29/07/2026
da Remocontro
La presenza congiunta di Trump, Zelensky e Netanyahu alle esequie del senatore Lindsey Graham, falco arciconservatore, noto per «non aver mai incontrato una guerra di aggressione che non sostenesse con passione», lo benedice Trump. Nel caos militare e strategico di guerre fallimentari che oggi si incrociano. E i missili ucraini lanciati sabato sul cargo iraniano Ana nel Mar Caspio diventano ciò che ci ha appena raccontato Orteca.
Asse sionista-ucraino-occidentale
Tre leader – ognuno condottiero di guerre variamente in crisi -, che sembrerebbero presto potersi fondere in un conflitto sempre più mondiale. Le carte peggiori sembrano semmai essere in mano a Trump la cui partita iraniana appare senza speranza, rileva Luca Celada. «La guerra iraniana sembra destinata ad essere annoverata, come e più del Vietnam, negli annali dell’epocale declino dell’impero». Trappola insensibile alle ripetute dichiarazioni di vittoria, i tweet trionfalistici o i meme creati con la IA. «A far risaltare l’incompetenza con cui è stata gestita una guerra arbitraria e stupida di cui l’unico dato concreto è il repentaglio in cui mette il mondo».
Paranoia Casa Bianca
«Valutazione di ogni rispettabile analista è che la guerra gli Usa l’hanno persa in modo disastroso. E Tehran non ha incentivo accordi con un rompitore seriale di trattati mentre il ‘grande satana’ è a corto di munizioni, e i limiti della potenza Usa in vetrina davanti al mondo». Mentre il New York Times, scrive di Trump «frustrato ed erratico». Senza strategia e attorniato da adulatori. Folli teorie sui supplementi di testosterone alle truppe, minacce e rappresaglie improvvisate. E tra i convitati a Washington, la costante rischia di essere guerra ad oltranza. Mentre per Netanyahu i sondaggi rivelano una drastica perdita di consensi per Israele fra gli americani.
Netanyahu ci riprova con Trump
Alla vigilia dell’incontro, Trump aveva fatto circolare dichiarazioni pungenti, volte a presentarsi libero e indipendente dall’influenza dell’alleato israeliano che lo ha trascinato in una guerra dal cui esito resta incerto. L’incontro di ieri si è svolto a porte chiuse, senza dichiarazioni congiunte né domande dei giornalisti. La cautela, perciò, è d’obbligo mentre Washington deve decidere se proseguire il tentativo di un accordo con Teheran oppure lanciare una nuova fase dello scontro militare. Secondo più fonti Netanyahu ha portato alla Casa bianca un dossier dell’intelligence israeliana sui presunti sforzi dell’Iran per ricostruire le proprie capacità militari dopo gli attacchi subiti nei mesi scorsi.
Il riarmo iraniano
Il sito sotterraneo fortificato di Kuh-e Kolang Gaz La (Monte Piccone), noto in Occidente come Pickaxe Mountain, nei pressi di Natanz, dove, secondo Israele, sarebbero state trasferite centrifughe, attrezzature nucleari e parte delle riserve di uranio arricchito, mettendole al riparo da eventuali nuovi bombardamenti. Per Netanyahu questa sarebbe la prova che Teheran resta in grado di avviare un programma nucleare a scopo militare. Trump, prima dell’incontro, aveva fatto sapere di non aver bisogno dell’intelligence israeliana e che gli Stati uniti sanno già tutto.
Zelenky e i missili intercettori
Zelensky da Trump per blindare gli aiuti, tra Patriot e diplomazia. Kiev presenta il piano per la fabbrica di droni. Il Senato americano, presente il presidente ucraino, ha votato, con 86 sì e 12 no, a favore dell’avanzamento del disegno di legge per imporre ulteriori sanzioni alla Russia, le prime con l’approvazione del presidente Trump. In serata, Zelensky ha scritto di aver avuto un importante incontro con oltre 60 senatori bipartisan, ringraziandoli per il sostegno e l’alta considerazione dei risultati ottenuti dai nostri combattenti al fronte e della capacità dell’Ucraina di rispondere in modo giusto alla Russia per gli attacchi contro il nostro popolo».
Credibilità Netanyahu in crisi
La credibilità di Netanyahu a Washington in forte calo. Note le critiche del vice Vance al premier israeliano colpevole di aver trascinato gli Stati uniti in un conflitto di lungo periodo e di difficile soluzione. Oltre a diversi funzionari Usa secondo cui vi sarebbero dubbi sulla lettura che Israele offre delle informazioni raccolte dai propri servizi segreti. Si ritiene che Tel Aviv tenda sistematicamente a interpretare ogni elemento come la conferma dell’inevitabilità di un nuovo conflitto. E secondo indiscrezioni, Trump non aveva accolto immediatamente la richiesta di Netanyahu di essere ricevuto alla Casa bianca.
Rivelazioni israeliane
- Per il quotidiano israeliano Maariv, Washington persegue un obiettivo ambizioso: piegare la Repubblica islamica senza distruggere l’Iran. L’idea sarebbe quella di applicare all’Iran un modello simile al Venezuela, mantenendo intatte le infrastrutture energetiche, industriali e portuali per consentire, dopo un’eventuale «transizione politica», l’integrazione dell’economia iraniana sotto il controllo occidentale attraverso investimenti Usa e dei Paesi del Golfo. In questa prospettiva, i bombardamenti verrebbero limitati ai centri del potere politico e militare, per non ripetere gli errori commessi in Iraq e Libia, documenta Michele Giorgio da Israele.

