Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

Per il lavoro, per dare un Futuro all’Amiata

Per il lavoro, per dare un Futuro all’Amiata

La profonda crisi, economica e occupazionale, che attraversa l’Amiata è ormai giunta a un livello tale che rischia di compromettere irrimediabilmente le sue stesse prospettive di futura sopravvivenza. Alle crisi dei settori artigianali, commerciali e turistici, che da anni vedono il loro continuo decadimento si sono aggiunte le crisi delle poche aziende industriali del nostro territorio quali Floramiata, Rivart, Amiata Marmi aggravate anche dalla situazione disastrata delle strutture viarie e di collegamento ai grandi centri e ai nodi autostradali e ferroviari, in particolare la    Cassia e il ponte su Paglia. Solo il reparto “pelletterie” sembrerebbe reggere, ma con aspetti di fragilità anch’essi preoccupanti per il futuro.

Gravi sono le responsabilità di chi ha governato negli ultimi anni i nostri Comuni, la Provincia ed in particolare la Regione Toscana, che ha abbandonato al proprio destino la nostra terra. Altrettanto gravi sono, poi, le responsabilità del PD che,  oltre ad aver espresso amministratori pubblici a tutti i livelli, ha attuato dissennate politiche di privatizzazione che, dopo la riconversione mineraria, hanno fatto piombare nell’attuale, gravissima, crisi economico/sociale il nostro territorio.

Di fronte ad una crisi così profonda e al dramma che stanno vivendo centinaia di lavoratori e di imprese la risposta di mobilitazione e di lotta è estremamente debole e insufficiente. Ogni settore produttivo vive il proprio dramma al suo interno, con il rischio di contrapposizioni reciproche. I giovani, poi, sono tagliati fuori da tutto, senza una minima prospettiva di futuro in Amiata.

Occorre invece, a nostro avviso, combinare le forze e le iniziative, sensibilizzando l’opinione pubblica, unendo i lavoratori, di qualunque settore produttivo, ai disoccupati agli studenti ed ai cittadini tutti. Una lotta di popolo che ponga, dunque, in primis alla Regione Toscana la richiesta di un intervento urgente straordinario su due aspetti fondamentali: la soluzione positiva e urgente delle varie crisi aziendali e un intervento altrettanto urgente per le infrastrutture e la viabilità e per il sostegno a un piano di rinascita economica e sociale del nostro territorio.

Non bastano i soliti tavoli di incontro. Occorre un piano straordinario della Regione Toscana verso l’Amiata, che deve assumere il nostro territorio come una delle urgenze primarie perché, se è vero che la crisi attraversa anche altre aree e aziende della nostra regione, la nostra risulta così complessa e generale a causa delle peculiarità geografiche e territoriali.

Chiediamo pertanto come primo atto che sia convocato un Consiglio Regionale straordinario con all’ordine del giorno la situazione dell’Amiata e gli impegni urgenti da prendere per le aziende in crisi, la viabilità e il rilancio economico e occupazionale.
 
Ma un ruolo fondamentale spetta a noi dell’Amiata, poiché dobbiamo riappropriarci del nostro territorio e essere noi i protagonisti del suo futuro sia in campo economico che sociale. Dobbiamo elaborare un nostro progetto di sviluppo soprattutto per i giovani e le future generazioni, che attui anche forme di autogestione aziendale da parte dei lavoratori e la realizzazione di piccole e medie imprese a livello locale, senza attendere soggetti che spesso rispondono più alla logica dell’appartenenza politica che a quella della vera capacità imprenditoriale e industriale. Un progetto che deve partire in primo luogo dall’utilizzo dalle risorse naturali che esprime l’Amiata, come i boschi, le acque di sorgente o termali, il calore e la bassa entalpia geotermica. Un progetto che valorizzi il patrimonio culturale rappresentato dai nostri centri storici e dai nostri monumenti e che fornisca strumenti di supporto al commercio, all’artigianato e all’agricoltura locale. Un progetto che preveda la coltivazione di prodotti tipici locali e biologici e che guardi con attenzione alla tutela e alla salvaguardia del territorio da sempre fondamentale risorsa per il turismo.

La strada è certamente piena di difficoltà per gli enormi ritardi accumulati, ma solo una mobilitazione di massa e popolare può rilanciare la nostra zona e dare una risposta alla drammatica situazione attuale e programmare un progetto per il futuro.

Non un “Libro dei Sogni” dunque ma un “Laboratorio Amiata”, un programma di  proposte e fonti finanziarie a cui attingere, che preveda ed identifichi interventi precisi in ogni settore dai più urgenti a quelli a breve e medio termine, con il pieno coinvolgimento delle forze imprenditoriali, sociali e dei cittadini da attuarsi con confronti ed iniziative pubbliche e con il ruolo fondamentale della Regione Toscana e dei Ministeri competenti.
 

Il coordinamento:
PRC, P. dei CARC, SI Toscana a Sinistra, Lista civica “Abbadia Futura”

 novembre 2015