07/09/2026
da La Notizia
Witkoff e Kushner tornano a Washington a mani vuote: la pace in Ucraina è ancora un miraggio e Zelensky si prepara a un inverno duro
Si è concluso con un sostanziale nulla di fatto il viaggio in Russia e poi in Ucraina dei mediatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che cercavano una soluzione al conflitto che va avanti da oltre quattro anni. A lasciar intendere che la strada sia ancora lunga è stato Witkoff che, al termine di questa due giorni di incontri con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, ha spiegato che per raggiungere la pace in Ucraina sarà necessario che sia Mosca sia Kiev “facciano dei compromessi e riducano le questioni in sospeso”.
Il problema è che, al momento, la missione della delegazione statunitense non registra sostanziali passi avanti. Eppure, prima della partenza da Washington, i due mediatori scelti da Donald Trump avevano manifestato ottimismo, dicendosi convinti di “avere gli ingredienti per arrivare” alla pace. “È molto difficile, ma siamo impegnati, ci teniamo e speriamo che tutto ciò porti a una soluzione diplomatica pacifica e di successo”, diceva Witkoff.
Ma, di ora in ora, questo ottimismo è scemato. Una conferma di ciò si può trovare nel colloquio tenuto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, secondo i media americani, avrebbe aperto alla pace, tornando però anche a chiedere i missili antiaerei Patriot. Questi ultimi sono “una questione molto urgente e molto importante per noi”, ha spiegato il leader di Kiev, convinto che saranno necessari per superare l’ennesimo inverno di guerra. “Se la guerra dovesse continuare in inverno – e finora sembra proprio di sì – contiamo molto sul ‘pacchetto invernale’ di cui ho discusso in dettaglio oggi con Steve, Jared e i nostri partner europei”.
I nodi che rendono ancora lontana la pace tra Russia e Ucraina
Com’è facilmente intuibile, i motivi dello stallo diplomatico sono sempre gli stessi. Primo fra tutti, la questione territoriale, con Mosca che rivendica le quattro regioni parzialmente controllate, mentre Kiev chiede di congelare la linea del fronte. Sul punto, Zelensky ha ribadito che la questione resta “rilevante”. “Ne abbiamo discusso. Ma rimango dell’opinione che questioni così complesse si risolvano solo a livello di presidenti”, ha spiegato.
Dal canto suo, la Russia punta i piedi, pretendendo un’Ucraina neutrale e praticamente demilitarizzata, mentre Kiev vuole garanzie per la propria sicurezza e un esercito forte che possa disincentivare eventuali future azioni del Cremlino.

