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Stati Uniti da ‘gendarmi del mondo’ a ‘briganti del mondo’

Stati Uniti da ‘gendarmi del mondo’ a ‘briganti del mondo’

Politica estera

12/01/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

«Le spregiudicate iniziative di Trump stanno portando gli Stati Uniti a rivestire il ruolo di aggressori e pirati che operano al di sopra di leggi e convenzioni violando ogni norma e sovranità nazionale». ‘Analisi Difesa’ senza sconti. Le mire di Trump sull’Emisfero Ovest, con l’ambizione più volte sostenuta di annettere il Canada, includono il controllo della Groenlandia a dimostrazione del totale disprezzo che l’Amministrazione statunitense nutre nei confronti di un’Europa sul piano strategico.

Minaccia da Ovest per leader strabici ad Est

Minaccia americana verso un territorio amministrato da una nazione NATO e UE. Intanto Trump –avverte il Financial Times-, marcia verso la piena autonomia della Groenlandia da Copenhagen, e per arrivare a un trattato di associazione dell’isola agli USA. Accordo modello ‘dei Compact of Free Association’ adottato con alcuni arcipelaghi del Pacifico. Salvo annessione con la forza militare. Il primo conflitto aperto tra nazioni della NATO dopo quello tra Grecia e Turchia a Cipro nel 1974. Ma Washington, anche grazie alle risorse del sottosuolo, sarebbe in grado di offrire ai 60 mila abitanti della Groenlandia sussidi certo maggiori dei 700 milioni di dollari versati annualmente dalla Danimarca.

Per l’Europa politica la peggiore disfatta

Per Copenhagen e l’Europa una umiliazione senza precedenti. Col problema politico presto dirompente per coloro che in questi anni -soprattutto gli attuali ‘Volonterosi’- hanno guidato l’Europa lanciando moniti sulla minaccia d’invasione russa e le loro decisioni nel conflitto russo-ucraino, mentre dai dazi e molto altro è evidente come gli ‘invasori’ siano gli americani, «a cui peraltro hanno svenduto l’intero continente», l’accusa aperta e giustificata. «Che fare contro l’imperialismo dei nostri ‘alleati’», azzarda con fraseggio di sinistra persino Analisi Difesa. E poi il riarmo con armi e dotazioni ovviamente e rigorosamente ‘made in USA’.

Troppi e sempre ‘Sissignore’

‘Gli europei vassalli degli USA’ l’accusa politica che riguarda soprattutto le forze economico-politico guida del continente: Germania con annessa Commissione Ue, Francia in perenne crisi di governo, Gran Bretagna europea di ritorno, e Italia fanalino di coda. Come e cosa? Tutti i diktat imposti negli ultimi mesi da Trump: dalle spese militari al 6% del Pil ai 600 miliardi da investire nell’industria statunitense e ai 750 miliardi per acquisire costosissimo gas americano. Come avevano accettato l’imposizione di rinunciare all’energia russa, la distruzione del Nord Stream e la Legge statunitense per la riduzione dell’inflazione dall’Amministrazione Biden.

Presente Ucraina e Groenlandia prossima

Vassallaggio. Arianna Podestà, portavoce della Commissione europea. «Gli Stati Uniti rimangono un partner strategico dell’Unione. E con loro lavoriamo attivamente nelle aree in cui vi sono interessi comuni. E continueremo a farlo nei vari temi in cui condividiamo interessi». Di contrasti non si parla. «In Ucraina condividiamo un interesse comune con gli USA, che è quello di raggiungere una pace giusta e duratura, come testimoniato dalla riunione della Coalizione dei Volonterosi di martedì, con gli Usa ‘presenti e attivamente impegnati’». Il mondo politico e giornalistico di mezzo mondo, faziosamente strabico, ha raccontato gli stessi fatti all’incontrario. Noi birboni!

Vanità patologica di Trump

Trump rozzo, prepotente, vanesio a tal punto che certe verità gli scappano di bocca. Al New York Times: «se si guarda alla NATO, posso assicurarvi che la Russia non teme nessuno tranne gli Stati Uniti». Come il Marchese del Grillo: «Io so’ io e voi non siate un cazzo». «Sono stato molto leale all’Europa. Ho fatto un buon lavoro. Se non fosse stato per me, ora la Russia avrebbe tutta l’Ucraina». Volenterosi come i sudditi del Marchese. «L’autoreferenzialità degli Stati Uniti è ormai un dato di fatto con cui occorre fare i conti, specie dopo l’uscita di Washington da 66 organismi internazionali definiti «contrari agli interessi degli Stati Uniti e in buona parte legati all’ONU».

La Casa Bianca risponde solo a sé stessa

Trump alla domanda se ci fossero limiti ai suoi poteri globali. «Sì, una cosa c’è: la mia morale. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale. Non voglio far del male agli altri». Sopra di lui neppure Dio, ma solo la sua ‘illuminata morale’. E ora in Europa c’è chi comincia a preoccuparsi. Il presidente tedesco Steinmeier: «Crollo dei valori da parte del nostro partner più importante, gli Stati Uniti, che hanno contribuito a questo ordine mondiale. Dobbiamo impedire che il mondo si trasformi in un covo di briganti, dove chi è più senza scrupoli prende ciò che vuole, dove regioni o interi Paesi vengono trattati come proprietà di poche grandi potenze».

Ripensamenti tardivi nel vuoto politico Ue

  • Il presidente francese Macron: «Gli Stati Uniti sono preda di un’aggressività neocoloniale». E il Senato ha chiesto al governo la massima vigilanza sulla Guyana, dipartimento d’oltremare della Francia, «dopo la nuova politica predatoria di Donald Trump in America del Sud», riferisce Le Monde. E a fine anno il Babbo Natale di Macron gli dona la necessità di riprendere il dialogo con la Russia, mentre gradualmente i tre Paesi ‘Volontariamente’ sull’orlo dello sfascio scoprono tardi l’espansionismo statunitense chiamandolo ‘neocolonialismo’ e avviando la lettura critica tra fronte Est e la nuova sfida ad Ovest, senza dominanze e paure Baltiche eccedenti nell’Ue.
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