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WSJ: Piani di guerra tedeschi contro la Russia

WSJ: Piani di guerra tedeschi contro la Russia

Politica estera

28/11/2025

da Remocontro

Piero Orteca

Devono convincere la gente che la Russia, mezza tramortita da quasi quattro anni di sanguinosi carnai in Ucraina, prima o dopo aggredirà l’Europa. Devono proteggere i progetti del complesso militare-industriale occidentale, che sul gigantesco riarmo legato alla minaccia costante di un conflitto sta costruendo un futuro di profitti stratosferici. Tutto, naturalmente, sulle spalle dei gabbati contribuenti e sfruttando la manovalanza offerta da politici incompetenti.

Segreto opportunamente svelato

  • Ora spunta (a orologeria?) un Piano di battaglia tedesco (che doveva restare segreto) per la guerra alla Russia, che viene considerata “pronta ad attaccare la Nato entro il 2029”. Una previsione obiettivamente delirante, fatta apposta per contribuire ad alzare ulteriormente la tensione. E che rischia magari di provocare un incidente da “miscalculation”, che innesterebbe il patatrac.

Lo “scoop” del Wall Street Journal

Lo scriviamo da un pezzo. I risvolti più nascosti (politicamente parlando) sulle origini della guerra in Ucraina si trovano negli archivi dei servizi segreti di Berlino. Chi ha la memoria lunga sa che i tedeschi hanno ancora molto da spiegare, sulle trattative riservate e sugli impegni “off the record” che portarono alla riunificazione delle due Germanie. E sulle solenni promesse che non vennero mantenute. Qualcuno dice che il prezzo, molto salato, lo stiamo pagando tutti, ancora oggi. È dunque quasi una nemesi della storia che il Paese del Cancelliere Merz torni di nuovo al centro delle polemiche, quando si parla degli spinosi rapporti con Mosca. Ieri, il Wall Street journal, ripreso con la grancassa da molti giornali, ha pubblicato tranchant un corposo articolo (in esclusiva) che illustrava “ll piano segreto della Germania per la guerra contro la Russia”. Il pezzo, siglato da Bertrand Benoit, mostra per la verità un progetto logistico di giganteschi spostamenti legati (pare di capire) a un teatro di battaglia squisitamente convenzionale. È un documento che all’occhio di un team di esperti di strategia militare solleva molti dubbi. E più di un sospetto. Innanzitutto, la tempistica, visto che la sua diffusione arriva a scompigliare ulteriormente le carte in questa fase frenetica e caotica di trattative. Una roulette sanguinosa sui cui tableaux il Cancelliere Merz ha puntato, a occhi chiusi, mille miliardi di euro per il riarmo del suo Paese. Una nazione (la Gernania) che, ogni volta che ha messo in moto le sue foie belliciste, ha sempre trascinato l’intero continente verso la catastrofe. Non è un’opinione. È la storia.

