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Sciopero magistrati risposta a un governo prepotente contro la Costituzione

Sciopero magistrati risposta a un governo prepotente contro la Costituzione

Il successo dello sciopero dei magistrati è una risposta alla prepotenza di un governo che si pone contro la Costituzione e in continuità storica con la sua delegittimazione da parte della P2 e del berlusconismo.

Noi siamo garantisti, non ci siamo mai iscritti al cosiddetto partito di giudici, ne abbiamo spesso criticato il corporativismo o singole sentenze. Ma proprio perché ci siamo sempre battuti perché il potere giudiziario svolga i suoi compiti nell’osservanza del dettato e dello spirito della Costituzione, non possiamo che associarci alla protesta di ieri.

Il governo attacca l’indipendenza della magistratura e l’obbligatorietà dell’azione penale, due cardini fondamentali della democrazia costituzionale. L’estrema destra al governo teorizza apertamente la subordinazione della magistratura a un potere politico che si pone al di sopra delle leggi e raccoglie la simpatia trasversale del ceto politico affaristico che tradizionalmente è sempre stato insofferente verso i controlli di legalità.

La demagogia forcaiola della destra è in realtà il fumo dietro al quale si nasconde la difesa dell’impunità classista per i potenti.

Va respinto dunque l’attacco del governo che non ha nulla a che fare con il garantismo né con un miglior funzionamento della giustizia.
La magistratura deve evitare chiusure corporative, aprirsi al confronto con la società, e valorizzare il proprio ruolo, certamente non comodo, di sentinella del rispetto della Costituzione.

28/02/2025

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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