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P2 Epstein: Oslo l’ex presidente del nobel, Londra Starmer a rischio

P2 Epstein: Oslo l’ex presidente del nobel, Londra Starmer a rischio

Politica estera

06/02/2026

da Remocontro

Remocontro

La pubblicazione degli Esptein Files -la Loggia P2 Usa- l’ultima mole di 3 milioni di documenti provoca un vero terremoto politico internazionale. Due i Paesi, in particolare, che stanno affrontando conseguenze pesanti: la Norvegia, con lo scandalo che ha colpito dapprima l’ambasciatrice Mona Juul e il marito, Terje Rød-Larsen, che hanno avuto ripetuti contatti con il finanziere-pedofilo morto in carcere per un apparente suicidio il 10 agosto 2019, e il Regno Unito, con le polemiche che ci concentrano sull’ex ministro laburista Lord Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Usa accusato di aver agito come «spia» per conto dello stesso finanziere e licenziato da Starmer per i suoi legami con il magnate, dimessosi recentemente anche dalla Camera dei Lord.

Modello P2 per informazioni e influenze

Jeffrey Epstein, si legge nei documenti, avrebbe dato a Mandelson decine di migliaia di dollari in cambio di informazioni finanziarie riservate. Ma ora lo scandalo si allarga e coinvolge, in Norvegia, l’ex primo ministro Thorbjørn Jagland. L’ex Presidente del Comitato norvegese per il Nobel e Segretario generale del Consiglio d’Europa è accusato di «corruzione grave»: secondo gli ultimi documenti resi noti su Epstein, Jagland, nel 2014, chiese aiuto economico al finanziere condannato per reati sessuali per l’acquisto di un appartamento a Oslo. Jagland ha negato di aver ricevuto regali o trasferimenti irregolari, affermando che tutte le proprietà della famiglia sono state finanziate esclusivamente tramite prestiti bancari della DNB.

Norvegia, trema l’élite politica del Paese

Secondo le email pubblicate dalle autorità statunitensi e citate dal quotidiano norvegese VG, il 28 settembre 2014 Jagland scrisse a Epstein: «Ciao Jeffrey, è stato un piacere vederti a New York. Riguardo al mio possibile appartamento a Oslo, posso ottenere un prestito fino a 7,5 milioni di corone, ma non riesco a ottenere un buon tasso su quella cifra, oppure l’importo non è sufficiente, devo arrivare a 10 milioni». E aggiunse che «un investimento congiunto», di cui avevano discusso in precedenza, «sarebbe interessante». Ma secondo Jagland la richiesta non ha mai portato a un trasferimento economico da parte di Epstein e «le proprietà familiari sono state acquistate interamente con mutui ordinari». E i contatti tra Jagland ed Epstein con incontri a New York, Parigi e Strasburgo, sono stati definiti dall’ex primo ministro norvegese come «parte dell’attività diplomatica normale» durante il suo mandato di Segretario Generale del Consiglio d’Europa (2009-2019) e presidente del Comitato Nobel. Il Comitato, che ora ha dichiarato di attendere una «spiegazione» circa le ultime rivelazioni sul suo ex capo.

Mandelson mette a rischio anche Starmer

Nel Regno Unito non bastano le dimissioni di Mandelson dalla Camera dei Lord per placare le polemiche. Anche per il premier Keir Starmer, che nominò Mandelson ambasciatore negli Usa nel 2024, potrebbero essere giorni decisivi. Il Guardian riporta di alcuni deputati laburisti secondo cui i giorni di Starmer come primo ministro «sono contati». Il governo è arrivato sull’orlo di una sconfitta alla Camera dei Comuni, evitata solo grazie a un emendamento concordato in extremis ha imposto la pubblicazione di documenti relativi alla nomina di Mandelson e alla profondità dei suoi legami con Epstein. Per diversi parlamentari, la pubblicazione di tali documenti, potrebbe provocare un terremoto, di fronte ad un eventuale voto di fiducia. la giornata «la peggiore finora», mentre un altro ha avvertito che «la fiducia è finita» e che non si sentirebbe più di sostenere Starmer in un voto di fiducia.

‘Umore polìtico terminale’

  • L’ammissione di Starmer durante il Question Time, in cui ha confermato di essere a conoscenza dell’amicizia di Mandelson con Epstein prima della nomina (pur precisando che si trattava solo di informazioni pubbliche), ha rappresentato un momento particolarmente negativo e pesante all’interno del Labour. «Forse – vedremo – anche la pietra tombale per Starmer come Primo ministro», riposta Roberto Vivaldelli su InsideOver.

 

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