09/07/2026
da Remocontro
La coperta è fin troppo corta. Ormai Kiev è sotto il continuo attacco di vettori balistici ipersonici, che non possono essere intercettati per la cronica mancanza dei famosi “anti-missile” americani. Non è solo un problema di costi: sono armi complicate da produrre e le scorte si sono quasi esaurite dopo la guerra all’Iran.
Appelli e contrappelli
L’accorato grido di dolore di Zelensky arriva fino ad Ankara, in Turchia, al vertice della Nato. L’Ucraina ha bisogno dei missili Patriot, subito, o in caso contrario, Kiev potrebbe essere progressivamente ridotta a un cumulo di macerie, con la perdita di molte vite di civili innocenti. Le ultime ore hanno messo in luce la situazione quasi disperata, dell’apparato di difesa antiaereo della capitale ucraina. “L’Ucraina – scrive il Wall Street Journal – non è stata in grado di intercettare nessuno dei 23 missili balistici russi che si sono schiantati nell’area di Kiev nelle prime ore di lunedì. Gli attacchi russi, quasi indisturbati, sono la conseguenza della carenza globale di intercettori per il sistema antimissile Patriot di fabbricazione statunitense. Una carenza aggravata dalla guerra all’Iran. Per questo il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto ai Paesi occidentali di inviare un maggior numero delle loro scarse scorte. Inoltre – aggiunge ancora il WSJ – Zelensky ha esortato gli Stati Uniti a dare maggiore priorità alle urgenti esigenze di difesa missilistica dell’Ucraina. ‘I missili Patriot – ha detto – sono una priorità e, naturalmente, comprendiamo che la volontà politica degli Stati Uniti sarebbe certamente sufficiente a colmare la loro carenza, ma finora non c’è stato abbastanza sostegno in tal senso. Tuttavia – conclude il Journal – l’Ucraina è uno dei circa 20 Paesi in lista d’attesa per i missili intercettori Patriot, le cui scorte sono limitate e la cui produzione può richiedere più di due anni. Ma sono i civili ucraini a subirne le conseguenze immediate”.
Trump: “Pensateci voi”
La risposta del Presidente americano, alle pressanti richieste di Zelensky, a ottenere un immediato rifornimento di Patriot, è stata pilatesca. Il Kiev Indipendent ha subito riportato in prima pagina le dichiarazioni di Trump sulla questione, scrivendo che si è impegnato ad accogliere la richiesta di lunga data dell’Ucraina di produrre per conto suo, su licenza, i missili Patriot americani, “l’unico strumento occidentale – sottolinea il giornale – in grado di fermare gli attacchi missilistici balistici russi. I Patriot – chiarisce il quotidiano di Kiev – hanno svolto un ruolo chiave nella difesa dell’Ucraina, quando si è stati in grado di procurarseli in quantità sufficienti. Ma in un mondo in cui l’Ucraina ha bisogno di missili per proteggersi dalla Russia e il Medio Oriente ne ha bisogno per difendersi dall’Iran – aggiunge sconsolato l’Indipendent – la produzione americana non è riuscita ad aumentare a sufficienza per soddisfare tale domanda. Mosca approfitta di questa situazione, lanciando ripetutamente attacchi missilistici balistici contro i civili a Kiev”. “Vi daremo la licenza per produrre i Patriot. In questo modo non potrete lamentarvi perché non ve ne stiamo dando abbastanza”, ha detto Trump durante una conferenza stampa al vertice Nato in Turchia. “Fateli voi stessi”, ha poi aggiunto.
Ma l’emergenza è ora
La sparata di Trump è una delle sue solite acrobazie diplomatiche, che lui s’inventa in modo quasi estemporaneo per uscire dall’angolo nel quale si è cacciato. Infatti, a dimostrazione che la soluzione proposta dalla Casa Bianca sia operativamente inutile in questo momento, il Kiev Indipendent scrive: “Sebbene in seguito Trump abbia espresso fiducia nella capacità dell’Ucraina di produrre rapidamente i missili, ha anche affermato di non essersi coordinato con il produttore, Lockheed Martin, prima dell’annuncio”. Il che significa che, prima di mettere a regime l’eventuale produzione dei Patriot “Made in Ucraina” passerà un sacco di tempo. Un periodo sufficiente affinché Putin completi l’opera di devastazione contro città e infrastrutture strategiche (centrali elettriche, raffinerie, linee di comunicazione, depositi di materie prime e via di questo passo), per mettere in ginocchio anche il “fronte interno” di Zelensky.
I calcoli del WSJ
Il Wall Street Journal pubblica alcuni dati interessanti sulla produzione dei Patriot e li commenta, offrendo un quadro assai chiaro delle difficoltà attuali in cui si dibatte l’Ucraina. “Secondo le cifre ufficiali analizzate dal Centre for Information Resilience, un’organizzazione britannica specializzata in indagini open-source – scrive il Journal – l’Ucraina ha intercettato quest’anno circa il 90% dei droni a lungo raggio russi, nonché l’80% dei 722 missili da crociera lanciati contro di essa. Ma il 70% dei 522 missili balistici lanciati dalla Russia è riuscito a superare le difese ucraine. Questa percentuale è destinata a peggiorare man mano che le scorte di intercettori Patriot dell’Ucraina si esauriranno (In effetti sembra che lo siano già, n.d.r.).
- L’azienda statunitense di difesa Lockheed Martin ha consegnato circa 620 dei cosiddetti intercettori PAC-3 lo scorso anno, rispetto ai circa 500 del 2024. Lockheed ha dichiarato che triplicherà la produzione, arrivando a circa 2.000 unità all’anno, ma solo entro il 2030. Tra l’altro, ogni intercettore ha un costo di circa 2 milioni di dollari”. E qui si torna alla Nato tutta tariffe e soldi, mentre le guerre si consumano ogni giorno. E i missili tutte le notti.

