mostrato che Phoenix ha almeno 265 milioni in Elbit Systems, il primo produttore di armi del Paese, e quote in almeno altre otto aziende che riforniscono l'esercito di droni e di macchine da demolizione.

Fra quelle otto la Cnn trova Caterpillar, i cui bulldozer secondo le Nazioni Unite hanno raso al suolo quartieri a Gaza e in Libano, nella Striscia dove Human Rights Watch, con il rapporto del 19 dicembre 2024, aveva già imputato alle autorità israeliane lo sterminio e atti di genocidio per la privazione dell'acqua. E a gennaio, a Davos, Kushner prometteva ai privati una "nuova Gaza" con 180 grattacieli sul mare. Ruspa e cantiere, stesso profitto.

La Cnn scrive di non aver trovato prove che la diplomazia abbia orientato quegli investimenti e l'avvocato assicura che Kushner è sempre rimasto estraneo alle scelte di Phoenix; lui stesso però raccontava a Forbes, nel settembre 2025, un "dialogo molto attivo" con i vertici del gruppo, incontrati ogni poche settimane. Alla Cnn la Casa Bianca ha risposto parlando di "racconto stanco" dei democratici.

Intanto a Mornaguia i quattro organizzatori tunisini della Global Sumud Flotilla restano in carcere da marzo, con la custodia prorogata di quattro mesi l'11 settembre. A febbraio, alla prima riunione del Board of Peace che sovrintende alla ricostruzione della Striscia, Kushner ha assicurato che chi ci lavora «non ne trae profitto personale».

Per questo che  tutti gli occhi devono essere puntati su Gaza.

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