da Remocontro
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non confermerà Mychajlo Fedorov ministro della Difesa: è la più inattesa e contestata novità nel rimpasto di governo che nei giorni scorsi aveva già portato alle dimissioni della prima ministra Yulia Svyrydenko.
L’uomo dei droni
Fedorov, 35 anni, era ministro da gennaio ed era molto popolare. In poco più di sei mesi ha trasformato l’approccio dell’Ucraina alla guerra favorendo l’innovazione, l’automazione e l’uso di droni e robot: sotto la sua guida l’esercito ha iniziato a colpire obiettivi russi a centinaia di chilometri dal fronte e a bombardare con più costanza la Crimea occupata, causandone spesso l’isolamento. Giovedì ci sono state manifestazioni in suo sostegno davanti all’ufficio di Zelensky a Kiev e in altre città ucraine, per chiedere il suo reintegro. Da tempo si scontrava con Oleksandr Syrskyi, il capo delle forze armate, che ha un approccio completamente diverso e si opponeva alle innovazioni portate da Fedorov. Secondo varie ricostruzioni giornalistiche Zelensky ha licenziato Fedorov proprio a causa dello scontro, diventato insostenibile.
Fedorov e l’Esercito
Fedorov aveva molti critici all’interno dell’esercito: ritenevano il suo approccio troppo semplicistico e troppo concentrato sulle presentazioni spettacolari, e lo accusavano di aver portato poche soluzioni per la difesa delle città ucraine attaccate dai russi. Tra le altre cose ha sottoposto vari funzionari al test con la macchina della verità per verificare se fossero coinvolti in pratiche di corruzione. I rapporti di Fedorov con i livelli più alti dell’esercito sono sempre stati complessi per il suo carattere poco incline alla diplomazia, ma secondo vari media ucraini e internazionali hanno pesato anche scontri con i fornitori dell’esercito.
Armamenti Usa ‘fai da te’
Fedorov aveva lanciato un programma che permetteva ai soldati di comprare le loro armi su un sito, Brave1, soprannominato l’“Amazon delle armi”, cosa che danneggiava i fornitori ufficiali. Fedorov ha rapporti stretti con le aziende tecnologiche statunitensi della Silicon Valley, interessate agli sviluppi tecnologici della guerra. Ha incontrato più volte Alex Karp, amministratore delegato di Palantir (un’azienda assai controversa e vicina a Donald Trump) ed è stato anche al centro delle trattative con SpaceX, l’azienda di Elon Musk, per bloccare l’accesso dei soldati russi a Starlink, il sistema satellitare usato anche per le comunicazioni militari.
Fallimentare arruolamento
Alcuni esponenti del partito di Zelensky hanno indicato fra i motivi della mancata conferma anche i risultati insoddisfacenti nella riforma del sistema di mobilitazione dei soldati. L’esercito ucraino ormai da anni ha meno soldati a disposizione di quelli di cui avrebbe bisogno, e fatica a sostituire chi è al fronte da tempo. Ogni riforma che aumenti la mobilitazione forzata è però fortemente impopolare. Fedorov aveva promosso una riforma che aumenta gli stipendi per i soldati, rende più semplice entrare nell’esercito per i volontari stranieri e punta a favorire il rientro nell’esercito degli ucraini che si sono sottratti alla leva, ma è stata giudicata insufficiente.
Terzo rimpasto Zelensky, sottolinea il Post
- Il suo posto dovrebbe essere preso dall’attuale ministro dell’Interno ucraino, Igor Klymenko, che in passato è stato a capo dell’azienda petrolifera nazionale. Quello in corso è il terzo rimpasto di governo attuato da Zelensky. Giovedì il parlamento ucraino ha approvato la nomina come primo ministro di Sergii Koretskyi, ex capo dell’azienda energetica statale Naftogaz, che ha indicato come sue priorità la difesa, la stabilità economica e l’integrazione con l’Unione Europea.

