28/01/2026
da Diritti in salute
Il governo: è ora di smantellare il SSN. Al privato i bocconi prelibati della sanità
“Siediti sulla riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. È un vecchio proverbio (forse cinese) il cui significato è: bisogna avere pazienza perché il destino, e le conseguenze delle sue stesse azioni, condurranno il nemico alla sconfitta.
Ma i proverbi qualche volta sbagliano. E in alcuni casi l’inerzia conduce a pagare un prezzo molto alto.
Nelle due riunioni del 12 e del 14 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri ha discusso e approvato un disegno di legge delega che dà al Governo mandato e criteri per riorganizzare il SSN tramite successivi decreti legislativi. Tutto è ancora generico e in divenire. Gli obiettivi ufficiali dichiarati dal governo sono: una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, il potenziamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, l’aggiornamento della classificazione delle strutture sanitarie istituendo ospedali di terzo livello e ospedali elettivi senza pronto soccorso e, ovviamente, la riduzione delle liste di attesa.
Buone intenzioni in netto contrasto con le pessime azioni fin qui realizzate. Ad esempio: il ministro Schillaci, presentando il disegno di legge delega ha parlato di “nuovi modelli di presa in carico in particolare per la non autosufficienza e per le cronicità”. (Belle parole, ma per comprendere cosa veramente vogliano dire leggete il secondo paragrafo della newsletter sui caregiver).
Il sospetto è che il vero obiettivo sia cancellare la Riforma Sanitaria, la legge 833 del 1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, universale e finanziato attraverso la fiscalità generale in modo progressivo, riducendo ulteriormente la sanità territoriale e rafforzando ancora di più le strutture private e le assicurazioni. Un sospetto più che giustificato visto quello che questo governo ha fatto fino ad ora.
Sarebbe auspicabile, da parte nostra, vigilare e organizzarsi: non si può perdere ulteriore tempo e lasciare l’iniziativa all’avversario. C’è urgente necessità di una campagna nazionale in difesa della sanità pubblica, in grado di unificare le centinaia di vertenze condotte da comitati e associazioni in tutte le provincie. Una campagna nazionale che ruoti attorno a proposte precise e articolate settore per settore, dalla prevenzione alla specialistica, all’integrazione socio-assistenziale al trattamento del personale. Un testo in grado di spiegare ai nostri concittadini la sanità che vogliamo, non solo quella che contestiamo.
Da oltre un anno tante associazioni, varie forze sociali e sindacali e diversi esperti stanno discutendo un testo che potrebbe tradursi in una legge d’iniziativa popolare. È ora di sciogliere gli ultimi nodi irrisolti e lanciare una campagna nazionale attorno a un testo propositivo in grado di indicare obiettivi concreti. Nel frattempo, costruiamo iniziative in ogni regione. Non c’è più tempo da perdere.
In Lombardia il coordinamento Lombardia SiCura ha lanciato una campagna di mobilitazione per la difesa del SSN e il ritiro della delibera sulla superintramoenia. Prevediamo decine di iniziative che culmineranno con una manifestazione a Milano, prevista probabilmente verso fine marzo e un convengo propositivo su La sanità che vogliamo, da realizzarsi prima dell’estate.

