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Sospesi gli assassini di Pretti. La distensione resta un miraggio

Sospesi gli assassini di Pretti. La distensione resta un miraggio

Politica estera

29/01/2026

da Il Manifesto

Marina Catucci

Guerra incivile Aggredita la deputata somala del Minnesota Ilhan Omar. «Sono sopravvissuta a una guerra, non temo queste intimidazioni». La denuncia dell’Ecuador: un agente ha cercato di fare irruzione nel consolato di Minneapolis

Come segnale di cambio di registro e di de-escalation da parte dell’amministrazione Trump a Minneapolis, il dipartimento della Sicurezza Nazionale (Dhs) ha dichiarato, tramite la portavoce Tricia McLaughlin, che i due agenti federali che hanno ucciso Alex Pretti sono stati sospesi.

GLI AGENTI non sono stati identificati pubblicamente e sono in congedo dal momento della sparatoria, ha affermato un funzionario del Dhs, informazione che la Casa bianca non aveva rivelato in precedenza. Non è chiaro se il dipartimento abbia preso provvedimenti anche nei confronti degli altri agenti coinvolti nell’omicidio, compresi quelli che hanno aiutato a immobilizzare Pretti prima che i due agenti gli sparassero circa dieci colpi alla schiena mentre cadeva a terra. Quanto questo cambio di registro sia reale è ancora da dimostrare, e molti osservatori affermano che i raid dell’Ice sembrano essere diventati solo un po’ più mirati.

NON PER QUANTO riguarda il Consolato dell’Ecuador a Minneapolis, che ha denunciato un tentativo di irruzione di agenti dell’Ice. Secondo quanto riportato dalla ministra degli Esteri dell’Ecuador Gabriela Sommerfeld, i funzionari hanno impedito l’ingresso di un agente e attivato i protocolli di emergenza stabiliti dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, un trattato Onu del 1963 che vieta alle autorità statunitensi di entrare in un consolato senza il permesso del suo capo, salvo in caso di calamità. E continuano a essere postati sui social media video di cittadini americani che vengono minacciati dagli agenti e arrestati.

Anche lo sforzo dialettico di Trump per abbassare i toni sembra essersi già esaurito: il tycoon ha ribadito che a Minneapolis a protestare sono professionisti pagati e ha avvertito il sindaco Jacob Frey, che sta «giocando con il fuoco», dopo che il leader democratico ha ribadito che la sua città non aiuterà gli agenti federali a far rispettare alcuna legge liberticida sull’immigrazione. «Il compito della nostra polizia è garantire la sicurezza delle persone, non far rispettare le leggi federali sull’immigrazione – ha scritto Frey su X dopo la minaccia di Trump –. Voglio che prevengano gli omicidi, non che diano la caccia a un padre lavoratore che contribuisce alla comunità ma che viene dall’Ecuador. È simile alla politica che il tuo amico Rudy aveva a New York», ha concluso il sindaco, riferendosi alle politiche di città santuario che il repubblicano Rudy Giuliani aveva implementato a New York quando era sindaco.

Lo stesso approccio sprezzante Trump lo ha riservato a un altro evento preoccupante. La polizia di Minneapolis e quella del Campidoglio degli Stati Uniti hanno avviato un’indagine sull’aggressione che la deputata Ilhan Omar ha subito durante un evento pubblico, quando un uomo le ha spruzzato addosso, con una siringa, una sostanza sconosciuta. Omar, socialista democratica, è uno dei bersagli preferiti di Trump. Dopo che l’attentatore, identificato come Anthony Kazmierczak, 55 anni, le ha spruzzato un liquido dall’odore pungente, la deputata Usa arrivata negli Stati uniti come rifugiata in fuga dalla guerra civile in Somalia ha ignorato gli inviti del suo staff ad anticipare la fine dell’incontro per sottoporsi a un controllo medico.

CONCLUSO L’EVENTO nei tempi previsti, Omar ha dichiarato di essere «sopravvissuta alla guerra» e che sopravviverà «sicuramente alle intimidazioni e a qualsiasi cosa queste persone pensino di potermi lanciare contro».

La reazione risoluta di Omar, che è sembrata perfino voler affrontare il suo aggressore, ha portato Trump e la destra ad accusarla di aver organizzato lei stessa un finto attacco per uscirne bene davanti alle telecamere. «Lei è una frode – ha detto Trump –. Conoscendola, probabilmente si è fatta spruzzare». Seguendo l’esempio del presidente, sui social media i Maga hanno ribadito l’accusa, nonostante Kazmierczak fosse un fan di Trump, tanto da usare una foto del tycoon come immagine del profilo sul suo account Facebook personale. Sul suo account X, invece, Kazmierczak segue quasi esclusivamente influencer di destra, molti dei quali hanno attaccato Omar, tra cui Elon Musk e Charlie Kirk.

In questo clima politico è difficile parlare di distensione e, mentre scriviamo, a Minneapolis si è formata una protesta davanti alla prigione dell’Ice che si trova vicino all’aeroporto, dove c’è un via vai di agenti che portano i cittadini arrestati.

NELLA MATTINATA il governatore Tim Walz e sua moglie avevano visitato il memoriale di Alex Pretti, senza nascondere il loro turbamento mentre gli rendevano omaggio. Alla domanda di un giornalista se pensasse che ci sarebbe stato un cambio di tono da parte dell’amministrazione Trump, Walz ha risposto: «Non sono interessato a un cambio di tono. Vogliamo che se ne vadano e che ci si prendano le loro responsabilità per quello che è successo. Guardi il trauma in questa comunità. I cittadini del Minnesota chiedono giustizia».

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