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Studenti, gilet gialli e sindacati. Tutta la Francia è in rivolta

Studenti, gilet gialli e sindacati. Tutta la Francia è in rivolta

Politica estera

18/10/2026

da Il Manifesto

Filippo Ortona

La bella stagione Tafferugli, saccheggi, barricate e incendi: il sabato della rabbia contro governo e polizia

«La strada di chi è? È nostra!», scandiscono le migliaia di manifestanti che riempiono i grandi boulevard alberati attorno alla place de la Madeleine, rifluendo dal grande corteo che ha sfilato ieri nella capitale contro il carovita. L’impressione è che effettivamente, la strada sia loro. Dei ragazzi giovanissimi divelgono le grate alla base degli alberi, poi le girano di modo che la punta sia rivolta verso il basso.

                                                             

Tenendole a due mani colpiscono forte l’asfalto dei marciapiedi, rompendolo e fabbricando cosi munizioni da lanciare addosso alla polizia. Un altro gruppetto di studenti medi dà addosso a una vetrina di Decathlon li di fianco. Uno si gira, sfiancato. Sulla schiena porta un cartello con su scritto, in inchiostro fucsia con le paillettes: «Fuck le RN» (Rassemblement National).

LUNGO TUTTO L’ASSE che da place de la République porta a ovest, verso i quartieri ricchi e i palazzi del potere, i boulevard sono interrotti da barricate di ogni tipo, alcune date alle fiamme. Le bici delle app di bike sharing, le transenne dei cantieri, le piante dei dehors dei bar chic: tutto fa brodo per tenere a distanza la polizia.

Quest’ultima, tendenzialmente, si tiene a distanza lanciando lacrimogeni e granate quando i giovani si avvicinano troppo. L’utilizzo delle granate antisommossa era stato parzialmente sospeso dal ministro degli Interni Laurent Nunez dopo la mutilazione a una mano di un quindicenne a Lens il 5 ottobre. Venerdì, tuttavia, Nunez ha annunciato che sarebbero rientrate in servizio e, puntualmente, un «giovane lavoratore» di 17 anni ha avuto la mano destra «ridotta in brandelli» a Saint-Etienne, secondo quanto riportato dall’Afp.

STUDENTI, SINDACATI, partiti di sinistra e Gilet gialli si sono ritrovati in piazza ieri in tutto il paese, sull’onda di un movimento studentesco che da settimane mette in crisi il governo, il quale si appresta ad approvare una finanziaria che prevede più di 40 miliardi di tagli alla spesa pubblica. Secondo i sindacati, più di 800.000 persone hanno manifestato in tutta la Francia, quasi il doppio di quanto rivendicato durante l’ultima manifestazione studentesca di martedì.

SCENE SIMILI a quelle di Parigi si sono viste ovunque nel paese, tra scontri, saccheggi, barricate e incendi. A Bordeaux, dei manifestanti hanno saccheggiato la residenza privata della prefetta. A Marsiglia, dopo degli scontri molto duri tra il corteo e la polizia, alcuni manifestanti si sono introdotti nell’edificio del comune. A Lione, è stato dato alle fiamme un ufficio del turismo, in quello che Le Monde ha definito un «clima insurrezionale». Nunez ha accusato «i movimenti di ultrasinistra» di aver voluto «attaccare gli edifici pubblici» e ha detto che, ieri sera, gli arresti erano più di 400. «Faremo blocco di fronte ai seminatori del caos, che vogliono unicamente abbattere le nostre istituzioni», ha invece scritto su X Emmanuel Macron.

«Tutti uniti contro i miliardari», recita un grosso striscione appeso tra due alberi a Parigi, scritto con una vernice gialla fosforescente. Tanti giovani indossano il gilet giallo simbolo della rivolta che, nel 2018 e nel 2019, fece brevemente tremare l’Eliseo. «Io lo porto perché la vita è troppo cara», dice un ragazzo di 20 anni che preferisce rimanere anonimo, mentre si sistema il gilet fosforescente. Ma, sottolinea, «le rivendicazioni di oggi vanno oltre: c’è il carovita, la benzina, le condizioni degli studenti, e come vede anche la Palestina», dice, indicandosi una kefiah che si è annodato sulla testa, «siamo qua per cambiare il mondo».

«In dieci anni non è cambiato niente», dice Céline, un’infermiera di 48 anni, ex gilet gialla che vive a 60 chilometri da Parigi e che è venuta apposta per la manifestazione (munita di un gilet nuovo fiammante). «Siamo sempre fermi allo stesso punto: un governo che vuole fare una finanziaria che farà pagare la gente che lavora, i pensionati, i giovani… Abbiamo l’impressione di avere un governo che si protegge le terga, e lascia noialtri nella m…», dice.

POCO DISTANTE, una signora danza con dei giovani incappucciati. Con indosso un gilet giallo, una maschera da sci e la guancia dipinta di blu, bianco e rosso, Virginie, maestra di scuola elementare di 51 anni, non ha mai partecipato ai movimenti di questi ultimi anni. Abita a quasi 100chilometri di distanza da Parigi e lavora «a 20 chilometri da casa, percorribili solo in macchina, questo mese mi restano 48 euro sul conto in banca», racconta. «Dobbiamo andare a prenderci l’Eliseo», dice. E poi? Ci pensa e guarda sua figlia, travestita da Pikachu. «Poi – chiosa – facciamo un bel governo del popolo, libero dalle lobbie e dai miliardari».

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