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Rubio a Monaco come il Marchese del Grillo

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Politica estera 

14/02/2026

da Remocontro 

Ennio Remondino

Credo che tutti ricordino la celebre frase recitata da Alberto Sordi ‘Marchese’, nei confronti della servitù di palazzo: «Io so’ io e voi non siete un ca…o». Ascoltare Il ministro degli esteri Usa alla conferenza sulla sicurezza, quella è stata la prima impressione. ‘Io e Trump e voi’.

Rimediare dopo Vance

  • La sostanza del Marchese del Grillo. Ovviamente noi europei obbediamo per cambiare assieme rotta. «Vogliamo un’Europa forte, nostri destini sono legati». «Nel dopoguerra illusione, errore fatto insieme da risolvere insieme». ‘Il come ve lo diremo noi’, è il sottinteso di Rubio.

‘Illusione dopoguerra’

«L’euforia di questo trionfo ci ha portato alla pericolosa illusione di essere entrati nella ‘fine della storia’ e che ogni nazione fosse una democrazia liberale, che i legami formati dal commercio e solo dal commercio avrebbero sostituito la nazionalità, che l’ordine globale basato sulle regole, un termine abusato, avrebbe sostituito l’interesse nazionale e che saremmo vissuti in un mondo senza confini, dove tutti sarebbero diventati cittadini del mondo».

  • «Questa era un’idea folle che ignorava sia la natura umana», ha detto. Ed è passato alle relazioni transatlantiche, i conflitti internazionali e l’Ucraina, con al centro ovviamente e sempre al centro «Gli Stati Uniti nel mondo».

Ma il Marchese parla chiaro

«Gli Usa non vogliono dividere alleanza ma rivitalizzarla», dice lui. E insiste a farsi credere: «Gli Stati Uniti “non cercano di dividere, ma di rivitalizzare una antica amicizia». «Non vogliamo che gli alleati razionalizzino lo status quo in crisi, piuttosto che fare i conti con ciò che è necessario per risolverlo». Poi, i desideri, ma soprattutto le intenzioni: «Gli Stati Uniti vogliono un’alleanza rinvigorita che riconosca che ciò che ha afflitto le nostre società non è solo un insieme di cattive politiche, ma un malessere di disperazione e autocompiacimento».

Onu da buttare

«Non dobbiamo abbandonare il sistema di cooperazione internazionale che abbiamo creato, né smantellare le istituzioni globali del vecchio ordine che insieme abbiamo costruito. Ma queste devono essere riformate. Devono essere ricostruite. Ad esempio, le Nazioni Unite hanno ancora un enorme potenziale per essere uno strumento per il bene del mondo, ma non possiamo ignorare che oggi, sulle questioni più urgenti che ci troviamo ad affrontare, non hanno risposte e non hanno svolto praticamente alcun ruolo». E già che fanno poco, cancelliamo anche quello.

Colpe planetarie e meriti Usa

«Le Nazioni Unite non sono riuscite a risolvere la guerra a Gaza. Al contrario, è stata la leadership americana a liberare i prigionieri dai barbari e a instaurare una fragile tregua. Non hanno risolto la guerra in Ucraina, ci sono voluti la leadership americana e la partnership con molti dei Paesi qui presenti oggi solo per portare le due parti al tavolo delle trattative alla ricerca di una pace ancora sfuggente. Sono state impotenti nel limitare il programma nucleare dei religiosi sciiti radicali a Teheran. Ciò ha richiesto 14 bombe sganciate con precisione dai bombardieri americani B-2. E non sono state in grado di affrontare la minaccia alla nostra sicurezza rappresentata dal dittatore anarco-terrorista in Venezuela. Invece, ci sono volute le forze speciali americane per consegnare questo fuggitivo alla giustizia».

  • «In un mondo perfetto, tutti questi problemi e altri ancora sarebbero risolti dalla diplomazia e da risoluzioni forti. Ma non viviamo in un mondo perfetto», insiste Rubio. E quindi sempre più sotto con il ‘triumpismo planetario’. Che che ne dica il povero Merz.

Addio all’Asse Roma-Berlino

Rubio Marchese, conferma la frattura con gli alleati a Monaco su sicurezza e guerra in Ucraina e litiga col Cancelliere su quanto la sua Europa ancora conti realmente. Aprendo i lavori, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rivolto un appello diretto a Washington per «riparare e rilanciare insieme la fiducia transatlantica».

  • Negli ultimi mesi le relazioni transatlantiche hanno attraversato una ‘fase complessa’ (eufemismo), segnata da tensioni commerciali e interrogativi sull’impegno americano nella NATO. Con l’Italia del governo Meloni che nella scelta tra Berlino e Washington, non ha esitazioni, e subito, il proclamato ‘nuovo Asse strategico Ue’ tra Roma e Berlino, si riduce a dichiarazioni da conferenza stampa per qualche vanteria inutile in più.

 

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