27/08/2026
da Remocontro
A Kiev i “volenterosi” europei nel giorno dell’indipendenza dell’Ucraina mentre la UE dona altri 6 miliardi di euro per le difese aeree ucraine, che hanno però bisogno di missili introvabili sul mercato più che di denaro, che in Ucraina non viene sempre ‘ben speso’ (eufemismo). Ma è una finzione, a partire dall’andamento e soprattutto dal racconto della guerra.
La verità che fa male anche in canzonetta
Se raccontare ciò che accade realmente sul campo di battaglia non è schiararsi in guerra, in Ucraina pesano le sconfitte del suo esercito sui campi di battaglia (ben nascoste all’opinione pubblica europea), e gli incessanti bombardamenti russi che devastano ogni notte infrastrutture, industrie e obiettivi militari in un’Ucraina ormi priva di difese aeree. Peggio delle centinaia di droni ucraini sulle raffinerie di Mosca. Ma a mettere a rischio la presidenza Zelensky sono soprattutto le faide interne alla politica ucraina e i sempre più diffusi attacchi alla legittimità del suo incarico, scaduto da oltre 2 anni. L’ex ministro della Difesa Fedorov, licenziato da Zelensky, ha sostenuto che l’Ucraina non può consentire alla Russia di determinare quando i cittadini potranno nuovamente scegliere i propri rappresentanti, e ha chiesto di individuare un meccanismo che consenta le elezioni anche durante la guerra. «La democrazia non è un lusso da tempo di pace e non può’ essere ostaggio della Russia».
‘Tsunami per lo Stato’, clientele e ‘amici degli amici’?
Zelensky ha negato ogni possibilità di votare a breve, definendo eventuali elezioni durante la guerra uno «tsunami per lo Stato che rischierebbe di dividere l’Ucraina». Fedorov credeva davvero di poter ottenere elezioni presidenziali adesso, o ha soltanto lanciato il sasso? Provocazione elezioni a parte, Fedorov ha attaccato il funzionamento dell’apparato statale e la gestione delle riforme. «Le persone non possono continuare a vivere all’infinito in uno Stato in cui non capiscono perché vengano prese determinate decisioni», ha affermato rispetto alla percezione che nelle nomine pubbliche la lealtà possa prevalere sulla professionalità. «Il risultato è più importante della lealtà». Un duro attacco al sistema clientelare e degli ‘amici degli amici’ che guida l’Ucraina. «Durante la guerra la sottrazione di denaro pubblico si traduce in droni non acquistati, munizioni non consegnate, sistemi di guerra elettronica non disponibili o tecnologie militari non avviate alla produzione». E qui Zelensky ha la coda di paglia, dovendo riconoscere alla difesa un deficit di 27 miliardi di dollari dovuto a ‘spese impreviste’.
La corruzione dilaga e sfiora Zelensky
Il 19 agosto, parte l’operazione speciale – «Forrest Gump – dell’Anticorruzione dell’Ucraina (NABU) ha avviato contro una organizzazione criminale che coinvolge parlamentari in carica ed ex, ed alti funzionari dell’Ufficio presidenziale, come la vice capa Iryna Mudra. Quest’ultima è stata immediatamente licenziata da Zelensky e poi arrestata con l’accusa di riciclaggio. Il caso sarebbe in qualche modo connesso alla precedente indagine (Mida, re Mida), che ha a suo tempo portato alle dimissioni di Andrii Yermak, il potente braccio destro del presidente. Il 20 agosto la Procura Anticorruzione (SAPO) ha rivelato i nomi di 13 sospettati presenti negli ultimi casi di corruzione. Lo riporta Ukrainska Pravda. Tra le persone menzionate, l’ex vice capo dell’Ufficio del Presidente, anche Viktor Dubovyk, direttore generale della Direzione per le politiche legali nell’Ufficio del Presidente; Olena Ferens, viceministro della Giustizia; l’ex parlamentare Maksym Mykytas, Vadym Stolar, parlamentare in carica, Vasyl Astion, imprenditore ed ex membro del Consiglio regionale di Dnipropetrovsk. Tra i sospettati anche Mykola Hladyshenko e Sense Bank, ai vertici della banca statale Oleh Stupak.
Zelensky cieco e sordo in casa?
Fedorov sostiene che il presidente ucraino non potesse non sapere cosa stava accadendo. E in un’intervista alla BBC, ha invitato Zelensky a rispondere sui casi di corruzione. «E’ suo dovere informarci tutti se sapeva tutto questo o no. Non voglio fare supposizioni. In tutto il tempo in cui ho lavorato con lui, non ho mai ricevuto da lui un incarico o un compito che fosse contrario alla legge o al mio senso di integrità. Questa è la mia esperienza personale con lui», ha aggiunto. Zelensky di fatto sotto assedio da più parti e forse anche in USA ed Europa si guarda a una sua uscita di scena per chiudere un conflitto ormai insostenibile. Visitine formale del salvadanaio Ue a parte, e la molto più sospettabile visita del capo della Cia a Mosca. Ciò detto il presidente e il suo entourage vogliono ancora di tenere le redini del potere a Kiev. Sempre più isolati politicamente, nel mondo e in casa. Secondo un sondaggio non pubblicato ma visionato dall’ Economist ,in un’ipotetica elezione presidenziale Zelensky otterrebbe il 21 per cento delle prime preferenze, davanti all’ex comandante in capo Valery Zaluzhny (nella foto sopra con Fedorov) al 18 per cento e a Fedorov al 16 per cento mentre Budanov sarebbe all’8 per cento.
- Un altro sondaggio, realizzato in luglio dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev, rileva che il 63 per cento degli intervistati dichiara di avere fiducia in Fedorov, contro il 16 per cento che afferma di non fidarsi di lui. Il dato lo colloca al secondo posto tra le personalità prese in esame, dietro l’ex comandante in capo delle Forze armate Valerii Zaluzhny, accreditato del 66 per cento, e davanti a Zelensky, al 56 per cento.

