Striscia continua. Nuovo sforzo per la tregua in Qatar, mentre l'Onu lancia l'allarme: poco cibo e non si riesce a distribuirlo. Intanto in Cisgiordania ucciso un ragazzo di 18 anni. Israele presenta il nuovo bulldozer-robot per demolire da remoto le case palestinesi
Prima è stato ritrovato, ucciso, il capo della missione di soccorso inviata a Rafah per evacuare i feriti di Tal al-Sultan. Poi gli altri quattordici soccorritori, i membri della Mezzaluna rossa palestinese e della Protezione civile mandati nell’area assediata dall’esercito israeliano. Decine di richieste di aiuto e assistenza erano giunte ai soccorritori, le cui centrali operative avevano informato i militari dell’arrivo delle ambulanze. Ma i contatti si sono interrotti sei giorni fa, quando il team ha avvertito di essere circondato e sotto attacco.
IERI, DOPO cinque giorni, è stato rinvenuto il corpo di Anwar Al-Attar e degli altri 14 operatori: giustiziati, riporta la stampa locale, e le loro ambulanze distrutte. La Mezzaluna rossa ha chiesto a Tel Aviv di aprire l’accesso alla zona, da cui continuano a giungere richieste di aiuto della popolazione civile rimasta intrappolata senza cibo, acqua, né assistenza sanitaria, sotto pesanti e incessanti bombardamenti.
Missili anche sul mercato al-Sahaba nel quartiere di Daraj, a est di Gaza City, dove sette persone sono rimaste uccise e molte altre ferite. Almeno 36 palestinesi sono stati ammazzati dall’alba al tramonto, soprattutto nel nord dell’enclave, dove undici corpi senza vita sono stati recuperati dalle macerie dell’edificio residenziale bombardato all’alba a Beit Lahiya. Le vittime appartengono tutte alla famiglia Al-Balli, che viveva nell’abitazione.
A Khan Younis gli aerei hanno distrutto tre case nel giro di pochi minuti e a Zeitoun un uomo disabile è stato colpito e ucciso da un cecchino israeliano mentre tentava di aprire un pacco di biscotti. Alcuni palestinesi feriti o ammalati, incluso un bambino senza un arto, sono usciti dalla Striscia attraverso il valico di Karem Abu Salem (Kerem Shalom). Si tratta, probabilmente, della prima evacuazione medica dall’inizio del nuovo attacco israeliano.
MA NON È ABBASTANZA. Secondo Physicians for human rights, sono almeno 15.600 le richieste presentate all’Organizzazione mondiale della sanità e a queste si aggiungono altre migliaia di persone che avrebbero bisogno di cure urgenti ma che non possono ottenere una diagnosi valida a causa della terribile condizione della sanità a Gaza.
A maggio del 2024 l’organizzazione medica israeliana ha presentato richiesta all’Alta corte per l’istituzione di un meccanismo di evacuazione con regole chiare ed efficienti che non dipenda da decisioni arbitrarie, ritardi, separazioni familiari. Nonostante l’urgenza, la corte non si è ancora espressa a riguardo. E intanto, sottolinea la ong, Israele «continua a ostacolare l’evacuazione dei pazienti e a prendere di mira il sistema sanitario di Gaza e i suoi lavoratori».
E continua il blocco totale di aiuti umanitari. Sono passate tre settimane da quanto Tel Aviv ha ordinato di tagliare cibo, medicine, acqua, carburante. Il commissario dell’Unrwa (Onu) Philippe Lazzarini ha detto che si tratta del periodo più lungo dall’inizio della guerra. Il Programma alimentare mondiale denuncia che centinaia di migliaia di palestinesi sono di nuovo a rischio fame e malnutrizione, perché i bombardamenti e l’avanzata dei carri armati hanno interrotto anche le operazioni di distribuzione delle scorte rimanenti.
Mentre Tel Aviv uccideva nella Striscia il portavoce di Hamas, Abdel-Latif al-Qanoua, i negoziatori egiziani dichiaravano alla Reuters di aver ricevuto reazioni positive da Israele su una nuova proposta di cessate il fuoco. Una delegazione è partita dal Cairo per recarsi in Qatar e discutere quella che dovrebbe essere una fase di transizione che prevede il rilascio di cinque ostaggi israeliani ogni settimana e la ripresa delle consegne umanitarie nell’enclave.
NON SI DISCUTE di tregua, invece, nella Cisgiordania occupata, dove l’esercito espande con violenza le proprie operazioni. Ieri i militari sono entrati nella città di Huwara, nei pressi di Nablus, dove hanno sparato a un ragazzo di 18 anni, sequestrandone il corpo senza vita. Un 15enne è stato ferito a Nablus e altri tre bambini sono stati colpiti a Hebron. Prosegue anche la campagna di arresti, che include i prigionieri rilasciati negli scambi e i loro parenti, uomini e donne.
In settimana le industrie aerospaziali israeliane hanno presentato il «Robodozer», ossia un bulldozer automatizzato, controllabile da remoto. La ruspa, che durante la dimostrazione era guidata addirittura dagli Stati uniti, è stata presentata come un’innovazione rivoluzionaria per «demolire strutture nemiche» e «modificare paesaggi» senza mettere in pericolo la vita dei soldati.
28/03/2025
da Il Manifesto