08/06/2026
da Pagine esteri
L’escalation durerà diversi giorni, prevedono in molti. Oggi lanci di missili iraniani verso Tel Aviv e la Galilea, anche da parte degli Houthi yemeniti. Israele ha bombardato Teheran, Tabriz, Isfahan e un impianto petrolchimico
Israele nella notte ha attaccato l’Iran occidentale e centrale, l’aeroporto internazionale di Teheran e infrastrutture petrolifere strategiche nel sud del paese. I raid sono seguiti al lancio di missili ieri sera da parte dell’Iran in risposta all’attacco israeliano contro Dahiyeh, la periferia meridionale di Beirut. Tel Aviv sostiene che l’attacco è stato condotto in coordinamento con gli Stati Uniti. Non si segnalano danni in Israele. Non sono ancora noti quelli in Iran, ma si è appreso che il bombardamento ha danneggiato un impianto petrolchimico.
AGGIORNAMENTI:
Ore 15.15
Secondo funzionari israeliani citati dal New York Times, Israele avrebbe deciso di fermare gli attacchi all’Iran in seguito alle pressioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il Canale 12 israeliano riporta che gli attacchi nel sud del Libano continueranno violenti e che se Hezbollah dovesse rispondere minacciando le città israeliane di confine, l’esercito si preparerà ad occupare il Paese fino alla capitale, Beirut.
Ore 13.50
Teheran ha dichiarato di aver ultimato le sue azioni di attacco contro Israele, minacciando di colpire con forza se Tel Aviv dovesse ricominciare a colpire il Libano o continuare a bombardare l’Iran.
Secondo Inews 24 israeliano, dopo l’annuncio Trump e Netanyahu hanno tenuto una conversazione telefonica.
Ore 12.20
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte militare, ha comunicato che Teheran si prepara a una lunga guerra con Israele, durante la quale colpirà obiettivi importanti per gli interessi degli Stati Uniti, ritenuti responsabili della libertà di azione e impunità israeliana in Libano e sull’Iran.
Ore 12.15
Israele continua intanto ad attaccare senza sosta il sud del Libano, con bombardamenti e spari di carri armati che nelle ultime ore hanno colpito Nabatieh, Kfar Tebnit, and Kfar Sir, Tebnine and Al-Sharqiya. A Gaza l’esercito di Tel Aviv ha ucciso almeno 8 persone, inclusi bambini, in un bombardamento con drone sul campo profughi di Jabalia. Tra i feriti giovani studenti e alcuni volontari del punto di aiuto umanitario.
Ore 12.00
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto un post sul suo Truth Social, nel quale dice che “Israele e Iran devono immediatamente fermare gli attacchi”.

Mentre gli Houthi dello Yemen hanno annunciato un “divieto completo e totale” sulla navigazione marittima israeliana nel Mare Rosso.
Intanto i media iraniani hanno diffuso un filmato che mostra dense colonne di fumo sollevarsi dai pressi della Karun Petrochemical Company a Mahshahr, nel sud-ovest del Paese, a seguito del raid israeliano contro l’infrastruttura. L’attacco, sferrato intorno alle 7:30 del mattino, ha colpito lo stabilimento con due bombardamenti; secondo le prime ricostruzioni non si registrano vittime, mentre la stima dei danni e delle potenziali perdite è tuttora in corso. Di fronte alla gravità della situazione, l’Ente per la zona economica speciale petrolchimica di Mahshahr ha disposto l’evacuazione immediata del personale del turno diurno.
Ore 10.45
Una forte esplosione è stata segnalata nei pressi dei locali del Ministero degli Esteri nel centro di Teheran. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto un “massiccio attacco” contro i sistemi di difesa aerea iraniani. Secondo Tel Aviv l’attacco ha impiegato decine di aerei da guerra.
In precedenza la Guardia rivoluzionaria iraniana ha dichiarato di aver risposto a quello che definisce un attacco “americano-israeliano” contro un proprio polo petrolchimico, colpendo con una pioggia di missili un’infrastruttura analoga nella città israeliana di Haifa. I vertici militari di Teheran hanno inoltre avvertito che l’estensione delle ostilità verso obiettivi civili ed energetici nell’area produrrà ripercussioni su scala planetaria: “Agendo contro obiettivi civili e prendendo di mira le industrie petrolifere, il nemico sionista ha iniziato un gioco pericoloso, la cui portata comprenderà tutti gli obiettivi energetici nella regione, e le sue conseguenze per l’economia globale sono responsabilità del principale piromane in questo campo – gli Stati Uniti”, ha affermato l’IRGC in una dichiarazione.
7 GIUGNO
L’Iran questa sera ha lanciato in diverse ondate missili verso il nord di Israele in risposta all’attacco sulla capitale libanese Beirut ordinato dal governo di Benyamin Netanyahu. Secondo i media israeliani tutti i missili sarebbero stati abbattuti.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che Israele deve cessare gli attacchi contro Beirut e che subirà “colpi ancora più duri e dolorosi” se intensificherà i raid in Libano o se risponderà alle azioni dell’Iran.
Chiuse scuole e università in Israele. La polizia ha limitato gli assembramenti e ha ordinato l’annullamento di una partita di basket che si stava svolgendo in un palazzo dello sport di Tel Aviv, dove erano presenti 4.000 persone. Il premier Netanyahu e i vertici della sicurezza si riuniranno nei prossimi minuti.
Israele “risponderà con forza” agli attacchi missilistici iraniani, hanno dichiarato alti funzionari israeliani al Canale 12 della televisione perché, affermano, “non può permettere” che si verifichi una situazione in cui l’Iran spara contro lo Stato ebraico dopo che quest’ultimo ha colpito Beirut. Il ministro della Sicurezza Nazionale, l’ultranazionalista Itamar Ben-Gvir ha scritto sui social: “Stanotte, Teheran deve bruciare”.
Un alto funzionario americano ha affermato che Donald Trump era stato informato dell’escalation tra Iran e Israele. Il presidente degli Stati Uniti ha esortato l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati in seguito al lancio di missili contro il nord di Israele. Parlando a Fox News, Trump ha detto: “Suggerirei all’Iran: avete lanciato i vostri missili, basta così. Tornate al tavolo delle trattative e trovate un accordo”.
Sempre a Fox News, Trump ha aggiunto che gli attacchi missilistici iraniani contro il nord di Israele “non aiuteranno” i negoziati con Teheran, che a suo dire, sono a pochi giorni da un accordo. Ha anche espresso frustrazione per gli ultimi raid israeliani contro Beirut, che hanno provocato gli attacchi iraniani. “Certamente non aiuteranno i negoziati”, ha detto Trump, aggiungendo: “Siamo molto vicini. Direi che un accordo potrebbe essere firmato lunedì, martedì o mercoledì della prossima settimana. Ma ora succede questo”.
Riguardo agli attacchi israeliani a Beirut, sui quali, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense, Israele avrebbe informato Washington in anticipo, Trump ha aggiunto di “non esserne contento”.

