03/05/2026
dd Il Fatto Quotidiano
Il capo del governo di Madrid: "La Spagna protegge sempre i suoi cittadini". E' l'ennesimo avvertimento in 24 ore all'esecutivo di Tel Aviv: "E' una nuova violazione del diritto internazionale"
“Voglio dire tre cose a Netanyahu. La Spagna protegge sempre i suoi cittadini. Difendiamo sempre il diritto internazionale e questa è una nuova violazione del diritto internazionale. E terzo: vogliamo la libertà del cittadino spagnolo che è stato sequestrato illegalmente da parte del governo israeliano”. Con la consueta chiarezza espositiva, durante una iniziativa elettorale in Andalusia, il premier spagnolo Pedro Sànchez ha mandato un messaggio al suo collega israeliano Benyamin Netanyahu dopo che una nave della Marina israeliana ha trattenuto e portato in Israele Saif Abukeshek, palestinese nato in un campo profughi in Cisgiordania che è cittadino spagnolo (vive da vent’anni a Barcellona). Abukeshek tra l’altro quando è stato prelevato dai militari israeliani si trovava su una barca che batte bandiera italiana, la Eros 1, quindi per il diritto marittimo è come se si trovasse sul suolo italiano (e dunque dell’Unione Europea). Ma a differenza del silenzio tombale del governo italiano di cui – mentre scriviamo – non si sente la voce da oltre 24 ore, il governo spagnolo non perde occasione già da giovedì per mettere pressione sull’esecutivo israeliano. Dal fronte del sovranismo e del “non sovranismo” le linee si ribaltano insomma.
Da una parte il ministro della Cultura Ernest Urtasun aveva parlato di “sequestro”, dall’altra il ministro spagnolo degli Esteri José Manuel Albares ha affermato: “Voglio essere molto chiaro: siamo davanti un arresto illegale che si è prodotto in acque internazionali al di fuori di ogni giurisdizione delle autorità israeliane”. “Non si sarebbe dovuta produrre nessuna situazione extra con lui, non dovrebbe trovarsi in questa situazione” di arresto sottolinea il capo della diplomazia iberica, che con altri governi europei ha richiesto la liberazione degli attivisti. Il governo spagnolo, subito dopo l’intercettazione della Flotilla, ha convocato “urgentemente” l’incaricata di affari di Israele in Spagna – il massimo rango diplomatico presente, dopo il ritiro reciproco degli ambasciatori dei due Paesi – per esprimere “la più energica condanna” per l’accaduto.

