11/06/2026
da Remocontro
Israele è stato il primo e unico Paese al mondo a riconoscere formalmente il Somaliland, una regione della Somalia in conflitto tribale da decenni con il governo di Mogadiscio, indipendenza senza alcun il riconoscimento internazionale. «Sino a ieri, quando Netanyahu ha promesso miracoli in agricoltura, sanità, tecnologia ed economia nello spirito degli Accordi di Abramo», avverte Analisi Difesa.
Abramo in Somaliland
Dettagli a margine di tanta nobiltà post coloniale da parte di Giacomo Gabellini. Un’inchiesta della CNN rivela che il Somaliland ha fornito a Israele una base logistica impiegata come scalo per i bombardamenti sull’Iran. E il riconoscimento diplomatico accordato al Somaliland diventa la contropartita per la concessione di un avamposto strategico sul Mar Rosso. Con ‘dettagli’ inquietanti per Iraq ed Emirati Arabi.
La parte curda dell’Iraq
Sempre per rimanere nell’area, Israele ha usato due basi segrete in territorio iracheno ufficialmente per ‘operazioni di ricerca e soccorso’. L’esistenza di queste ‘basi in Iraq era già stata segnalata dal Wall Street Journal e dal New York Times, che smentivano negazioni del governo iracheno. L’influenza israeliana sul Paese si esercita attraverso il Kurdistan. Legami che risalgono agli anni ’50, quando il Mossad avvicinò il potente Mustafà Barzani contro le aspirazioni nazionalistiche del ‘Baath iracheno’ di Saddam che era salito al potere a Baghdad, identificato fin da allora come il più temibile nemico regionale dello Stato ebraico.
Istruttori ebrei dei ‘peshmarga’ e contratti
Addestramento dei peshmerga kurdi da parte di istruttori militari israeliani e agli investimenti dello Stato ebraico, che cresceranno in maniera esponenziale per la guerra Usa contro l’Iraq nel 2003. Molti gli appalti ottenuti da società israeliane per la ricostruzione nelle regioni settentrionali dell’Iraq, tra cui anche quello chiave per la rimessa in sesto dell’oleodotto Kirkuk-Haifa, rimasto chiuso fin dal 1948. «Non passerà molto prima che il greggio iracheno fluisca verso Haifa. È solo una questione di tempo e il petrolio iracheno inonderà il Mediterraneo», dichiarò nel 2003 un raggiante Netanyahu (allora ministro degli Esteri).
Israele ‘fai da te’ in Iraq
Israele era giunto alla conclusione che l’amministrazione Bush non sarebbe stata in grado di stabilizzare l’Iraq e doveva fare da se. Modello Trump d’oggi. E Ariel Sharon «aveva deciso di rafforzare i legami stretti con i kurdi iracheni e stabilendo una presenza significativa sul terreno della regione semi-autonoma del Kurdistan. «L’intelligence di Tel Aviv è silenziosamente al lavoro nella regione nord-irachena, fornendo addestramento ad unità kurde e guidando covert-operation all’interno del Kurdistan siriano ed iraniano. Israele si sente particolarmente minacciato dall’Iran, la cui posizione nell’area è stata rafforzata dalla guerra».
Israele-Emirati arabi ed Azerbaijan
Al territorio iracheno come trampolino per le operazioni contro l’Iran, Israele ha aggiunto un avvicinamento agli Emirati Arabi Uniti. Nelle scorse settimane, il governo Netanyahu ha autorizzato lo schieramento negli Emirati di sistemi Iron Dome e Iron Beam, col personale per la loro gestione. Ma il principale snodo per condurre operazioni militari contro l’Iran è l’Azerbaijan, uno dei pochissimi alleati di Israele tra i Paesi musulmani che copre ben il 40% del fabbisogno petrolifero dello Stato ebraico.
Lo Stato arabo più armato da Israele
Le aziende belliche israeliane hanno rifornito l’Azerbaijan di droni, sistemi radar, apparati di intelligence ed equipaggiamenti militari, e sono parte di un consorzio per un satellite di osservazione dal costo stimato di circa 200 milioni di dollari. Ma molte operazioni commerciali rimangono coperte da segreto, come svelato da «WikiLeaks», con l’ambasciata Usa che paragonava le relazioni fra Azerbaijan e Israele a «un iceberg, che nasconde i nove decimi della sua consistenza sotto la superficie».
‘Israel Lobby’ anche a favore altrui
La relazione collaborativa con Tel Aviv garantisce a Baku «la possibilità di trarre indirettamente beneficio dall’incessante attività di condizionamento su Casa Bianca e Congresso svolta dalla potente Israel Lobby», sostiene netto Gabellini. Nei conflitti del Nagorno-Karabakh contro l’esercito armeno, le forze azere usato tecnologie e sistemi d’arma israeliani con dell’assistenza di Tel Aviv. «Una strana e male assortita coppia, ma un rapido sguardo alla mappa mostra che l’Azerbaijan confina con l’Iran, nemico giurato di Israele».
Basi d’attacco ovunque
La CNN rivela che unità speciali israeliane avrebbero colpito in Iran «da basi in territorio azero sul confine settentrionale dell’Iran. Azioni con il coinvolgimento di diverse decine di soldati, tra cui membri delle forze speciali israeliane, delle forze d’élite di elisoccorso e personale del Mossad». E dall’Azerbaijan sarebbe stato pianificato l’assassinio compito il 4 marzo, di Rahman Moghaddam, direttore della divisione intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
‘La ragnatela’
- Dal quadro dipinto dalla CNN emerge una vasta rete di collusione fondata su convergenze di interessi, che permette ad Israele di espandere la propria presenza militare e di intelligence fino alle frontiere dei Paesi nemici. E la mappa che ne risulta non trova precedenti nella storia israeliana.

