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Russia elettorale, record di votanti e di droni ucraini

Russia elettorale, record di votanti e di droni ucraini

Politica estera 

22/09/2026

da Remocontro

Remocontro

Il partito di Putin stravince le elezioni. Il Cremlino incassa la prova di fedeltà che voleva. Per i comunisti il calo peggiore: perdono oltre il 5% rispetto alle votazioni del 2021. Oggi a New York Zelensky vede Trump che che contro Putin promette «sanzioni infernali». 

‘Non chi, ma quanto Putin ha vinto’

«L’esito delle elezioni per il rinnovo della Duma russa non era questione di chi, ma di quanto e in entrambi i casi Vladimir Putin ha vinto», la premessa di Sabato Angieri, attento e critico osservatore. Con una percentuale vicina al 58%, il partito del presidente, Russia Unita, si è assicurata 355 seggi, ben oltre la maggioranza costituzionale per cui ne servono 301 e persino oltre il risultato storico del 2016, quando aveva conquistato 343 posti nella Camera bassa russa. Al secondo posto il Partito comunista russo, con il 13,83%, seguito dal Partito liberal-democratico (8,98%), da Gente nuova (7,96%) e da Russia Giusta, di 0,1 sopra la soglia del 5%, necessaria per ottenere deputati.

L’unità della Russia

Putin aveva invitato i russi a mostrare unità e partecipazione ed è ciò che ha avuto. Mentre venivano registrate le ultime sezioni, la direttrice della Commissione elettorale centrale, annunciava il risultato dell’affluenza del 59,32%, «la più alta mai registrata in elezioni di questo tipo». Anche se nel 1995 le elezioni della Duma portarono al voto quasi il 65% dei 107 milioni di aventi diritto. In ogni caso il dato attuale è importante – soprattutto se paragonato al crollo del 2016, 47,88% (minimo storico) e al 51,7% del 2021 – perché funziona come un sondaggio dall’esito incoraggiante per Putin. Non importa cosa ci fosse scritto sulla scheda, la domanda era una: siete d’accordo con me e con la guerra in Ucraina? La risposta recepita è un deciso «sì»: questione archiviata, si può tornare a parlare di guerra.

Le ragioni del consenso

Oltre alle pressioni e le irregolarità denunciate dagli altri contendenti, il Partito comunista, ad esempio, lamenta «almeno 1.175 casi di pressioni senza precedenti esercitate sugli osservatori, che in molti casi sono stati allontanati dai seggi con vari pretesti». Lo stesso partito è quello che ha perso di più: ben 5,2% in meno, che insieme al 2,5% perso da Russia Giusta vanno a comporre quasi l’8,1 in più ottenuto dalla compagine del presidente. A Mosca – dove ci si aspettava la maggiore espressione di dissenso elettorale – un malfunzionamento del sistema elettronico delle liste elettorali, ha costretto gli elettori a file di diverse ore per ricevere la scheda cartacea. Nell’Estremo Oriente e in Siberia gli osservatori hanno registrato un numero insolitamente elevato di segnalazioni relative a casseforti aperte, schede elettorali mancanti, sigilli rimossi e sostituiti, nonché problemi con le firme.

Record di voto e di attacco ucraino

A proposito di record durante queste elezioni si è verificato, secondo il sindaco di Mosca, l’attacco ucraino più massiccio dall’inizio della  guerra. Almeno 1.100 droni, tre morti accertati e una grande raffineria nella regione della capitale colpita. Ieri i russi hanno risposto con un durissimo attacco su Zaporizhzhia. Per parlare di stop agli attacchi sulle infrastrutture energetiche oggi Volodymyr Zelensky sarà a New York dove è previsto un incontro con Donald Trump.

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