23/10/2026
da Rifondazione
Angelo Leo, Responsabile nazionale agricoltura
Stefano Galieni, Responsabile nazionale immigrazione
L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Trento riguarda un periodo che va dal 2018 al 2024 e ha già portato al sequestro preventivo di quasi 800 mila euro. Secondo il Gip, un imprenditore agricolo e alcuni familiari avrebbero realizzato un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro e alla truffa.
Il sistema realizzato ruotava attorno ad 84 lavoratori, provenienti da mezzo mondo ed entrati in gran parte in Italia regolarmente attraverso il Decreto Flussi, assunti con contratti stagionali e poi impiegati in turni di lavoro massacranti fino a 250 ore mensili, per retribuzioni inferiori rispetto al Contratto collettivo nazionale.
Le aziende agricole riconducibili agli indagati erano due e, con questo satanico meccanismo, avrebbero consentito anche di trarre profitto col mancato versamento dei corrispondenti contributi previdenziali e assistenziali. Dalle indagini è emerso che per l’alloggio, fatiscente e privo dei minimi requisiti igienici, i lavoratori pagavano 3 euro a notte, per una coperta e un cuscino 100 euro una tantum, per andare a fare la spesa, utilizzando l’auto di uno degli indagati altri 5 euro per il carburante.
Ma non ci si sarebbe limitati a questo. Ad alcuni lavoratori sarebbero stati estorti 37.500 euro per ottenere la conversione del permesso di soggiorno da stagionale a subordinato e sarebbero state chieste cifre che si avvicinavano ai 5000 euro a persona per completare la conversione che nell’ambito del Decreto deve essere gratuita.
Secondo l’accusa ai lavoratori sarebbe stato detto che, se non avessero pagato, avrebbero rischiato di perdere posto di lavoro, alloggio e quindi sarebbero diventati irregolari. Indagini come quelle svolte a Trento dovrebbero riguardare l’intero Paese. Poi vediamo chi continuerebbe a parlare a sproposito di remigrazione.

