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Regressioni democratiche: America Trump, Germania Merz

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Politica estera

04/01/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Chi governerà il Venezuela americano? A ventisei anni dalla cattura del panamense Noriega, gli Usa hanno prelevato dal proprio letto e incarcerato negli Usa Maduro e la moglie Cilia Flores. Intanto in casa squadracce anti immigrazione imperversano con i metodi dei regimi totalitari del 20esimo secolo. Mentre nella Germania Merz con un certo passato, ‘ci si rimette gli anfibi ai piedi in preparazione della guerra’. Partite dagli uffici-reclutamento le prime lettere d’invito per i diciottenni di arruolarsi nelle forze armate almeno per sei mesi. Per ora è un invito.

Bavaria, Grafenwöhr: Lieutenant General Heico Hübner, Deputy Chief of Staff of the German Army

«America first», ma l’America continente?

«In poco meno di un anno, il miliardario presidente ha spiegato, a modo suo, che ‘l’America’  dello slogan non si riferiva ai soli Stati Uniti bensì all’intero Continente», sottolina allarmato lo stesso quotidiano dei vescovi italiani Avvenire. Con esempi chiari: «l’impiego disinvolto dei dazi come punizione per i leader antagonisti e gli aiuti come incentivo per gli alleati. Nonché, dall’Argentina all’Honduras, le ingerenze pubbliche nei processi elettorali per sostenere i candidati affini. Con l’operazione ‘Martello di mezzanotte’ dell’alba di sabato l’avventuriero ha, però, portato la ‘Dottrina Monroe all’estremo. «O, detto con evidente compiacimento, l’abbiamo superata». E la risposta al dubbio di alcuni amici fedeli anche italiani un po’ in imbarazzo, lui cge l’imbarazzo assieme alla vergogna non li conosce. «Governeremo il Paese fino alla transizione sicura, adeguata e giudiziosa». Un’affermazione forte. Che, tuttavia, non chiarisce l’interrogativo cruciale all’indomani dell’attacco: chi eserciterà il potere in Venezuela?».

Prima le squadracce di Trump

Per capire cosa deve aspettarsi il mondo, basterebbe guardare un po’ cosa accade in casa Trump, senza sconti di fiancheggiamento. Negli Stati Uniti, l’Ice (Immigration and customs enforcement) è la seconda agenzia federale per dimensioni dopo l’Fbi, con un budget annuo di circa 8 miliardi di dollari e oltre 20mila dipendenti distribuiti in più di 400 uffici, nel paese e all’estero. L’America che quasi nessuno ci racconta. Luca Celada sul manifesto: «A Los Angeles agenti mascherati hanno usato camion da traslochi per camuffare le operazioni e sorprendere i malcapitati. Interi quartieri messicani normalmente pullulanti di vita sono deserti da mesi. A New York e Los Angeles gli iscritti alle scuole pubbliche sono diminuiti del 4%/-5%».

In America qualcosa di sinistro

Dopo un anno di Trump e 6 mesi di terrore urbano scatenato dalle squadracce di deportazione, la gente ha paura. Nel mirino del regime -così ormai è giusto chiamarlo-, 15 milioni di irregolari ma anche 50 milioni di nati all’estero e i 68 milioni di ispanici. Le statistiche raccontano le dimensioni della pulizia etnica, ma i numeri non bastano. La violenza degli arresti, la brutalità dei rapimenti e le separazioni famigliari, nei soprusi filmati e postati sui social per amplificare il terrore. E in come la Grande deportazione è il principale strumento per scardinare l’ordinamento costituzionale e sottomettere il paese alla volontà del regime.

Impuniti e sprezzo della legge

«I loro metodi replicano gli strumenti usati nell’ascesa dei regimi totalitari del ventesimo secolo e macellerie sudamericane». 70.000 detenuti in attesa di espulsione in centinaia di centri detenzione, penitenziari, lager appaltati ad operatori privati. Nelle poche strutture a cui hanno avuto accesso magistrati o parlamentari sono state accertate condizioni che corrispondono alla tortura. Il sistema è extralegale ed extragiudiziario per preciso progetto. «La grande deportazione è il laboratorio di anticostituzionalità su una classe debole ed emarginata in vista di applicazioni più generali. Il copione è noto, perfino annunciato».

Fascismo mascherato

Milioni esclusi dalla costituzione, e se tutto è lecito contro gli «stranieri criminali», chi protesta e si oppone alla loro ‘patriottica persecuzione’ è ’un fiancheggiatore, nemico interno, quinta colonna passibile di un trattamento simile. Documentare gli arresti delle squadracce diventa concorso in terrorismo. Mentre la guerra all’immigrazione avviane per proclami. La criminalizzazione del movimento di solidarietà palestinese. «Con Antifa, ogni dissenso diventa terrorista. In manette già finiti giudici, politici, sindaci. Il presidente, col megafono social da un trilione di watt di Elon Musk, soffia veleno sul fuoco tossico».

