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Relegata in serie B, la guerra ucraina prosegue e grava sul mondo

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Politica estera

28/05/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Qualcosa sta per accadere in Ucraina, se è vero che l’ambasciata americana, un fortilizio nel centro di Kiev, sta evacuando il personale. Avendo qualcosa di più urgente su cui confrontarsi, le contrapposte tifoserie occidentali del pianeta pensano ad altro. Anche se il Mostro continua divorare vite e risorse. Secondo Reuters, tra Unione Europea e Stati Uniti sono stati destinati all’Ucraina quasi 400 miliardi tra aiuti militari, economici e umanitari. Armi, sistemi Patriot, intelligence, addestramento, fondi diretti e sostegno energetico: senza questo flusso continuo di risorse, probabilmente il conflitto avrebbe preso una piega molto diversa già nei primi mesi del 2022.

Il cielo su Ucraina e Russia

L’attacco con droni ucraini contro un dormitorio universitario a Starobelsk, nella regione ucraina di Lugansk controllata dai russi, che ha ucciso 21 studenti, seminascosta dall’informazione in occidente. Il 23 maggio la risposta con oltre 700 tra missili balistici, da crociera e droni russi. Secondo l’aeronautica ucraina l’attacco ha coinvolto 600 droni da combattimento e 90 missili (111 secondo altre fonti) lanciati da aria, mare e terra. Per il ministero della Difesa russo, si è trattato di una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro “strutture civili sul territorio russo”. L’attacco ha preso di mira anche almeno un comando dei servizi di sicurezza interna ucraini (SBU), rappresaglia per un attacco contro un obiettivo analogo russo nella regione di Kherson, in parte occupata dai russi nel sud del Paese.

La guerra si consuma con l’Ucraina

Nulla di nuovo sul fronte dell’informazione, rileva qualcuno, ma anche della politica, mentre molti in Europa, a partire dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, parlano apertamente della necessità di aprire un dialogo con la Russia. Magari commentando i fatti più eclatanti sui due fronti superando la censura preventiva dei ‘buoni’ o dei ‘cattivi’. Rappresaglie contrapposte o altro? Mosca che ora colpità anche il centro della capitale? Kiev riferisce di danni ad abitazioni e vittime civili evitando di fornire informazioni sugli obiettivi militari e infrastrutture logistiche ed energetiche colpiti ma una lista quasi completa dei bersagli colpiti dai russi è stata resa nota da alcuni Canali Telegram russi ed ucraini. Ma cosa né realmente accaduto nell’infernale notte del 23 maggio?

Questa volta molto vicini a Maidan

Gli attacchi missilistici nel centro di Kiev, vicino ai palazzi governativi, hanno reso evidente che Mosca ha le capacità per distruggere il centro della capitale ucraina che finora era stato risparmiato. Le immagini che rilevano le anomalie termiche, dicono di grandi incendi all’impianto di difesa Artem a Kiev (dove si producono missili aria-aria, sistemi di addestramento e manutenzione automatizzati per missili guidati, missili anticarro e attrezzature per aeromobili. Ampi incendi anche nell’area industriale di Darnytsky a Kiev da 4 missili da crociera ipersonici Zircon, scrive Analisi Difesa. I missili lanciati in totale dai russi sarebbero 111. Secondo il canale Telegram AMK Mapping, la difesa aerea ucraina sarebbe riuscita a intercettare almeno 24 missili: 8 missili Kalibr, 6 Iskander-M/S-400, 5 Kh-101 e 5 Iskander-K. Per ora gli obiettivi principali di questo attacco erano le industrie della difesa ucraine a Kiev e dintorni ma sono stati colpiti anche altri obiettivi in diverse aree dell’Ucraina.

Munizioni all’Ucraina, flop del piano europeo

L’iniziativa della coalizione a guida ceca per fornire milioni di proiettili d’artiglieria all’Ucraina si è dimezzata, passando da 18 a 9 paesi. Silenzio sui pentiti, ma fonti militari occidentali riferiscono che Germania e alcuni paesi nordici restano a bordo. Chi doveva speculare, nel frattempo, lo ha fatto. Nel frattempo, l’Unione Europea ha appena erogato all’Ucraina nuovi prestiti per la cifra record di 90 miliardi di euro. Col ministro degli Esteri tedesco pronto al raddoppio. Nuovi aiuti compensati con prestiti UE, ma gli esperti avvertono che non si può fare. L’allarme arriva mentre l’Ucraina affronta una crisi di liquidità acuta. Secondo rapporti citati dal giornale tedesco, le casse statali sarebbero state in grado di coprire le spese solo fino a giugno. A complicare il quadro, lo scandalo di corruzione sempre più ampio e grave. Appalti gonfiati per oltre 100 milioni di dollari e un’azienda di droni, Fire Point LLC, che avrebbe incassato un miliardo di dollari con contratti sospetti.

La piccola Europa baltica impone la linea?

C’è chi denuncia che la linea dell’Unione Europea sia dettata dai Paesi Baltici e dalla Polonia, dalle aree più segnate da una russofobia storica, geografica e psicologica. Problema di memoria storica soltanto loro, sposata da Bruxelles nella formazione della Commissione. Kallas e il seguito di vertice. Germania garante distratta, assieme alla presidente Ue, di tante, troppe forzature che hanno portato a questi 5 anni di guerre non ancora terminati. Infine, in Ucraina, anche comprensibilmente la tentazione della ‘guerra più grande’, coinvolgere l’Europa, e trascinare gli Stati Uniti dentro una guerra più ampia. Gli attacchi con droni contro il territorio russo, e il possibile uso dello spazio baltico o di infrastrutture vicine alla Nato diventa parte di una dinamica pericolosissima.

Provocazione strategica e poi?

  • È la logica della provocazione strategica: colpire obiettivi russi, spingere Mosca alla risposta, presentare la risposta come aggressione, chiedere l’intervento occidentale. Ma il ‘blocco occidentale’, dopo Trump, non esiste più, ma purtroppo molti politici incapaci non riescono ancora a rendersene conto e a ragionare di conseguenza.
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