13/04/2026
da Diritti in salute
Aldo Gazzetti, esperto in organizzazione sanitaria, ha analizzato il rapporto tra pubblico e privato negli ospedali indagando in particolare l’evoluzione negli ultimi anni di questo equilibrio in relazione ai posti letto e ai ricoveri.
Nel 2019, prima della pandemia, gli ospedali pubblici italiani registravano circa 4.66 milioni di dimissioni per ricoveri ordinari. Nel 2024 siamo a 4.25 milioni: significa che il sistema pubblico è fermo al 91,3% dei livelli pre-Covid. Il calo più drastico si è verificato nel 2020, l’anno dell’emergenza sanitaria, quando molti interventi e ricoveri non urgenti sono stati rinviati o cancellati. Da allora c’è stata una ripresa graduale, ma non sufficiente a colmare il divario. Il privato, invece, mostra un andamento diverso: 1.57 milioni di dimissioni del 2019 sono diventate 1.55 milioni nel 2024, cioè il 98,7% del livello pre-pandemia. In altre parole, il recupero è quasi completo.
Guardando ai dati sui ricoveri ospedalieri del 2024, emerge un’Italia dove la linea di confine tra pubblico e privato si fa sempre più sottile. Oltre 5.8 milioni di ricoveri ordinari, poco più di 7 su 10 in strutture pubbliche, ma il resto – quasi un paziente su quattro – sceglie il privato accreditato. Una minoranza, ma significativa, affida invece la propria salute al privato puro (non rilevabile).
Leggendo il report scoprirete differenze importanti tra le diverse regioni. Qui mi limito a citare alcuni dati riguardanti la Lombardia: dal 2019 al 2024 il sistema ospedaliero della regione Lombardia è passato da 36.659 a 33.705 posti letto, con una diminuzione pari all’8%. Il calo ha interessato in modo prevalente il settore pubblico, che ha subito una riduzione di circa 3.300 posti letto, pari al 15%, passando da 22.493 unità nel 2019 a 19.189 nel 2024, mentre nel medesimo periodo il settore privato è cresciuto da 14.166 a 14.523 unità.
A nulla è servita la tragica lezione della pandemia!

