13/02/2026
da Il Manifesto
Timidezze Silenzio di Schlein e Conte sul blocco navale. Prevale la paura di esporsi su temi «impopolari». Alla Camera la protesta del centrosinistra solo contro i nuovi limiti alle visite dei deputati nei Cpr. In Emilia il presidente De Pascale dice sì a un nuovo Cpr. L’ira del sindaco dem Lepore
Sarà per l’impegno sul referendum, che nelle opposizioni sta crescendo insieme alla rimonta del No nei sondaggi. Sarà per il tentativo – legittimo- di imporre una propria agenda su salari e sanità e non inseguire sempre le destre. Fatto sta che in questo febbraio in cui la destra ha mostrato la faccia più feroce contro il diritto a manifestare e i migranti il centrosinistra appare distratto. Il tono dell’opposizione è timido.
SE SI PARLA DI manifestazioni il terribile decreto con il fermo preventivo a totale discrezione delle questure è stato commentato con parole come «propaganda» e «truffa», o con argomenti tipo «non funzionerà perché mancano gli agenti». Il centrosinistra, vivaddio, non ha votato una risoluzione insieme alle destre dopo la terribile relazione del ministro Piantedosi in Parlamento, in cui il titolare degli Interni ha accusato tutti i manifestanti di complicità con i pochi violenti di Torino.
Eppure il tema è stato subito derubricato, con Conte attentissimo a non apparire insensibile alla richiesta di sicurezza e Schlein concentrata sulla campagna di ascolto in vista della costruzione del programma, campagna che ha tra i pilastri un questionario in cui si chiede ai cittadini «Tu come stai?»,
SULL’IMMIGRAZIONE è andata peggio. Nonostante le dure proteste delle ong (ieri Amnesty ha spiegato che il ddl ha «un impianto punitivo in cui l’immigrazione è considerata solo come una minaccia alla sicurezza nazionale, in contrasto con gli obblighi di diritto internazionale»), il centrosinistra mercoledì, giorno dal varo in consiglio dei ministri, è rimasto muto. Schlein non ha detto una parola, Conte neppure parlarne e anche Avs, più sensibile sul tema, non è pervenuta.
Ieri alla Camera i parlamentari delle opposizioni (tranne Iv e Azione) hanno chiesto al presidente della Camera di stralciare dal ddl la parte in cui si limitano i poteri ispettivi dei parlamentari nei Cpr. «Il governo vuole negare ai parlamentari la possibilità di verificare le condizioni in cui vengono detenute persone che non hanno commesso alcun reato», la protesta di Francesca Ghirra di Avs. Nulla sul blocco navale. Dai leader nessun un commento, neppure ieri, quando i contenuti del ddl erano del tutto chiari. Il leader 5S ha parlato di tasse sugli extraprofitti, la segretaria dem si è concentrata sul referendum, «non vogliamo in Italia i modelli di Orban e Trump». Due campioni della caccia ai migranti, ma Schlein non ha citato il tema.
DALL’EMILIA ROMAGNA intanto arrivano le parole del governatore Pd Michele De Pascale, che ha aperto alla possibilità di costruire un Cpr in regione: «Pronto a sedermi col governo per discutere». «Se lo Stato chiedesse all’Emilia-Romagna una mano per migliorare la capacità di espellere soggetti socialmente pericolosi la mia risposta è “lavoriamo insieme”», ha detto De Pascale al Corriere di Bologna.
Parole che non sono piaciute al sindaco di Bologna Matteo Lepore, sempre del Pd, contrarissimo all’ipotesi. «Di Cpr ce ne sono già moltissimi in Italia, e ci sono centinaia di posti vuoti, quindi bisognerebbe preoccuparsi di altro piuttosto che di aprirne di nuovi», ha replicato l’assessora alla sicurezza di Bologna Matilde Madrid. «E sono dei luoghi in cui la questione dei diritti è assolutamente assente».
Uno scambio che spiega bene la ritrosia dei leader nazionali di Pd e 5S. Per Schlein il problema è evidente: nel Pd, laddove la tradizione al governo è più consolidata come a Bologna, convivono sensibilità molto distanti sul tema migranti. Conte non ha mai fatto mistero di avere idee molto rigide sul tema (vicine a quella della tedesca Sahra Wagenknecht), e del resto i decreti di Salvini furono varati proprio con lui a palazzo Chigi.
RESTA IL FATTO CHE sui due fronti sicurezza e immigrazione il ricatto della destra (in sintesi «Se vi opponete siete a favore dei violenti e del clandestini») sta in parte funzionando. I progressisti pensano che, parlando d’altro, sarà più facile inchiodare Meloni e soci ai loro fallimenti sui temi economici. Come ha fatto Scheln presentando il piano casa nel giorno del via libera al decreto sicurezza. Di fatto, l’opposizione appare più afona nei giorni in cui la destra ci va giù più duro contro i diritti costituzionali e il diritto d’asilo. E mentre Meloni chiede ai poliziotti «un approccio più duro» nelle piazze

