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Tempeste 2027 sull’Ue: dopo la Germania 10 Stati al voto

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Politica estera

24/09/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Dieci Paesi alle urne, 2027 elettorale che cambierà l’Ue. Dall’Italia alla Francia, fino a Spagna e Polonia. Si parte il 3 ottobre a Riga e il 25 in Bulgaria. Pochi mesi di equilibri nel Consiglio Ue, dove nel voto a maggioranza qualificata pesa anche la popolazione, e nel Consiglio europeo dove i leader che decidono l’indirizzo  politico, Commissione compresa,  potrebbero essere del tutto diversi da come li conosciamo oggi. 

L’anno elettorale del destino

L’ultimo scorcio del 2026. Il 3 ottobre la Lettonia eleggerà il nuovo Parlamento. Il premier Andris Kulbergs, subentrato al governo di centrosinistra di Evika Siliņa, parte favorito, ma il sistema proporzionale e la frammentazione politica rendono improbabile un governo monocolore. Il 25 ottobre è la volta della Bulgaria, alle prese con una lunga instabilità politica, dovrà scegliere il nuovo presidente. Sarà una verifica del nuovo equilibrio creato dalla vittoria parlamentare di Rumen Radev, che ha avvicinato Sofia alle posizioni di Mosca, fermando gli aiuti militari a Kiev. Già oggi un cruccio per la presidenza Von der Leyen.

Estonia e Finlandia

Nella piccola repubblica baltica, le elezioni estoni del 7 marzo 2027 potrebbero provocare un netto cambio di maggioranza. Il premier Kristen Michal guida una coalizione liberale composta dal Partito riformatore di cui fa parte la vice dell’attuale commissione Ue Kaja Kallas e da ‘Eesti 200’. I sondaggi danno in testa il partito conservatore Isamaa (Ppe). Nella vicina Finlandia si voterà il 18 aprile: i socialdemocratici dell’SDP guidati da Antti Lindtman puntano a scalzare la coalizione di centrodestra guidata dal premier popolare Petteri Orpo.

Occhi puntati sull’Eliseo

Il 18 aprile è il primo vero appuntamento cruciale. I francesi saranno a chiamati a scegliere il loro presidente. Marine Le Pen, che l’ha spuntata sul giovane Jordan Bardella, correrà per la quarta volta sotto le insegne del Rassemblement National. I sondaggi la vedono avanti rispetto ma molto dipenderà dalle aggregazioni dei centristi e dal ballottaggio, a cui punta il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon. C’è da aggiungere che Macron, nella versione Orban della sua presidenza, aiuta la confusione.

Grecia

Nel 2027, probabilmente in primavera, sono previste le elezioni legislative in Grecia, annunciate dal premier Kyriakos Mitsotakis per la primavera. La data non è ancora stabilita. I sondaggi danno in testa il partito del premier uscente Nuova Democrazia (Ppe), che stacca di molto Elas-Alleanza della sinistra di Alexis Tsipras e il Pasok. Dal ripristino della democrazia, seguito alla caduta del regime dei colonnelli e al referendum del 1974 con il quale fu abrogata la monarchia, la Grecia ha avuto un sistema prevalentemente bipartitico, dominato dal partito liberal-conservatore Nuova Democrazia (ND) e dal social-democratico PASOK.

La Spagna di Sanchez

Entro il 22 agosto la Spagna dovrà rinnovare il Parlamento. Il leader di riferimento dei socialisti europei, Pedro Sánchez, potrebbe andare incontro a una brutta sconfitta e lasciare il posto a un’inedita maggioranza dei popolari del PP con i sovranisti di Vox (Patrioti). Traffico di influenze e malversazione. Sono queste le accuse dalle quali Begona Gomez, moglie del capo del governo spagnolo, dovrà difendersi nelle aule di tribunale. Colpo pesante per il premier e destra incattivita alle sue spalle.

Slovacchia in bilico

Le elezioni legislative slovacche sono attese entro il 28 settembre. La data non è ancora stata fissata. Il confronto principale oppone lo Smer-SD del premier filorusso Robert Fico a Slovacchia Progressista (Renew) di Michal Šimečka. I sondaggi danno un esito incerto. Il sistema politico è quello di una repubblica parlamentare semipresidenziale. Il capo dello Stato è il Presidente della Repubblica, eletto direttamente dai cittadini. Uno Stato piccolo da sino a ieri. ‘politicamente estroso’ nell’Ue.

L’incognita polacca

Varsavia andrà alle urne entro l’11 novembre. La coalizione europeista di Donald Tusk dovrà affrontere una destra in crescita, che arriva però al voto divisa in quattro blocchi: il PiS, spostato su posizioni sempre più radicali, il nuovo progetto dell’ex premier Mateusz Morawiecki, gli estremisti di Konfederacja e della Confederazione della Corona polacca. Sulla politica polacca il grave peso della vicina Ucraina, del n numero e dell’onere dei rifugiati, oggi segnata da rapporti sempre più critici con la popolazione.

Ma l’Italia?

Nello schema come sempre preciso dell’Ansa su cui abbiamo lavorato, manca il protagonista di casa. Parlamento a scadenza e nessuna legge marziale a rinviare all’infinito in governo Meloni. Almeno per ciò che sappiamo noi. Mentre la maggioranza di governo sembra vittima di una crisi devastante di iniziative politiche persino moleste per quanto sono e che ci vengono proposte ogni giorno dai telegionali al guinzaglio. Promesse e sogni, realtà ‘aggiustata’, insulti veri e persino il ponte di Messina da archeologia politica sui resti della Lega. Isteria da sconfitta elettorale? Non è il tema di questo appunto. Avremo di che parlarne quando mai sapremo la data, valutata a maggior convenienza della maggioranza parlamentare che dovrà deciderla. Entro l’anno però.

Un’altra torrida estate elettorale?

Nel centrodestra c’è chi spinge per la primavera del 2027 e chi vuole arrivare fino all’autunno, mentre le opposizioni si dicono pronte al voto anticipato. Scadenza naturale della legislatura, prevista per ottobre 2027. Valutazioni di opportunità tutte legate ai diversi interessi politici dei singoli partiti mentre resta ancora da definire il nuovo meccanismo elettorale al voto in Parlamento tra «maggioritario, proporzionale, premio di maggioranza e preferenze», in diversa dosatura tra ‘Mattarellum’ e il ‘Melonellum’ nouvelle cuisine che cerca di imporsi. Complessità che le opposizioni chiamano «Legge truffa», che potrebbe ancora soffrire altre disavventure parlamentari.

Ma a me niente?

In epoca di doni elettorale smaccati, un ultimo appunto sul piano personale. Sono tra i pochi italiani adulti a non possedere un veicolo a motore, quindi nessun sconto benzina da fruire, e nessun bollo moto da evitare. Una qualsiasi sconticino per le scarpe? Col plantare ortopedico, data l’età

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