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INDIETRO SAVOIA ! COMUNICATO STAMPA DI MAURIZIO ACERBO

18 dic 2017

Fabio Panero

 

Leggo che la salma del “Re cit” ovvero il Re piccolo in tutti i sensi, Vittorio Emanuele III è arrivata dall’Egitto con volo di Stato (quindi pagato dai contribuenti) alla volta del Santuario di Vicoforte Mondovi’ (Cuneo, Piemonte)

 

Nessuno potrà e dovrà dimenticare mai che Vittorio Emanuele III consegnò l’Italia alla dittatura fascista, calpestando lo Statuto su cui aveva giurato e così venendo meno all’unico dovere che aveva. Per vanagloria e soddisfatto del ridicolo titolo di Imperatore d’Etiopia, diede il suo assenso alle leggi razziali, spianando la strada allo sterminio dei suoi sudditi ebrei. Portò l’Italia in guerra accanto a Hitler: ogni famiglia cuneese ha praticamente un morto in Russia e penso che ognuno di questi morti si stara’ rivoltando nella tomba.

 

Unica scelta sensata fu quella di voltare la gabbana e far arrestare Mussolini , salvo poi scappare a gambe levate l’8 di settembre, lasciando allo sbando centinaia di migliaia di soldati italiani sui vari fronti, deportati nei lager nazisti o trucidati sul campo.
E’ vergognoso che si sia speso un singolo euro per portare in Italia le ossa di un personaggio tanto deplorevole. Se proprio ci tenevano tanto i discendenti avrebbero dovuto pagare loro questa operazione pubblicitaria.

 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:

«Ma quale compassione? Noi non proviamo nessuna umana compassione, al contrario di quanto dichiarato da Grasso, nè pensiamo che ci debba essere alcun onore e nemmeno nessun onere per la collettività quando si parla della Casa Savoia, che rifilò all’Italia due guerre mondiali, 20 anni di dittatura fascista, crimini coloniali, leggi razziali. La compassione la proviamo per le vittime dei Savoia e del fascismo.

Va ricordato che solo Rifondazione Comunista e i Comunisti italiani votarono contro l’abrogazione dei primi due commi della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione avvenuta nel 2002 con i voti di centrodestra e centrosinistra. I due commi recitavano: “I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive. Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale”. Questi commi non avevano nulla di disumano perchè richiedevano ai Savoia di rinunciare a pretese dinastiche per rientrare in Italia.
Furono aboliti nel clima di revisionismo storico e di svuotamento della Costituzione tipico della seconda repubblica. Ora ci tocca pure pagare i viaggi!»