ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

Per rifiutare il silenzio complice su Gaza

Per rifiutare il silenzio complice su Gaza

Attualità

19/07/2026

da Remocontro

Antonio Cipriani

Venerdì sera, 24 luglio, nel piccolo paese dove vivo si parlerà di Palestina, in un incontro dedicato alla presentazione di un libro su Global Sumud Flotilla, con lo scopo di raccogliere fondi per Emergency a Gaza. A organizzare la serata, la nostra piccola libreria dal cuore grande, Vald’O, con il sostegno di Anpi, Arci, Cgil Siena, Emergency e l’aiuto fattivo di tante associazioni e persone del territorio.

Magnifico non-festival sulla soglia

Un incontro sulla strada, nel corso del Magnifico non-festival sulla soglia. Un non-festival, no budget, che attraversa l’estate chiamando le persone a pensare, a sperimentare, a partecipare e a scegliere se sostenere o meno temi filosofici, una visione del bene comune sul territorio, libri di case editrici piccole e indipendenti, tanta tantissima poesia. In una società dove tutto è consumo e velocità, dove il grande evento divora attenzioni e risorse, il non-festival con le sedie scompagnate per strada recupera l’idea sana e delicata dell’incontro tra persone libere. Soprattutto libere da quel pregiudizio mediatico nefasto spesso legato a doppio filo con gli interessi peggiori che si stanno palesando nel mondo, con ovvia declinazione in Italia e riflessi opachi nei territori del nostro abitare.

Per chiarire il pensiero: ognuno fa quello che ritiene giusto, con i soldi pubblici o con i soldi privati di chi appoggia quello che viene ritenuto giusto. Ma questa visione della cultura come strumento di intrattenimento totalizzante, tra ascolto passivo di un personaggio mediatico e una generalizzata indifferenza per i problemi del mondo, non può e non deve occupare tutto. Quindi se in una quantità enorme di festival è diventata la regola intrattenere e non disturbare i manovratori, evitando accuratamente i temi che mettano in evidenza quanto sia codardo e cinico il silenzio delle coscienze sui problemi scottanti, è giusto che esista ancora qualche voce critica. Anche sé piccola. Ma mai flebile, mai intimidita da vantaggi e dal potere del denaro, né assuefatta al salottino televisivo delle ovvietà mediatiche.

Camicia nera culturale

  • Dice il barbiere: ha senso puntualizzare? Risposta dell’avventore: sì, perché il primo passo verso la camicia nera culturale è il fingere di non vedere e di non capire quello che è sotto gli occhi di tutti, ma non è conveniente dire.

Il barbiere anarchico, alchimista rurale, se la ride e conferma.

Qualche informazione ulteriore per capire il senso di ciò che accade: il paese in questione, bello e generoso, è San Quirico, nel cuore della notissima e turistica Val d’Orcia. Qui vive una comunità attiva e ricca di senso critico e di ideali che vanno oltre, ben oltre, le icone celebrative attivissime sul filo del marketing. Qui, per storia e tradizione, si disturba il manovratore. È successo durante il fascismo, durante la  guerra sono state scritte pagine nobili di Resistenza civile e armata contro nazisti e fascisti, nei decenni successivi la democrazia si è ben radicata, proprio nel senso costituzionale del termine: antifascista. 

Quindi ora sembrerebbe ozioso sottolineare che in questa estate caldissima si discuta di Gaza con Maria Elena Delia, la portavoce di Sumud Global Flotilla e non di qualche altra sciocchezza di cronaca nera con qualche esperto televisivo super pagato. Così come non serve aggiungere che domenica 26 si discuterà, nello stesso non-festival e sulla stessa strada del nostro paese, di un libro di Silvia Folchi intitolato “La Resistenza del margine”, dedicato al caso senese e al ruolo fondamentale svolto dalle donne nella resistenza antifascista, civile e armata. E poi si mangerà insieme la pastasciutta antifascista per raccogliere fondi a favore di chi cura coloro che soffrono, per chi non ha acqua e piange bambini morti ogni giorno, lontano dalle tv e dal giornalismo vero (e non da salottino) a cui viene impedito di svolgere il proprio ruolo di testimone contro le efferatezze

Non cedere all’asse del male

  • Continuare a battersi per restare umani e non cedere all’asse del male che sta trascinando il mondo nello sprofondo dell’etica è, culturalmente e politicamente, l’unica possibilità. L’alternativa è la mancanza di coraggio civico, limitandosi a bagattelle ideali e securitarie, seguendo i solchi segnati dalla cultura di destra.
  • Non arrendersi è il minimo. Facciamo la nostra parte per rifiutare il silenzio complice su Gaza. Per continuare a istruirsi, organizzarsi e agitarsi un po’ anche d’estate, senza smettere di pensare al bene comune, senza sottoporre le nostre vite all’interesse di quel turismo che non vuole pensieri.
share