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Riarmo tedesco lacrime e sangue. Germania delle paure

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Politica estera

24/04/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

«Crolla la crescita e decolla l’inflazione». Non ci crederete, ma parliamo della Germania già ‘locomotiva’ industriale ed economica europea. «Profondo rosso, mentre il mega-debito pubblico contratto per il riarmo delle forze armate impone drastici tagli a tutti gli altri settori, a partire dal welfare».

Un tempo Merkel e il gas russo

«Crolla la crescita e decolla l’inflazione, mentre il mega-debito pubblico contratto per il riarmo delle forze armate impone drastici tagli a tutti gli altri settori, a partire dal welfare». La sintesi di Sebastiano Canetta da Berlino fa il quadro. Dallo scomposto e travagliato fronte governativo targato Merz, solo giustificazioni di resa. «A causa della difficile situazione geopolitica siamo costretti a rivedere al ribasso le previsioni iniziali: la Germania nel 2026 crescerà dello 0,5%, in calo rispetto alla precedente proiezione dell’1%; e dello 0,9% anziché dell’1,3% nel 2027. L’inflazione passerà invece dal 2,2% al 2,7%». L’annuncio di una catastrofe come se si trattasse di un semplice ‘aggiustamento di conti’.

Discussa e discutibile scelte del riarmo

I Punti Chiave del Riarmo Tedesco: dopo l’invasione russa dell’Ucraina, la Germania ha deciso di superare il 2% del PIL per le spese militari, investendo miliardi in un riarmo. significativo. Il riarmo è accompagnato da paure interne ed esterne, inclusi fantasmi storici mai del tutto sopiti, scandali militari, infiltrazioni neonaziste nella Bundeswehr e la crescita dell’estrema destra. Friedrich Merz, leader politico della destra cristiano democratica ha espresso la volontà di proseguire sulla strada del riarmo, rompendo i tabù del passato. La Germania ha individuato nella forza militare un fattore chiave per la propria rinascita. Di fatto il riarmo tedesco è un processo controverso, che oscilla tra la necessità di sicurezza e le paure storiche.

I malvagi ‘venti contrari’

La parte difficile di commento al secco comunicato del governo Merz arricchito tocca all’infelice ministra dell’Economia, Katherina Reiche, che paga il prezzo di essere della stessa Cdu del Cancelliere costretta ad una creatività di linguaggio quasi latina per indorare la pillola: «L’economia tedesca è su un modesto percorso di ripresa, ma i venti contrari si sono intensificati». ‘Modesto percorso di ripresa’, tutta colpa di malvagi ‘venti contrari che si sono intensificati. Il Burian gelido e impetuoso dalle steppe siberiane e russe nemiche?  No, più da occidente, associati a tempo instabile o a condizioni di tempesta.

Da locomotiva a carro armato d’Europa

La ministra accusa di ‘venti contrari’, la guerra di Usa e Israele, i dazi di Trump più l’instabilità delle rotte commerciali globali stanno colpendo la Germania (che fonda il proprio sviluppo essenzialmente sull’export) in maniera superiore alle peggiori aspettative. Mentre il governo Merz, guidato da Cdu e Spd appare ormai privo di qualunque leva economica extra dopo aver sacrificato gran parte del bilancio per trasformare la Bundeswehr nell’esercito convenzionale più forte d’Europa.

Più esercito per farne cosa?

Il riarmo è accompagnato da paure interne ed esterne, inclusi fantasmi storici mai del tutto sopiti, scandali militari, infiltrazioni neonaziste nella Bundeswehr e la crescita dell’estrema destra. Scelta strategica molto discussa non solo in Germania, nell’incubo di una possibile prossima gestione di quel riarmo da parte dell’estrema destra con ombre naziste che sta montando nei consensi elettorale di un Paese ormai in forte crisi anche di identità. Riarmo costoso oltre che discutibile, che costringe tagliare pesantemente lo stato sociale già in corso e su cui stanno ancora discutendo il cancelliere della Cdu, Friedrich Merz, e il vice della Spd, Lars Klingbeil, prigionieri del profondo rosso del budget statale che toccherà i 140 miliardi di euro

Riarmo tedesco alla Weimar?

Il precedente riarmo della Germania, più di un secolo fa, iniziò con la Repubblica di Weimar, quando l’allora cancelliere,  approvò leggi che consentivano sforzi di riarmo segreti e in violazione di trattati. Durante i primi anni ‘20, il riarmo fu relativamente piccolo e sostenuto da un gruppo di tedeschi motivati da un misto di nazionalismo basato sul patriottismo e da un nazionalismo basato sull’economia.

  • Problemi che, scoperto oggi un ipotetico nemico –più o meno quello di allora-, producono motivazioni economiche e di sicurezza preoccupantemente simili. Nessun parallelismo forzato e offensivo, sia chiaro, ma neppure distrazione irresponsabile
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