23/01/2026
da Remocontro
Guerra all’Iran: belligeranti presto a corto di missili? Fatti, indiscrezioni e smentite da Analisi Difesa. E chi lo nega, di fatto ammette. «Gli Stati Uniti possono continuare la guerra in Iran ‘fino a quando vogliono’», afferma il segretario alla Guerra Pete Hegseth, «Le nostre munizioni ce lo consentono». «Excusatio non petita, accusatio manifesta». Infatti, il Wall Street Journal rivela che ‘il Pentagono sta lavorando ‘per rimpiazzare con urgenza gli elevati consumi di armamenti già manifestati nei primi giorni di guerra all’Iran’.

Pochi missili e bombe per la nuova guerra?
Secondo le fonti del WSJ, i recenti combattimenti in Medio Oriente stanno rapidamente esaurendo le scorte di alcune di queste armi, smentendo quindi quanto affermato dal ministro e precedentemente da Trump e da altri dell’amministrazione. Trump mostra sicurezza ma ha criticato il suo predecessore Biden, accusandolo di aver destinato ‘centinaia di miliardi di dollari’ all’Ucraina senza provvedere a rimpiazzare gli equipaggiamenti ceduti’. E il presidente aveva dichiarato a Politico che le aziende stanno operando in emergenza per accelerare la produzione, segno inequivocabile che il problema della carenza di munizioni è fondato ed è critico.
Israele e Ucraina i primi consumatori
«Il capo dello Stato maggiore congiunto delle forze Usa, generale Dan Caine, e altri funzionari del Pentagono avevano messo in guardia nelle scorse settimane in merito ai possibili effetti di un’operazione protratta contro l’Iran sulle truppe e sugli assetti dispiegati in Medio Oriente, nonché sull’impatto di una campagna prolungata sulle scorte di armamenti, in particolare quelle destinate al sostegno di Israele e Ucraina», avverte Gianandrea Gaiani. Secondo il Wall Street Journal, le scorte di costosi missili antimissile sono limitate dopo le forniture a Ucraina e Israele e le campagne militari contro Houthi e Iran dello scorso anno.
Iperbolico consumo di armi
Nella situazione geopolitica attuale, molti alleati degli Stati Uniti che impiegano sistemi da difesa aerea ‘Made in USA’ rischiano di non poter ricevere munizioni in tempi ragionevoli. Specie nel Golfo dove Emirati Arabi, Arabia Saudita, Oman, Kuwait e Qatar sembra abbiano ridotto le proprie scorte di missili americani dopo meno di una settimana di contrasto a droni e missili iraniani. «Anche in Europa, dove si discute dell’inviare sistemi di difesa aerea a protezione di Cipro, dopo che l’Ucraina ha di fatto assorbito quasi interamente le scorte di missili antiaerei e antimissile della NATO».
La resilienza dell’Iran
In un conflitto che si preannuncia prolungato, potrebbero essere proprio le scorte di munizioni più della veemenza degli attacchi dei primi giorni al territorio iraniano, a decidere le sorti della campagna militare avviata da Washington e Tel Aviv. Le stime di Mossad e CIA riferiscono di un arsenale iraniano composto forse da 2.500 missili balistici con una produzione di circa 100 esemplari al mese gestita direttamente dai Guardiani della Rivoluzione. Un arsenale con cui, insieme ai droni, l’Iran può tentare di saturare i radar e i sistemi di difesa aerea con lanci simultanei.
L’arsenale di Tehran
Difficile dire però quanto possano durare le scorte di missili iraniani, i cui depositi sotterranei sono obiettivo prioritario per i raid aerei israelo-americani con armi a penetrazione il cui successo però non può essere valutato. Inoltre, il New York Times e diverse altre fonti, inclusa CNN, hanno confermato la distruzione di alcuni radar statunitensi, destinati a rilevare, tracciare e identificare missili balistici a supporto ai sistemi antimissile per intercettarli. Radar con un costo stimato di almeno mezzo miliardo di dollari, disponibili solo in una dozzina di esemplari e la cui produzione possibile è di due esemplari l’anno.
Fine guerra per arsenali vuoti?
Non sarebbe la prima volta che la disponibilità di munizioni influenza l’andamento dei conflitti in cui vengono impiegati complessi e costosi ordigni offensivi e difensivi. Nel 2011 le forze aeree europee della NATO impiegarono sei mesi ad avere ragione delle deboli forze armate libiche a causa della carenza di bombe d’aereo che indusse molte aeronautiche a chiedere aiuto agli Stati Uniti per farsi rifornire di ordigni di precisione. Richiesta che sollevò stupore e sarcasmo a Washington ma anche negli Stati Uniti le riserve di missili da difesa aerea, si erano assottigliate a causa delle ingenti forniture a Ucraina e Israele.
Ogni guerra sempre a perdere
- Oggi la carenza di missili da difesa aerea, che anche le nazioni europee hanno fornito a Kiev svuotando i propri arsenali, ha messo in ginocchio l’Ucraina costringendola a lasciare intere regioni prive o quasi di difese aeree. Anche Israele, dopo dieci giorni dall’aver scatenato la guerra contro l’Iran nel giugno 2025, aveva quasi esaurito le armi antimissile mentre l’Iran aveva ancora almeno 2.000 missili balistici e molte migliaia di droni nei suoi arsenali. I raids dei bombardieri americani B-2 sui siti nucleari iraniani posero fine a quel conflitto salvando la faccia a Benjamin Netanyahu.

