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Sciopero generale, venerdì a rischio i trasporti e manifestazioni in tutta Italia

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Lavoro

27/11/2025

da Il Fatto Quotidiano

Redazione

Si fermano i trasporti e tutti gli altri settori dopo la proclamazione di Usb, Cobas e altri sindacati di base: cortei in diverse città contro le politiche del governo

Contro la legge di Bilancio e le politiche economiche e fiscali del governo, nonché contro il ddl Sicurezza e l’Autonomia differenziata. Ritorna il “Blocchiamo tutto” del sindacalismo di base con un nuovo sciopero generale. Venerdì 28 si fermano tutti i settori privati e pubblici per l’astensione dal lavoro invocata da UsbCobas e altre sigle di base. Manifestazioni sono previste in diverse città con la principale a Roma dove il corteo partirà da piazza Indipendenza alle ore 9.30, attraverserà il centro sfilando davanti al ministero dei Trasporti e al ministero dell’Economia, per terminare a piazza Barberini dove si svolgerà un’assemblea pubblica.

Al corteo, oltre ai lavoratori pubblici e privati in sciopero, parteciperanno centri sociali, strutture di movimento, studenti e giovani precari. Manifestazioni sono in programma anche a Torino, Milano, Padova, Bologna, Pisa, Lucca, Siena, Terni, Ancona, Pescara, Termoli, Napoli, Potenza, Brindisi, Cosenza, Catania, Siracusa, Palermo e Cagliari. “Avremmo voluto partecipasse anche la Cgil per ripetere la grande e assai produttiva unità del 3 ottobre scorso: ma i nostri appelli non sono stati ascoltati e la Cgil ha preferito scioperare da sola e fuori tempo massimo il 12 dicembre quando l’iter della legge di Bilancio sarà in conclusione”, dice la confederazione Cobas.

L’invito a scioperare è per chiedere massicci investimenti nella scuola, sanità, trasporti, con il taglio drastico delle spese militari; la stabilizzazione di tutti i precari e dei lavoratori in appalto della Pubblica amministrazione; aumenti salariali che recuperino quanto perso (circa il 30%) nell’ultimo ventennio; l’adeguamento delle pensioni all’inflazione, rendendole pari all’ultimo stipendio in servizio; la riduzione dell’orario di lavoro e l’introduzione per legge del salario minimo; la fine del sostegno militare allo Stato di Israele, in solidarietà con la lotta del popolo palestinese.

Lo sciopero è anche convocato contro le politiche economiche e fiscali della Finanziaria e lo spostamento di risorse dalle spese sociali agli armamenti; la privatizzazione delle aziende energetiche, delle poste, delle telecomunicazioni, del trasporto pubblico, dei servizi di igiene ambientale, della sanità, dell’istruzione; la violenza di genere e ogni divario salariale di genere; il Ddl Sicurezza che criminalizza il conflitto sociale e l’Autonomia differenziata che acuisce le differenze sociali tra le diverse regioni.

L’impatto più importante è come sempre atteso nei trasporti. Lo sciopero interesserà il personale del gruppo Fs italiane dalle ore 21 di oggi, giovedì 27, alle ore 21 di domani. Per il trasporto regionale sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle ore 6 alle 9, e dalle ore 18 alle 21 di venerdì 28 novembre. Trenitalia, tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione. A Roma è a rischio la mobilità delle tratte Atac nel trasporto pubblico locale, con fasce di garanzia da inizio servizio alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. A Milano saranno invece regolari i mezzi di Atm, che si fermeranno domenica 30, mentre è coinvolta Trenord.

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