10/07/2026
da Remocontro
Questa volta il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, l’ha fatta proprio grossa, coinvolgendoci ‘obtorto collo’ negli sconclusionati bombardamenti dell’Iran, decisi da Trump in base ai suoi cicli umorali. Il nostro Paese ha offerto le sue basi ai jet americani, per compiere queste missioni? Rutte dice ‘sì’, a Roma dicono ‘no’ e a Tehran, furiosi, ci minacciano.
L’Olandese straparlante
Le disgrazie, lo sappiamo ormai per esperienza, purtroppo non camminano mai da sole. Così, assieme a Donald Trump, in quest’epoca mai tanto sfigata per la salubrità delle relazioni internazionali, ci ritroviamo con un leader della Nato che, probabilmente, non ha manco il carisma per comandare a casa sua. Figuriamoci possedere le altre indispensabili virtù collaterali, come prudenza e lungimiranza. Dunque, Mark Rutte, che si sposta di qua e di là come un commesso viaggiatore (lo chiamano l’Olandese volante ma anche straparlante), sfegatato ammiratore di Trump, Segretario Generale di una Nato sempre più scalcinata e in crisi di risorse e della stessa “etica di esistere”, nonché notissimo “gaffeur”, ne ha combinata un’altra delle sue. In pratica, ha “rivelato”, urbi et orbi, quello che potremmo definire il segreto di Pulcinella. E cioè che l’Italia “ha messo a disposizione le sue basi” per gli aerei Usa destinati a bombardare l’Iran. Ora, chi mastica un pochino di cose militari, si renderà subito conto che i trattati di difesa firmati dalla nostra nazione hanno sì dei paletti, ma che queste clausole (logistica da addestramento, da pattugliamento od operativa in senso stretto) sono facilmente aggirabili. Dipende dal contesto. Si può intuire, capire e chiudere un occhio, per carità di patria. O per “realpolitik” (fa più fino). Ma sforzarsi di fare finta di niente, per poi venire sputtanati dallo stesso capo della Nato è troppo. Anzi, puzza di bruciato, perché sembra una specie di trappolone. In ogni caso, significa essere circondati da emeriti imbecilli, che rappresentano, esattamente, l’anima attuale di un’Alleanza che premia solo quelli che obbediscono, e non coloro che pensano.
La pesante reazione iraniana
Inutile girarci intorno, ma il Ministero degli Esteri degli ayatollah non si è lasciato scappare l’occasione ed è partito subito al contrattacco, affondando la lama del suo coltello nel burro delle contraddizioni occidentali. La catena mediatica persiana parte dall’Irna, l’agenzia di stampa governativa e arriva al Teheran Times, che possiamo considerare l’organo ufficiale in lingua inglese del regime. “Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei – scrive il giornale – ha chiesto che la Nato e diversi Paesi europei si assumano le proprie responsabilità in seguito alle dichiarazioni del Segretario Generale, Mark Rutte, riguardo al sostegno dell’Alleanza militare occidentale alle operazioni statunitensi durante la recente guerra di aggressione contro l’Iran. In un post pubblicato su X nelle prime ore di giovedì – aggiunge il Times – Baqaei ha affermato che le dichiarazioni di Rutte equivalevano a un riconoscimento del coinvolgimento della Nato in un atto di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite. ‘Si tratta di un’ammissione chiara e inequivocabile della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite, una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite’. Inoltre, Baqaei ha dichiarato: ‘L’Organizzazione e i singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze”.
Rutte: 500 aerei Usa dall’Italia
“L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal Segretario Generale della NATO come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Esse, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare al proprio popolo e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, ecc”. Questa la sferzante dichiarazione sottoscritta a nome del governo iraniano dal portavoce Esmaeil Baqaei, che tira in ballo il nostro Paese, colpevole, a suo dire, di essersi supinamente piegato ai diktat di Trump. L’Iran basa le sue dichiarazioni su ciò che ha detto lo stesso Rutte a Fox News, durante un’intervista: “Diversi Paesi europei – ha ribadito il Segretario Generale alla tv americana – hanno fornito supporto militare agli Stati Uniti durante il conflitto con l’Iran. Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, dopo alleato, hanno messo a disposizione le loro basi per ‘Epic Fury’, ha detto Rutte a Special Report di Fox News , dopo che il Presidente Donald Trump ha rinnovato la sua frustrazione per il rifiuto dei membri della Nato di unirsi alla guerra contro l’Iran. Rutte – sottolinea in modo particolare il Teheran Times – ha citato l’Italia come esempio di sostegno europeo, affermando che 500 aerei statunitensi erano decollati da basi americane in Italia a supporto della campagna militare contro l’Iran”.
L’Iran riporta le giustificazioni di Roma
Per dovere di cronaca, bisogna dire che il Teheran Times, molto correttamente, ha dallo spazio, nel suo lungo articolo di accusa, anche alle ragioni espresse dalle autorità del nostro Paese. In un paragrafo del report, titolato “L’Italia prende posizione contro il capo della Nato”, il giornale scrive: “Le dichiarazioni di Rutte hanno scatenato una forte reazione politica in Italia, con il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha affermato che il Paese ha agito nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali e degli accordi che regolano le basi alleate sul suo territorio. ‘Come già chiarito in Parlamento, il governo ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e logistiche, non cinetiche’, ha dichiarato Crosetto in un comunicato diffuso da Reuters. E ha aggiunto che l’Italia ha respinto le richieste che esulavano da tali limiti”.
- “Tira a petra e ‘mmuccia a manu”, cioè “Tira un sasso e nascondi la mano che l’ha scagliato”. E’ un antico detto siciliano, che però calza a pennello per l’Europa (e forse per l’Italia) in questa occasione. Almeno secondo le sanguinose accuse sollevate dal Ministero degli Esteri iraniano. Secondo il suo portavoce Esmaeil Baqaei, infatti, diversi Paesi del Vecchio continente “devono essere ritenuti complici nella guerra contro Teheran”. In pratica, partecipano indirettamente al conflitto, agevolando logisticamente gli israelo-americani. Ma non hanno la faccia di ammetterlo.