Laboratorio dell’autogolpe

Le obiezioni dei tribunali di primo grado, quando ci sono, o gli ordini giudiziari delle corti d’appello, vengono semplicemente ignorati. Tutto è stato previsto, preparato e, come per le altre cose, era scritto nel Project 2025. Mentre gli avvocati del governo offuscano e ritardano i processi, procedono i soprusi, le aggressioni, le deportazioni vietate in paesi terzi. Alcuni deportati dal gulag di Fort Briggs, in Texas, raccontano di essere stati caricati su pullman e portati al confine, obbligati a scavalcare la barriera col Messico, manganelli alla mano. E il progetto non è stato tenuto segreto, bastava voler ascoltare. E poi –noi giornalisti-, diffondere!

Vergogna da sovranismo

Gli Usa motore trainante della coalizione illiberale in occidente, Europa in parte sempre più estesa. ‘Stretta securitaria, lo smantellamento dei sistemi di controllo e garanzia, la criminalizzazione delle Ong per Gaza in Israele. Negli Stati uniti la crociata contro gli indesiderabili ‘terzomondisti’ ha permesso l’arresto di giornalisti, studenti, editorialisti, bollati da agitatori e fiancheggiatori. Anche arrestati. Il maccartismo, del secolo americano, è seduto trionfante nello studio ovale. Nel 2026è previsto l’arruolamento di 10.000 nuovi agenti mascherati, l’assalto del governo al paese è destinato a dilagare ulteriormente.

Studenti tedeschi contro la leva

L’inganno del personaggio: ‘La naja di Merz’ mascherata da «leva volontaria». Ossimoro letterario e presa in giro in un Paese chiave dell’Unione europea. Sarà un servizio militare a tutti gli effetti, «moderno, attraente e soprattutto ben pagato», prova a smerciare il ministro della Difesa, Boris Pistorius. Obiettivo nascosto ma non troppo, la creazione di una riserva di 200 mila riservisti da affiancare ai 250 mila soldati professionisti che ancora non ci sono. «Parola chiave sul ritorno della coscrizione non è patria bensì soldi –avverte Sebastiano Cannetta-, 2.600 euro lordi al mese la vera ‘leva’ in tempi di dura crisi economica.

Per ora carote ma poi il bastone

«Tante piccole carote all’ombra dell’unico grande bastone che verrà agitato con massima forza qualora la risposta dei giovani tedeschi non dovesse corrispondere alle aspettative dello stato maggiore della Bundeswehr». Nel caso non venga raggiunta la quota minima di riservisti verrà attivata la cosiddetta ‘clausola della lotteria’, ovvero l’estrazione a sorte degli sfortunati 18enni cui toccherà comunque prestare servizio al di là della volontà espressa al momento della risposta alla cartolina-precetto. Ogni sei mesi dal Parlamento una legge ad hoc per attivare i meccanismi coercitivi tra cui spicca l’assurdo sorteggio.

Esercito maschio

Soltanto le donne non saranno obbligate in alcun modo alla leva militare. Per il momento, l’unico limite all’utilizzo delle nuove reclute nel teatro bellico rimangono i confini di stato, nel senso che i volontari (ma anche gli eventuali obbligati a prestare servizio) non saranno impiegabili in operazioni all’estero. Ma… Attualmente la Bundeswehr opera con una brigata in Lituania nella difesa del fianco Est della Nato, mentre si profila – anche se per ora solo a livello puramente teorico – il possibile impegno in Ucraina come forza di peace-keeping una volta raggiunto il cessate il fuoco. In questi casi non sarà possibile usare soldati di leva.

Attenti alla guerra avvertono i generali

  • «Tuttavia se dovesse invece scoppiare la guerra allora salterebbero tutte le limitazioni» si affrettano a ricordare a scanso di equivoci i generali dello stato maggiore. Per niente disposti a concedere scappatoie ai giovani già tutt’altro che entusiasti all’idea di poter diventare carne da cannone. Come dimostra il clamoroso sciopero contro la leva dello scorso 5 dicembre quando migliaia di studenti sono scesi in piazza in 60 città per ribadire il loro secco ‘Nein’ all’idea di «un futuro fatto di guerra sulla nostra pelle». Ma il cancelliere e il suo ministro dovevano essere distratti, al momento ancora lontani dal giudizio degli elettori.
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