20/10/2026
da Remoocontro
Tutti vogliono scavalcare l’Europa, che è ormai dichiaratamente parte in causa per poter mediare. Trump non si fida più e attacca duramente Zelensky, che secondo lui è ‘manipolato’ da Bruxelles. I blitz contro le raffinerie russe e le elezioni di Mid Term.
Il giochino dell’Unione
L’ultima notizia, data ieri in esclusiva dal Wall Street Journal, è la dimostrazione della crisi sempre più grave che attraversano i rapporti diplomatici tra Stati Uniti ed Europa. Dunque, Vladimir Putin ha telefonato a Donald Trump, per proporgli un “vertice a tre” che fissi una soluzione definitiva per la guerra con l’Ucraina. Al “supersummit” verrà invitato a partecipare anche il leader cinese Xi Jinping. Ora, dopo una mossa di questo tipo, saremmo molto prudenti ad anticipare il possibile rifiuto della Casa Bianca, perché il background politico è molto più ingarbugliato di quanto si pensi. È tutto un gioco di incastri strategici “in progress”. Trump si è convinto (o, meglio, lo ha persuaso la sua Intelligence) che un nocciolo duro di Paesi europei gli remi contro. A partire dalla Commissione di Bruxelles. Ogni volta che lui ha cercato di preparare il terreno per una trattativa di pace seria, qualcuno, dietro le quinte, ha tirato Zelensky per la giacchetta, gettando nuova benzina sul fuoco e sfasciando tutto. Basta leggere le cronache deliranti dei discorsi fatti nelle istituzioni comunitarie, in cui fino all’anno scorso si parlava di “sicura vittoria ucraina”. D’altro canto, quella del riarmo a tutti i costi sembra una strada ormai tracciata per l’Unione Europea, che spera con la riconversione produttiva bellica di mettere una pezza alla crisi devastante aperta dalle sue affrettate scelte in materia energetica e ambientalistica. Per Paesi in grave crisi economica, dunque, l’economia di guerra può essere una necessaria alternativa alla crisi dei sistemi industriali. Da questo punto di vista, strategicamente parlando, la continuazione di una lunga guerra di logoramento tra Ucraina e Russia è l’opzione ideale per il “deep power” raccolto intorno alle istituzioni comunitarie. Trump, ormai convinto di questo, è pronto a decidere il futuro dell’Ucraina scavalcando l’Europa e, soprattutto, ignorando Zelensky. Che lui accusa, nemmeno tanto velatamente, di far parte del “complotto europeo” teso a fargli perdere le elezioni di Mid term. E l’attacco alla raffineria di San Pietroburgo ne sarebbe la prova più eclatante.
Il piano secondo il WSJ
- “Vladimir Putin – scrive il Wall Street Journal – ha proposto un incontro il mese prossimo con il Presidente Trump e il leader cinese Xi Jinping per discutere della situazione in Ucraina, nel tentativo di negoziare una soluzione che favorisca Mosca e ponga fine al conflitto quadriennale, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza dei colloqui”.
Il piano rappresenta un tentativo da parte di Putin di capitalizzare sul riavvicinamento tra Trump e il leader russo, un’iniziativa che ha allarmato l’Ucraina e i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice di questo tipo, senza il coinvolgimento del Presidente ucraino Zelensky, sarebbe senza precedenti e farebbe suonare campanelli d’allarme nelle capitali europee e non solo. Putin ha avanzato l’idea durante una telefonata con Trump il 9 ottobre, ha affermato un ex ufficiale dell’Intelligence russa informato sulla questione. Quella conversazione ha anche portato a un accordo per l’acquisto da parte degli Stati Uniti di gasolio russo e per la sua successiva commercializzazione sul mercato globale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che sono in corso discussioni su un possibile incontro. ‘Non c’è ancora un’intesa chiara in merito all’incontro in sé o al suo potenziale ordine del giorno, sebbene tutte e tre le parti riconoscano la possibilità ipotetica che tale incontro abbia luogo’, ha dichiarato al Wall Street Journal. Un alto funzionario statunitense ha affermato che Trump non aveva acconsentito a un simile vertice. Tuttavia, il funzionario ha aggiunto che il Presidente potrebbe essere ricettivo all’idea, data la sua volontà di mantenere la promessa elettorale di porre fine alla guerra. Trump aveva dichiarato che la questione sarebbe stata risolta il “primo giorno” del suo nuovo mandato, ma ora sono trascorsi quasi due anni dal suo insediamento. Il Cremlino ha proposto di tenere il dialogo trilaterale a margine del prossimo vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), secondo quanto riferito da fonti a conoscenza delle discussioni. L’incontro si terrà il 18 e 19 novembre a Shenzhen, il polo tecnologico della Cina meridionale. Il Ministro degli Esteri ucraino ha respinto l’idea di un vertice di pace senza Kiev, affermando che ciò ‘incoraggerebbe Putin a continuare la sua guerra. Finché continuerà a seminare il terrore, non ci dovrebbe essere posto per lui a nessun tavolo’, ha scritto lunedì Andrii Sybiha su X”.
Gasolio e Mid Term
Nessuno fa niente per niente. L’improvvisa apertura diplomatica di Putin segue a ruota l’accordo appena raggiunto con Trump per ottenere gasolio russo. Un’operazione fatta nel tentativo di abbassare i prezzi del carburante, che stanno pesando non poco sull’economia americana e, contemporaneamente, stanno anche danneggiando le prospettive elettorali repubblicane in vista delle votazioni di Medio Termine. Venerdì, Trump è intervenuto con un ordine esecutivo per bloccare l’attuazione delle sanzioni che avrebbero dovuto essere imposte alla Russia, in base a una legge bipartisan, firmata il mese scorso. Una mossa che ha sollevato molte critiche Comprese quelle di alcuni dei suoi alleati. “Un alto funzionario della Casa Bianca – sostiene il Wall Street Journal – ha affermato che Trump ha preso queste decisioni dopo aver constatato la scarsità di altre valide alternative per abbassare i prezzi. Tra gli esperti del settore energetico c’è consenso sul fatto che la guerra con l’Iran sia la causa principale dell’aumento dei prezzi del gasolio e che la quantità di carburante che la Russia ha promesso di vendere non inciderà significativamente sul mercato. Allo stesso tempo, Trump ha mostrato rinnovata frustrazione nei confronti di Zelensky, affermando che il leader ucraino deve fermare gli attacchi alle raffinerie russe e suggerendo che il Paese ha bisogno di un nuovo Presidente. Nel frattempo, gli sforzi guidati dagli Stati Uniti per mediare la fine della guerra sono rimasti in gran parte bloccati.
Pesante attacco a Zelensky
- In un post pubblicato domenica su Truth Social, Trump ha attaccato Zelensky, in seguito al blitz ucraino a un terminal petrolifero di San Pietroburgo, città natale di Putin. Il Presidente degli Stati Uniti ha accusato il leader ucraino di aver preso di mira le raffinerie di diesel russe e ha affermato che “non vuole porre fine a questa guerra, e probabilmente non l’ha mai voluto”.

