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Referendum, gelo a destra dopo la prima sconfitta del governo Meloni: “Non ha significato politico”. Salvini: “Avanti”

Referendum, gelo a destra dopo la prima sconfitta del governo Meloni: “Non ha significato politico”. Salvini: “Avanti”

Politica italiana

24/03/2026

da Il Fatto Quotidiano

Redazione

Il ministro della Giustizia, i capigruppo di Fratelli d'Italia e Forza Italia provano a sminuire. Nella Lega, impegnata con i leader in Ungheria, ci sono volute ore per un commento

Il gelo della destra ha accolto la sconfitta al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. La prima, vera, sconfitta per Giorgia Meloni e il suo governo. A pochi minuti dalla diffusione dei risultati, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha diffuso un videomessaggio: “Rispettiamo la decisione degli italiani, andremo avanti”. Poco dopo è intervenuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Prendo atto”, ha detto. “Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico”. Ancora più cauti i gruppi di Camera e Senato: “La nostra agenda parlamentare non cambia”, ha detto il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami. E il collega al Senato Lucio Malan: “Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori”. La linea è simile a quella di Forza Italia: “Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”, ha scritto su X il segretario di FI Antonio Tajani.

Salvini rompe il silenzio da Budapest

È durato ore il silenzio della Lega mentre il leader Matteo Salvini è in trasferta da Viktor Orban in Ungheria. Poi è arrivata una nota: “Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”. Fine. Mentre il presidente del comitato per il Sì Nicolò Zanon: “Nessun rimpianto e nessuna critica”, ha detto.

“Non ha un significato politico”

Insomma, ora il governo cerca in tutti i modi di prendere le distanze dal risultato. Ribadendo in tutti i modi possibili che “non è un risultato dal significato politico”. Un refrain ripetuto per tutta la campagna elettorale, ma che ora è difficile da sostenere. “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma”, ha detto Nordio. “Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico”, ha rimarcato. Lo stesso ha detto Bignami: “Noi non abbiamo minimamente voluto imprimere una connotazione politica, ci siamo prodigati nello spiegare nel merito la riforma”, ha dichiarato il capogruppo alla Camera. “Io credo che tutti gli alleati si siano spesi alla stessa maniera, era un punto del programma portato avanti con la stessa coerenza”. Per Malan, capogruppo al Senato, “noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori. Avevamo un programma dove c’era questo, c’è stata una campagna pesante dove sono state attribuite cose che non esistevano”.

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