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POTERE AL POPOLO, UN PASSO ALLA VOLTA VERSO L'UNITA'. LA SVOLTA ALL'AMBRA JOVINELLI

Fabio Sebastiani

da Contro la crisi

18.12.2017

 

 

"Unità e partecipazione dai territori". E' questo il risultato più importante, nelle parole di Viola Carofalo dell'assemblea nazionale di Potere al popolo che ha registrato il tutto esaurito all'Ambra Jovinelli. Sul nodo cruciale della raccolta delle firme Viola risponde: "In strada a fare i banchetti ci siamo sempre stati. Stavolta non sono ottimista, di più". 

Delle firme utili a presentare le liste, così come degli altri ostacoli, in realtà non si è parlato tanto nel corso degli interventi. La preoccupazione di tutti, a cominciare da Giorgio Cremaschi, è stata la tenuta del patrimonio di unità. E, dentro questo percorso, anche certificare il passo indietro dei "vecchi militanti". Non era così scontato. E finalmente il passaggio di testimone non è più soltanto un'auspicio gridato come uno slogan. Ora, sempre guardando alle incrostazioni della sinistra antagonista, resta da sciogliere il nodo del variegato mondo dei centri sociali, rimasti un po' alla finestra in questa fase. La partecipazione dei No-Tav e della stessa Haidi Giuliani, che non manca di sottolineare la discrasia, dovrebbero funzionare da disgelo. Ma per raccogliere i frutti bisognerà aspettare più del classico "medio periodo".
Tutta l'Europa ci guarda. Spagnoli e francesi sono addirittura intervenuti per incoragggiare Potere Popolare e per dire che "il problema della sinistra è il popolo".

La formula più efficace per dare un significato ben definito alla parola "popolo", altro tema di punta della giornata, è quella di "working poor generation". Tradotto, la generazione che si riconosce nella lotta allo sfruttamento e alla precarietà, migranti compresi ovviamente. Qqualcuno potrebbe obiettare che non cambia molto rispetto al passato. E invece sì. A spiegarlo è Franco Turigliatto, più di qualche capello bianco e decenni di lotta politica sulle spalle. Turigliatto racconta di quel momento magico tra gli anni sessanta e settanta quando nel nord Italia la rivolta venne accesa dai ragazzi, mentre alla Fiat "i giovani immigrati dal Sud" rompevano lo schema degli operai di vecchio stampo.

Non a caso nel suo intervento Maurizio Acerbo ci tiene a sottolineare che all'Ambra Jovinelli "c'è la storia della sinistra migliore di questo paese". "Concentriamoci sulla nostra passione", è invece l'esortazione di Eleonora Forenza. 

Altro tema su cui si è fatto un netto salto di qualità, infine, è stato quello dei migranti. La manifestazione di ieri è andata bene. E la trasversalità raggiunta nel nome della battaglia contro lo sfruttamento e la precarietà di vita e di lavoro apre nuove prospettive. La prossima assemblea territoriale sarà, non a caso, a Lampedusa.