22/06/2026
da Remocontro
Stati Uniti e Iran sono tornati a trattare dopo la firma dell’accordo, ancora sulle stesse cose di sempre e con le stesse tensioni. Come se nulla fosse accaduto prima. Eravamo distratto noi, o qualcuno ha preso in giro il mondo celebrando ‘l’accordo del secolo’ all’ormai inutile celebrazione liturgica diplomatica del G7 e del suo ottantesimo compleanno. Intanto Trump minaccia di uscire dalla Nato e re-insulta l’Italia alla Meloni. Per arrivare a cosa?
Rinvii e assaggi, ricomincia la giostra
«Nella notte tra domenica e lunedì è terminato il primo incontro tra i delegati di Stati Uniti e Iran al resort di Bürgenstock, sul lago di Lucerna, in Svizzera», precisa il Post. «Era il primo previsto dal memorandum d’intesa firmato la settimana scorsa, che prevede che i due governi continuino a negoziare per 60 giorni per trovare un accordo di pace definitivo per la guerra in Medio Oriente». Ma, In questi primi colloqui non è stato deciso granché: secondo Pakistan e Qatar, che finora sono stati i principali paesi mediatori, Iran e Stati Uniti hanno stabilito un calendario per continuare i negoziati nelle prossime settimane.
Ma la navigazione di Hormuz?
Tra il dire e il fare. Per ora hanno deciso di creare una linea di comunicazione diretta, per evitare incomprensioni e garantire la libertà di transito nello stretto di Hormuz, e un sistema di coordinamento tra Iran, Stati Uniti e Libano, con l’obiettivo di far cessare i combattimenti tra Israele e Hezbollah in Libano, come aveva chiesto l’Iran e come previsto dal memorandum tra i due paesi. Mentre Netanyahu continua il suo macello. Durante i negoziati ci sono stati alcuni momenti di tensione, specialmente dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva minacciato di compiere nuovi attacchi contro l’Iran.
Trump la vera minaccia
In un’intervista a Fox News Trump aveva anche detto di avere minacciato i rappresentanti dell’Iran, alludendo alla possibilità di rapirli, sostenendo che la delegazione «non sarebbe riuscita a ritornare nel proprio paese». Senza misura. La delegazione statunitense era guidata dal vicepresidente JD Vance. Insieme a lui c’erano l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, il genero di Trump. Per l’Iran invece c’erano il presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Le due delegazioni si sono incontrate di persona per circa un’ora e mezza. In Svizzera sono comunque rimasti altri funzionari dei due governi, che continueranno a discutere i dettagli di un possibile accordo.
Le complessità nelle mani della Casa Bianca
Le trattative tra Iran e Stati Uniti sono molto complicate, e ci sono diversi punti su cui le loro posizioni restano distanti. Un ostacolo a un accordo al momento è il fatto che nei giorni scorsi Israele ha continuato a compiere attacchi in Libano, nonostante il memorandum. Sabato inoltre l’Iran aveva detto di aver di nuovo chiuso la navigazione nello stretto di Hormuz, proprio come risposta ai continui attacchi israeliani in Libano. Gli Stati Uniti sostengono che le navi debbono continuare a passare dallo stretto, ma dopo l’annuncio dell’Iran diverse hanno invertito la loro rotta, e al momento la situazione è abbastanza confusa.
E la Nato è arma contro l’Europa
- Intanto, Trump a Tgcom24, del suo amico Murdoc: «Sono deluso non solo dall’Italia, ma da tutti i leader della Nato. Non so se ritirarmi dall’Alleanza atlantica». Insiste il livoroso presidente, attacchi politici conditi da malignità personali che segnano il suo pessimo carattere. Meloni precipitata nel girone dei cattivi. «Dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l’Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all’azione contro l’Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene».
«Non sono solo deluso dall’Italia, ma anche da tutti i leader della Nato. Non so se ritirarmi dall’Alleanza atlantica».

