04/08/2026
da Remocontro
Lampante coincidenza la crisi dei rapporti tra Madrid e i suoi alleati, Stati Uniti astiosi e Italia servile i più esposti. E Andreotti esibisce la sua acutezza postuma. L’invasione dell’enclave spagnola di Ceuta all’interno del Marocco da parte di decine di migliaia di migranti marocchini, algerini, e di chissà quanti altri Paesi africani, è vicenda che richiama una possibile ‘azione ibrida’ USA-Israele con manovalanza marocchina e dintorni europei di Schengen contro una Spagna troppo progressista e indipendente.
Trumpismo mediterraneo su spinta mediorientale
Donald Trump e i suoi più zelanti collaboratori, Netanyahu, la Monarchia marocchina, le progressive svolte a destra in Europa dall’Italia in poi, e il venir meno di qualsiasi freno inibitorio negli Stati Uniti e in Israele all’osservanza delle regole minime del diritto e della coesistenza pacifica internazionali. Venezuela e Iran insegnano. Stato all’invasione di Ceuta, il bilancio delle vittime è vicino ai 100 morti, e il governo di Pedro Sánchez ha dovuto mobilitare l’esercito per far fronte ad un «attacco e una violazione della sovranità territoriale del Paese».
La democrazia resa incompatibile
Regole di maggior tutela dei migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta, che diventano strumento di polemica politica interna. E la denuncia dei sindacati della Polizia di una scarsa cooperazione delle autorità marocchine nel presidiare il proprio lato del confine. Il bis del maggio 2021, quando Rabat allentò deliberatamente i controlli per punire Madrid dopo l’accoglienza sanitaria concessa al leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, che si opponeva al riconoscimento della sovranità marocchina sull’ex Sahara spagnolo.
Tensioni tra Madrid, Washington e Tel Aviv
Le frizioni reali che negli ultimi mesi hanno opposto il governo spagnolo a Washington e a Israele: Madrid è stato tra i governi europei più netti nel condannare la condotta israeliana a Gaza e nel sostenere iniziative di riconoscimento della Palestina. Sánchez ha espresso forti riserve sull’escalation militare contro l’Iran; e la Spagna è il Paese NATO che più apertamente ha resistito alla richiesta statunitense di portare la spesa militare al 5% del PIL, negoziando un’esenzione esplicita al recente vertice dell’Alleanza svoltosi all’Aja.
Madrid un bersaglio da ‘disciplinare’
Al contrario il Marocco ha rapporti privilegiati sia con Washington che nel 2020 ne ha riconosciuto la sovranità sul Sahara Occidentale, sia con Gerusalemme stessa, con cui ha relazioni diplomatiche consolidate dagli Accordi di Abramo. In quest’ottica, un allentamento dei controlli alla frontiera di Ceuta rappresenta per Rabat un segnale a basso costo e alta visibilità, capace di mettere in difficoltà un governo scomodo senza che nessun “beneficiario ” debba rivendicarne la paternità, sottolinea il diplomatico Marco Carnelos su InsideOver.
Coincidenze e convenienze
Nessuna fonte ufficiale, spagnola e marocchina ha fornito elementi che colleghino esplicitamente la crisi migratoria a una rappresaglia coordinata. Fatto innegabile la coincidenza temporale tra l’aggravarsi della crisi e il deterioramento dei rapporti tra Madrid e i suoi alleati atlantici, oltre alla già citata plausibilità strategica che Rabat possa usare la leva migratoria contro la Spagna per compiacere Washington e Gerusalemme. La tesi non richiede una regia esplicita e coordinata a tavolino, ma un allineamento di convenienze reciproche
La convenienza italo-europee
La crisi ha già riacceso le richieste di alleati europei come l’Italia, con l’ipotesi di sospensione di Schengen nei confronti della Spagna proprio mentre Sancez gestisce le tensioni con Washington sulla NATO e con Gerusalemme su Iran e questione palestinese. Linea di un governo ormai basato unicamente sulla “gestione della paura”. Reazioni italiane lontanissime alla solidarietà europea attesa in casi del genere, a prescindere dalla connotazione ideologica della maggioranza di governo italiana rispetto a quella spagnola, di Gran Bretagna, Francia e Germania.
Peggio i ‘nemici’ o certi ‘amici’?
- Memento. Sono state le grossolane omissioni diplomatiche e, soprattutto, le guerre senza fine americane in Medio Oriente a partire dall’inizio del XXI secolo a far esplodere oltre misura i fenomeni migratori verso il Vecchio Continente, «con il tragicomico risultato che quest’ultimo ora si trova addirittura sbertucciato (understatement ovviamente!) dall’attuale Presidente USA per la scarsa energia nel contrasto alle migrazioni. Con amici del genere, chi ha bisogno di nemici? Crisi di Ceuta: a pensar male si fa peccato ma Trump e Netanyahu…».
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