18/10/2026
da Il manifesto
La bella stagione 100 mila persone a Roma per la Via Maestra. Landini: «Qui la sintesi di tutte le vertenze»
«Questa piazza è una sintesi delle mobilitazioni di questi giorni». Maurizio Landini sale sul palco di Piazza del Popolo piuttosto sollevato e annuncia lo sciopero generale per il 20 novembre davanti a un colpo d’occhio imponente: il centro della capitale è fasciato dalla bandiere rosse della Cgil e da quelle arcobaleno della pace. «Siamo oltre 100 mila», esulta il segretario generale della Cgil e non era scontato. A Corso Italia si era insinuata la preoccupazione che quest’anno la manifestazione della Via Maestra (organizzata, oltre che dal sindacato da un centinaio di associazioni tra cui Anpi, Emergency, Arci e Acli) non richiamasse una ampia partecipazione. Tant’è che il percorso scelto era solo di qualche chilometro e anziché la consueta piazza San Giovanni, si era deciso di tenere i comizi finali nella più piccola piazza del Popolo. Le mobilitazioni degli studenti dell’ultima settimana devono aver scatenato la voglia di manifestare. E così quando il segretario conclude la giornata, la coda del corteo doveva ancora partire da Piazza della Repubblica.
LA CGIL, memore della svista iniziale sulla mobilitazione per la Palestina, non voleva ripetere l’errore e stavolta si accoda alla protesta dei giovani. A partire dalla data scelta per lo sciopero generale: lo stesso giorno di quello studentesco. «Ci mettiamo a disposizione di questo processo di cambiamento per rimettere al centro la giustizia sociale», ha affermato Landini, perché «non è il momento di chiedere ai giovani di battersi, è il momento che noi ci battiamo per ottenere i diritti che loro non hanno e lo sciopero è lo strumento più solidale che esiste». La citazione di Giuseppe di Vittorio (fondatore della Cgil e costituente) è d’obbligo: «Il cittadino lavoratore, nei confronti del cittadino capitalista se è da solo è più debole», ricorda Landini.
AD ASCOLTARLO CI SONO tutti i leader del centrosinistra che si mostrano affettuosi tra loro a beneficio dei fotografi. Qualche giorno fa gli organizzatori avevano lamentato di non aver ricevuto adesioni ufficiali dal campo progressista, ma anche nelle segreterie deve essere serpeggiato il timore di rimanere ancora una volta indietro rispetto alle mobilitazioni e così nel corteo si intravedevano gli spezzoni di tutti i partiti. Una delegazione del M5s con Giuseppe Conte, Elly Schlein accanto alla leader dei giovani democratici Virginia Libero, e poi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs e Maurizio Acerbo del Prc. C’è anche il primo cittadino di Roma Roberto Gualtieri in rappresentanza dei sindaci che si oppongo all’autonomia differenziata: «Bellissima piazza con tantissimi giovani», esclama. Ovazione della piazza, però, solo per Luciana Castellina, quando la fondatrice del manifesto viene menzionata dal palco per il suo impegno per la pace.
Nel lungo corteo anche centinaia di studenti medi e universitari, le ragazze con la scritta Free Palestine sulla guancia, i giovani di seconda generazione, ancora carichi per il successo della mobilitazione del giorno prima. Spicca lo spezzone dei precari della Filcams, la categoria dei lavoratori del terziario e del turismo che sembra formato da studenti per quanto sono giovani. E poi quello dell’Anpi, circondato da un imponente servizio d’ordine dopo l’aggressione della comunità ebraica capitolina durante le celebrazioni della deportazione del ghetto di Roma.
LA PIATTAFORMA della Via Maestra ruota intorno alla difesa della Costituzione. Da quest’anno con un’urgenza maggiore: «Bisogna prenderli sempre sul serio, perché quando a una delle sorelle Meloni è scappato che con questa legge elettorale inizia la Terza Repubblica non si è sbagliata: vogliono cancellare la Costituzione – ha sostenuto Landini – e allora l’alternativa è secca: una Repubblica parlamentare, democratica, fondata sul lavoro oppure un sistema autoritaria fondato sul mercato e sullo sfruttamento del lavoro». Poi il diritto alla sanità pubblica e alla scuola democratica e inclusiva, la richiesta di una riforma fiscale che restituisca potere d’acquisto a lavoratori e pensionati anche attraverso un contributo di solidarietà dell’1% sui redditi più elevati e di uno stipendio decente. E il rifiuto del precariato («colpa dei governi degli ultimi 20 anni che hanno fatto leggi balorde», sottolinea il leader della Cgil) e del riarmo. «È una balla colossale che per essere più sicuri dobbiamo riarmarci: la sicurezza si ottiene con l’autonomia energetica e creando lavoro».
A tutto ciò si è aggiunto il tema della casa, imposto dagli universitari che da giorni stanno protestando con le tende. «Questa manifestazione unisce perché tiene insieme tutte le vertenze, la domanda è semplice: siamo o meglio o peggio da quanto c’è questo governo? Le piazze di questi giorni hanno avuto la maturità di far capire quello che sta succedendo – ha affermato il segretario – dagli agricoltori, ai trasportatori, ai lavoratori che difendono le industrie, come è successo per l’Elettrolux e l’Ilva, ai ragazzi che vogliono poter studiare: c’è la necessità di un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali».
LA RISPOSTA DELLE DESTRE è furiosa: «Da Landini un delirio pericoloso, dovrebbe dimettersi», «fomenta il caos», dichiarano gli esponenti della maggioranza. Mentre Giorgia Meloni per la seconda volta in due giorni è intervenuta sulle violenze dei manifestanti: «Rispetto chi ha manifestato pacificamente alla mobilitazione della Cgil con i leader della sinistra ma non possiamo ignorare quanto accaduto in altre piazze italiane».
Al tramonto la piazza si svuota lentamente: «Come ci stanno insegnando gli studenti la mobilitazione deve essere internazionale, oggi come un tempo: lavoratori di tutto il mondo unitevi», il saluto di Landini.

