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Stipendi, chi guadagna di più e chi meno in Italia: le differenze tra i salari medi

Stipendi, chi guadagna di più e chi meno in Italia: le differenze tra i salari medi

La classifica degli stipendi in Italia: le differenze salariali tra diverse categorie, tra uomini e donne e tra Nord e Sud.

Gli stipendi dei lavoratori italiani crescono troppo poco. Soprattutto rispetto all’inflazione degli ultimi anni. E restano importanti differenze dal punto di vista geografico, per tipo di impiego e anche sul fronte del gender Pay gap. 

L’Italia è al 21esimo posto per salari medi annui sui 34 Paesi Ocse. Posizione tutt’altro che lusinghiera, con il nostro Paese che fa registrare valori molto più bassi di Islanda, Lussemburgo e Stati Uniti, ma decisamente più bassi anche di Germania e Francia. In Italia nel 2023 la Ral (retribuzione annua lorda) è aumentata dell’1,8% rispetto al 2022 e del 7,5% rispetto al 2015. Valori molto più bassi di quelli dell’inflazione. Ma quali sono le differenze tra gli stipendi in Italia?

IL REPORT SUGLI STIPENDI

Per capirlo prendiamo in considerazione il report dell’Osservatorio JobPricing, secondo cui la retribuzione annua lorda media nazionale nel 2023 è stata di 30.838 euro. Con valori che vanno dai 104.778 euro dei dirigenti ai 56.416 dei quadri, dai 32.685 degli impiegati ai 26.074 degli operai. 

Proprio gli operai sono i lavoratori che negli ultimi anni hanno avuto aumenti più alti, ma nonostante questo gli amministratori delegati vengono pagati nove volte di più: un Ceo riceve lo stipendio di nove operai, quindi. La crescita salariale è stata contenuta nelle grandi aziende, con i salari che sono cresciuti meno sia nell’ultimo anno che nel medio-lungo periodo. 

LE DIFFERENZE TRA I SALARI IN ITALIA

Il settore più remunerativo è quello dei servizi finanziari, che è anche quello che è cresciuto di più negli ultimi otto anni. Resta molto ampia la forbice tra Nord e Sud, con una differenza nelle retribuzioni medie annue di circa 3.700 euro. Un gap ancora molto alto, soprattutto tra alcune regioni. Quelle con le retribuzioni più alte sono Trentino-Alto Adige, Lombardia, Lazio, Liguria e Piemonte. Gli stipendi più bassi si registrano invece in Basilicata. 

Altro problema è quello del gender pay gap: gli uomini vengono pagati il 7,3% in più delle donne. La differenza maggiore si ha tra gli impiegati: 9,9%. Quella minore tra quadri e dirigenti: 5,5%. 

Per quanto riguarda le fasce d’età, i salari sono in crescita tra i più giovani: tra gli under 35 si registra il maggior tasso di incremento rispetto agli altri gruppi di età. Per quanto riguarda la crescita media nella carriera lavorativa, il dato è del 33,1%. Con un balzo maggiore tra i 55 e i 64 anni. Infine, un laureato guadagna in media il 45,5% in più di un non laureato. 

16/07/2024

da La Notizia

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