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Olimpiadi invernali. Milano contro la presenza dell’Ice

Olimpiadi invernali. Milano contro la presenza dell’Ice

Attualità

01/02/2026

da Left

Francesca Fradelloni

“Diffondete la verità di nostro figlio”, dicono i genitori di Pretti. “Se avete incontrato mia moglie, Renée Nicole Good, sapete che la prima cosa evidente è che lei era gentile”, scrive la moglie. Non li dimentichiamo, dicono i cartelli dei manifestanti a Milano

Duemila persone in piazza XXV Aprile a Milano contro la presenza per le Olimpiadi dell’Ice, l’Agenzia federale Usa a contrasto dell’immigrazione illegale. Alla manifestazione hanno aderito tutti i partiti del centrosinistra, da Azione a Rifondazione, ma anche Arci, Anpi, Cgil, i Sentinelli e tantissimi milanesi di tutte le età.

Durante il presidio, poi diventato corteo diretto in via Cairoli, si sono lette le lettere dei familiari dell’infermiere Alex Jeffrey Pretti e della compagna di Renée Nicole Good. Durante la protesta sono stati usati fischietti, come fanno gli “osservatori” a Minneapolis per segnalare la presenza di agenti Ice. Dalle centinaia presenti all’inizio del presidio alle 14.30, i manifestanti sono diventati col passare delle ore diverse migliaia.

In testa il camion della Cgil con un manifesto con scritto “Ice no grazie”, moltissimi i cartelli esibiti dai manifestanti.
“Diffondete la verità di nostro figlio”, dicono i genitori di Pretti. “Se avete incontrato mia moglie, Renée Nicole Good, sapete che la prima cosa evidente è che lei era gentile”, scrive la moglie. “La gentilezza scintillava, Renée era fatta di sole e viveva secondo una convinzione fondamentale: nel mondo esiste la gentilezza e noi dobbiamo fare tutto il possibile per trovarla dove risiede e coltivarla. Ci siamo trasferiti per un futuro migliore, abbiamo scelto il Minnesota come nostra casa, quello che abbiamo trovato qui è una comunità vibrante e accogliente. Abbiamo fatto amicizia e diffuso gioia. Qui a Minneapolis ci prendiamo cura gli uni degli altri. Qui avevo finalmente trovato pace e un porto sicuro, che mi è stato tolto per sempre. Stiamo crescendo nostro figlio affinché sappia che non importa da dove vieni, perché tutti meritiamo compassione e gentilezza”.

     

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