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Sanità al collasso, la Corte dei Conti lancia l’allarme: “Liste d’attesa problema strutturale, i fondi non bastano”

Sanità al collasso, la Corte dei Conti lancia l’allarme: “Liste d’attesa problema strutturale, i fondi non bastano”

Sanità

19/10/2026

da La Notizia

Stefano Rizzuti

La Corte dei Conti lancia l'allarme sulle liste d'attesa nel sistema sanitario: neanche l'aumento dei fondi può risolvere il problema.

Il sistema sanitario nazionale è al collasso e il problema delle liste d’attesa è strutturale: anche l’aumento dei fondi non è sufficiente per risolverlo. A lanciare l’allarme è la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, approvando la relazione sullo stato di avanzamento degli interventi per accorciare le liste di attesa.

Nel rapporto viene sottolineato che le liste di attesa “continuano a rappresentare una criticità strutturale del sistema sanitario, legata non solo agli effetti della pandemia, ma anche a fattori organizzativi, gestionali e programmatori”. E le difficoltà, viene ribadito, “persistono”, tra “carenze di personale e differenze territoriali che limitano l’efficacia degli interventi”. E non basta neanche l’aumento dei finanziamenti, che “non ha sempre prodotto risultati proporzionati in termini di prestazioni erogate e riduzione dei tempi di attesa”.

Sanità al collasso, l’analisi della Corte dei Conti sulle liste d’attesa

La Corte dei Conti analizza il periodo 2022-2028, sostenendo che le risorse destinate al contenimento delle liste d’attesa ammontano a 3,71 miliardi. Nel quadriennio 2022-2025, però, sono stati impiegati solo 1,58 miliardi su 1,845 assegnati. Anche se va sottolineato, come fanno i giudici contabili, che è difficile una piena valutazione a causa della scorsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni.

La speranza della Corte dei Conti è che le nuove normative del 2024 possano, a lungo termine, favorire un miglioramento strutturale dei sistemi di controllo e digitalizzazione, ma è ancora presto per valutarne gli effetti. Tra le criticità maggiori ci sono quelle relative all’utilizzo regionale della classe di priorità P, ovvero quella per le visite programmate. Ma i problemi riguardano anche le differenze tra le date proposte per gli appuntamenti e quelle accettate dai cittadini e ritardi tra la prescrizione e il primo contatto con i Cup.

Una delle difficoltà principali riguarda l’ampliamento dell’offerta sanitaria: nonostante risorse finanziarie ritenute adeguate, infatti, resta la carenza di personale, soprattutto specialistico. Per questo i magistrati contabili chiedono di accelerare con l’attuazione del D.L. n. 73 del 2024 e di rendere più efficaci i meccanismi di responsabilizzazione, individuando con tempestività le inadempienze, applicando le sanzioni previste ed esercitando, al ricorrere dei relativi presupposti, i poteri sostitutivi.

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