Premessa sbagliata: guerra convenzionale

Dunque, scrive il Wall Street Journal, ecco 1.200 pagine di un documento classificato (ultrasegreto) che però qualcuno (servizi di Intelligence europei?) si è preoccupato di far trapelare, giusto ora. Un’altra coltellata alle trattative di pace, che possiamo benissimo immaginare da dove arrivi. Senza entrare troppo nei dettagli, diciamo che si tratta di uno zibaldone che parte da premesse (volutamente?) errate, perché prefigura giganteschi spostamenti da guerra convenzionale. Contro la Russia, che spende 10-12 volte meno dell’Occidente per la difesa. Cioè, secondo il Piano “studiato” dagli strateghi europei e americani, il Cremlino che già fatica a tenere sotto pressione il fronte del Donbass (e ha avuto bisogno dei soldati nordcoreani), sarebbe in condizione di attaccare l’Europa entro il 2029. Pur essendo stremato dopo lo sforzo profuso in Ucraina. Ed essendo inoltre alla fame. Perché la Commissione di Bruxelles afferma che le sanzioni contro Putin lo hanno già logorato e ridotto quasi sul lastrico. E nonostante ciò ci attaccherà? Beh, si mettano d’accordo con i loro cervelli. La guerra con la Russia non ci sarà. Ma se malauguratamente qualcosa dovesse capitare, state certi che le costosissime armi che si stanno fabbricando in Occidente, diventeranno velocemente ferrivecchi. Perché una guerra contro la Russi, sicuramente, prima un conflitto nucleare di teatro e, successivamente, uno scontro più esteso, con l’uso di missili atomici ipersonici. E non saremo certo qui a raccontarlo. Quello che a Bruxelles (e a Berlino) non capiscono è che rispetto a qualche anno fa sembrano completamente cambiati i protocolli che disciplinavano l’escalation. Oggi, pensare di cominciare, per poi poter vincere una guerra convenzionale contro una superpotenza nucleare come la Russia, è da irresponsabili. Certo, non esistono verità assolute, perché viviamo in un mondo probabilistico. Ma alzi la mano chi è pronto a rischiare l’olocausto nucleare pur di difendere con intransigenza tutte le proprie ragioni. No, dietro l’ostinazione dell’Europa non ci sono solo ideali, ma anche e soprattutto interessi.

La sintesi del Progetto

“Il Progetto – spiega il Wall Street Journal – descrive in dettaglio come fino a 800 mila soldati tedeschi, statunitensi e di altre truppe NATO sarebbero stati trasportati verso est, in direzione della linea del fronte. Descrive inoltre i porti, i fiumi, le ferrovie e le strade che avrebbero attraversato, e come sarebbero stati riforniti e protetti durante il tragitto. A un livello più alto, il Piano è la manifestazione più chiara, fino ad oggi, di quello che i suoi autori chiamano un approccio ‘di tutta la società’ alla guerra. Questa sfumatura del confine tra ambito civile e militare segna un ritorno a una mentalità da Guerra Fredda, ma aggiornata per tenere conto di nuove minacce e ostacoli – dalle infrastrutture decrepite della Germania a una legislazione inadeguata e a un esercito più piccolo – che all’epoca non esistevano.
Funzionari tedeschi – prosegue il giornale – hanno affermato di aspettarsi che la Russia sia pronta e disposta ad attaccare la Nato nel 2029. Tuttavia, episodi di spionaggio e intrusioni nello spazio aereo in Europa, molti dei quali attribuiti a Mosca dai servizi segreti occidentali, suggeriscono che potrebbe prepararsi ad attaccare prima. Gli analisti ritengono, inoltre, che un possibile armistizio in Ucraina, auspicato dagli Stati Uniti questa settimana, potrebbe liberare tempo e risorse per la Russia, consentendole di preparare un’azione contro i membri della Nato in Europa”. Questo è un altro dei motivi (quasi ufficiali) che stanno portando l’Eutopa a boicottare le trattative di pace.

Il commento dei blogger americani

Il prestigioso giornale finanziario di New York è inondato di opinioni, sulle ultime prese di posizione dei “potenti” del Vecchio continente rispetto alla guerra in Ucraina. Molte sono particolarmente salaci. Come questa, che ne simboleggia diverse e che forse spiega il progressivo intiepidimento Usa per la causa di Zekensky e i crescenti sospetti verso la Germania: “I leader tedeschi continuano a inventare guerre immaginarie perché non vogliono che nessuno parli del vero disastro: la loro economia è a pezzi. La stessa follia globalista che ha svuotato l’industria tedesca, bloccato l’energia a basso costo e strangolato e inondato il paese di migranti, ora ha bisogno di un uomo nero da incolpare, quindi voilà, a quanto pare la Russia invaderà il Paese da un anno all’altro.

  • Non si tratta di una ‘strategia di difesa’, ma di un trucco di magia politica: distrarre l’opinione pubblica con una crisi fittizia in modo che non si accorga di chi ha realmente distrutto il posto”. Beh, forse allora la retorica europea è come quei quadri impressionisti che si capiscono meglio guardandoli da lontano. Perché, dietro le macchie di colore, si scopre, chiara, la reale volontà dell’artista.
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